Aida Nizar e il tuffo nella Fontana di Trevi: «Ma come si è permessa? Colpa della D’Urso»

Aida Nizar non passa inosservata e i fan del Grande Fratello lo hanno capito subito appena ha varcato la porta rossa. E con la spagnola nella casa più spiata d’Italia ne sono successe di cose. Dalla piscina del reality alla Fontana di Trevi però ci è voluto poco: quando si è tuffata, la starletta probabilmente credeva di essere Anita Ekberg. Il gesto è stato oggetto del talk di Pomeriggio 5.

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Gli ospiti nel salotto di Barbara D’Urso hanno commentato l’episodio disprezzando l’atteggiamento di Aida e facendo scoppiare la polemica. «Mi sta molto simpatica, ma non doveva deturpare un nostro monumento», «Se ha fatto questo è anche colpa tua Barbara»: sono stati alcuni dei commenti.
Il video della donna nella fontana ha fatto il giro del web e mostra anche la discussione con la polizia municipale. Il motto «Adoro la mia vita» rivolto ai vigili non le è bastato per evitare una multa di 450 euro.
La spagnola desiderava far parlare ancora di sé, non è un mistero che voglia essere parte integrante della televisione italiana.

Arriva “l’amaca per i seni”: l’oggetto a cui nessuno avrebbe mai pensato

Difficile trovare nuove nicchie di mercato per l’abbigliamento? L’idea di Erin Robertson, di Los Angeles, sicuramente non era mai venuta a nessuno, prima: un’amaca per i seni. Immaginate una sciarpa da mettere dietro al collo, ma che termina con due coppe nelle quali inserire i seni, il tutto fatto in spugna da asciugamano.

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Ecco la TaTa Towel.
L’ideatrice di questo bizzarro accessorio spiega come sia nato da una sua necessità reale, quella di asciugare il sudore provocato dallo sfregamento dei seni sull’addome. “Ho provato tutto: ho infilato asciugamani sotto i miei seni, ho provato a spolverarmi di talco, ho anche messo una maglietta e ho inserito sotto le mie tette. Mentre asciugavo i capelli, continuavo solo a pensare “deve esserci un modo migliote per evitare che mi goccioli il sudore sullo stomaco”.

La borsa più costosa del mondo? E’ una Birkin e costa 300 mila dollari

O la borsa o la vita. In questo caso per comprarla ci vogliono davvero i risparmi di una vita, e anche di più. Perché l’oggetto del desiderio in questione ha superato ogni record di vendita per quella che ogni signora e signorina vorrebbe possedere, non al dito come un brillante ma, ugualmente preziosa, al braccio.

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Stiamo parlando della borsa più cara del mondo venduta a Hong Kong per una cifra esorbitante mai raggiunta prima da un accessorio seppur d’altissima gamma: ben 300 mila dollari, per essere esatti 298,655 dollari, circa 280 mila euro. Non poteva che essere della francese Hermes che ha realizzato un vero gioiello da portarsi dietro e riempire fino all’orlo di tutto quello che le donne non dicono ma stipano ben bene. Il modello è Birkin, realizzato con pelle chiara di un rarissimo esemplare di coccodrillo albino del Nilo e, tanto per gradire, un po’ di diamanti (245 e tutti purissimi) così per illuminarla un po’ e qualche dettaglio in oro.Ma chi si è aggiudicato questo capolavoro extra-lusso che ha battuto ogni record mondiale? Un acquirente, naturalmente anonimio che l’ha acquistato senza battere ciglio ma battendolo da Christie’s Asia. Il vice presidente Matthew Rubinger della famosa casa d’aste ha commentato l’eccezionale compravendita: «Si tratta di una vera rarità e questo è un fattore importante nel determinarne il prezzo e nel farla diventare un pezzo da collezione».
Il record precedente è stato registrato sempre a Hong Kong, e sempre con un modello Birkin Croco, in pelle di coccodrillo ma fucsia: prezzo 222 mila dollari. Il famosissimo modello luxury bag è stato creato nei primi anni Ottanta da Hermes in omaggio alla cantante e attrice inglese Jane Birkin. E anche senza diamanti rimane sempre una borsa solo per pochissime fortunate: si va dai 6 mila euro per la versione base ai 100 mila per quella in coccodrillo o struzzo. E anche pagandola a peso non d’oro ma di platino non è affatto semplice riuscire ad averla: occorre aspettare liste d’attesa lunghissime, anche di sei anni e più.

Un secolo di seduzione: il reggiseno festeggia i sui primi cento anni

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E’ passato intatto per un intero secolo. Ben diverso da quelli di oggi, rimane sempre il fedele compagno di ogni donna. E’ il reggiseno che il tre novembre festeggia i suoi primi cento anni. Di strada ne ha fatta tanta. Dalle piazze, bruciato dalle femministe negli anni ’70, alle passerelle. Senza dimenticare le famose scene dei film in cui è protagonista assoluto. Chi non ricorda Mastroianni ululare davanti al reggiseno di Sofia Loren. Brevettato dall’ereditiera Mary Phelps Jacob, è ancora oggi l’oggetto più sognato dagli uomini.