GF1, Marina La Rosa: «Ecco come ho dilapidato i guadagni del reality»

«Semplice: mancanza di gestione a monte. I soldi vanno via senza che tu te ne accorga». Marina La Rosa, la leggendaria “Gatta morta” della prima storica edizione del Grande Fratello spiega come ha dilapidato i guadagni provenienti dalla sua partecipazione al reality: «Compri una macchina, fai un viaggio, prendi una casa in affitto a un prezzo spropositato (5mila euro al mese per un appartamento in centro a Roma), poi fai un altro viaggio – ha spiegato in un’intervista a “Il Giorno” – magari affitti un aereo privato perché tanto ne guadagnerai ancora… Chiamiamola immaturità finanziaria. Come entravano così uscivano».

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Tra serate e ospitate i soldi non sono stati pochi: «Con le serate, con la pubblicità, con le ospitate televisive… Ma quei guadagni erano fonte di grande imbarazzo. Tornavo in albergo e non ero felice, perché quei soldi mi sembrava di averli rubati. Un sacco di soldi solo per fare un sorriso, firmare un autografo….»
E infine l’odio proprio per l’appellativo “Gatta morta”, nata mentre era fra le mura di Cinecittà: «Non sapevo neanche cosa fosse, una gattamorta. Quando sono uscita, da un lato mi ha fatto ridere il fatto che la gente non avesse altro da fare che criticare noi, dall’ altra mi ha fatto male la facilità di giudizio, che poi è alla base dell’odio in tante relazioni. Credo che mi abbiano definita così perché mi spalmavo su tutti i divani della casa, appoggiavo la testa sulla spalla di uno, i piedi sull’ altro… ma era quello che faccio sempre a casa con gli amici, con i familiari. E siccome lì nella Casa ero tra estranei – avevo solo vent’ anni allora – ho cercato di ricostruire il clima familiare a cui ero abituata e che mi mancava».

Gaia Bermani Amaral: “Il sesso è divertente, ma lʼamore guarisce”

Non la si vede agli eventi mondani, ha detto tanti no alla tv, sui social non racconta la sua vita privata. Gaia Bermani Amaral è una donna serena. Bellissima, come ai tempi dello spot della Tim, ma più matura. Fa quello che le piace. Scrive sceneggiature, sta lavorando a un manoscritto, e recita. Al cinema la vedremo dal 7 giugno protagonista della commedia romantica “Malati di sesso” e a Tgcom24 confessa: “Il sesso senza amore esiste, ma è l’amore che ci salva”.

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Gaia, ci presenti il tuo personaggio?
Interpreto Giovanna, che è una life coach, sex addicted. Ha questa problematica di avere sempre molte relazioni e non riesce mai a innamorarsi. E’ il suo cruccio, così va in analisi per risolvere il problema e lì incontrerà Giacomo (Francesco Apolloni, ndr) che ha il suo stesso problema… il film si trasforma in una sorta di road movie, con i protagonisti che partono in viaggio… E’ una commedia romantica.

Qual è il messaggio?
Che attraverso l’amore si riesce a guarire. Dietro a una dipendenza c’è sempre un vuoto.
Giovanna è una donna forte, ti riconosci?
E’ un maschiaccio, che domina gli uomini, molto sicura di sé. Quasi sopra le righe, fa ridere, è per quello che mi è piaciuto questo personaggio. In realtà ha il suo lato umano fragile ed è quello su cui ho lavorato di più, quello che non si vede, che sta dentro. Il suo essere un po’ buffa e ironica. C’è chi dice che trapela una certa sensualità, io non la vedo proprio (ride, ndr).
Esiste il sesso senza amore?
Certo, sia per le donne sia per gli uomini. Ma se è solo sesso dopo un po’ non dura. Io poi sono una romantica…
Ti sei lasciata andare: c’è una scena molto particolare in cui simuli un orgasmo…
E’ la prima commedia che interpreto, un po alla ‘Harry ti presento Sally’, infatti in autogrill simulo un orgasmo. E’ un tributo a un film cult che adoro, ed è stato liberatorio, non mi sono vergognata perché è stato talmente bello fare quella scena… mi sono divertita tantissimo.
Quanti no hai detto nella tua carriera?
Forse troppi (sospira, ndr). A dire il vero sono tutti no alla tv. A fiction e programmi che non mi piacevano. Non so se ho fatto bene o male, volevo fare cinema. Ed eccomi qui.
Hai mai ricevuto molestie?
Nel lavoro no. Forse perché ho questo aspetto da fatina angelica e quindi allontano pensieri e iniziative. Mi ritengo fortunata. E sono vicina alle donne che hanno subito e denunciato le molestie.
Che film guardi?
Commedie e film drammatici. Guardo anche tante serie tv, che oggi sono fatte benissimo, con il mio compagno abbiamo scritto una serie, un thriller fantascientifico.
Con chi ti piacerebbe lavorare?
Il mio grande sogno è sempre stato Bernardo Bertolucci.
Gaia cosa fa quando non lavora?
Scrivo. Sceneggiature, serie tv, sto lavorando anche a un manoscritto.
I social ti piacciono?
Sui social non mi racconto molto. Cerco di adeguarmi e di divertirmi. Non voglio essere anacronistica. Posto tante cose legate al lavoro, ogni tanto ci butto una ricetta particolare, visto che ho molte allergie. I fatti miei però non li racconto.
Dallo spot della Tim ad oggi, come sei cambiata?
Sono sempre quella. Certo, sono più matura, mi conosco molto di più dopo un lungo percorso in analisi. Mi ha aiutato a capire meglio chi sono io, mi sono armata di quella sicurezza per combattere chi cercava di demolire la mia identità. Io sono come dico io. Quando ero più giovane ero più fragile.
Sei sempre stata attenta alla moda e alle tendenze…
Il bello mi piace, la moda è una forma d’arte, e supporta anche il cinema. Io mi faccio aiutare da sempre dal mio migliore amico. Lo stylist Antonio Frana. E risolvo il problema.
Cosa desideri?
Vorrei fare un film dopo l’altro, ma come diceva la Bardot, due film all’anno vanno bene (ride, ndr).
E’ vero che non volevi fare il film?
Avevo paura di scivolare sulla volgarità. Poi ho capito bene il progetto, ho incontrato il regista Claudio Cicconetti con il quale ho scoperto di avere un bel feeling, ci siamo ritrovati sulla stessa lunghezza d’onda ed è stato tutto più facile e naturale.

Da modella magrissima a curvy: «Ora sono felice». La rinascita e le foto prima e dopo

Quante volte abbiamo visto esempi di ragazze sovrappeso, che sono dimagrite, si sono messe in forma e sono rinate, con tanto di foto prima e dopo? Il caso di Annaliese Gann, una modella australiana, dimostra però esattamente il contrario, come testimonia il suo profilo Instagram, dove la seguono quasi in 100mila.

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La ragazza, 22 anni, ha infatti postato una foto di 5 anni fa in cui si scatta un selfie, magrissima, messa a confronto con una foto attuale, in cui è molto più in carne, ma anche molto più sorridente. «La ragazza a sinistra, taglia 40, era miserabile, sempre fredda, senza vita e lottava per superare la giornata – scrive in un lungo post a corredo della foto – Prendevo solo insalata e caffè nero. Ero nel momento più arido della mia vita, sono andata da un medico e mi ha detto che se non fossi ingrassata un po’, il mio corpo poteva cedere».
«Quel momento ha cambiato per sempre la mia vita – continua – ho iniziato il mio viaggio verso la guarigione. Nella foto a destra, taglia 48, sono sana e felice: faccio sport, perché ora amo il mio corpo, non lo odio. Ora capisco il mio equilibrio e sono più felice di essere me stessa». «Per essere felice – conclude – non devi apparire come le persone sulle riviste, basta che tu sia te stessa e abbracci questa bella vita».

Da Madonna alla Stone: 2018 by C. Ferragni?

Chiara Ferragni conquista il mondo. Dopo un 2017 magico dal punto di vista personale e lavorativo, sarà sicuramente anche questo un anno straordinario: il parto e il matrimonio renderanno il 2018 indimenticabile e il suo personale brand otterrà risultati di vendità encomiabili. I primi segnali per Chiara Ferragni Collection sono legati allo star system mondiale: molte vip di altissimo livello hanno dimostrato di apprezzare vestiti e accessori con l’occhietto.

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L’ultima in ordine di tempo ad avere indossato un capo ideato da Chiara Ferragni è stata Madonna. Il selfie nel bagno di un aeroporto rivela l’outfit scelto per il viaggio: una felpa Chiara Ferragni Collection con cappuccio profilato di perle.
Il vero core business del marchio sono però le scarpe. Qualche settimana fa era stata Sharon Stone a farsi immortalare con un paio di sneakers firmate dalla blogger italiana. Prima di lei Heidi Klum aveva scelto i suoi sandali argentati per presentare un festival musicale. Infine, anche Katy Perry agli MTV Video Music Awards ha voluto ai piedi le scenografiche calzature glitter della collezione Find Me In Wonderland.
Chi sarà la prossima ambasciatrice per Chiara Ferragni?

Nadia Toffa, Le Iene in diretta: “Momenti terrbili, ora sta meglio”, e le dedicano la puntata

Una puntata «particolare e molto difficile» quella di stasera per «Le Iene», su Italia 1. Non c’è infatti Nadia Toffa tra i conduttori, dopo il malore di ieri e il successivo ricovero in ospedale. Stasera a condurre la trasmissione sono Nicola Savino, Matteo Viviani e Giulio Golia.

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«Potete immaginare che per noi le ultime 30-32 ore sono state terribili», ha detto Savino rivolgendosi ai telespettatori. I conduttori hanno ricostruito la vicenda, dal malore in albergo a Trieste al trasferimento in elisoccorso al San Raffaele di Milano, passando per il ricovero in terapia intensiva all’ospedale Cattinara del capoluogo friulano.
«Alle 6 e mezzo del pomeriggio di ieri ci hanno detto che Nadia si era svegliata e stava un pò meglio. Abbiamo ricominciato a respirare, ci siamo abbracciati e ci siamo emozionati», ha raccontato Savino, che ha anche svelato come Toffa, durante il viaggio in elicottero verso Milano abbia detto «Che bello, mi faccio un giro in elicottero…». «Lo spirito non manca mai», ha sottolineato il conduttore.

Senza Cristina Chiabotto, Fabio Fulco ha il cuore a pezzi

“Sto vivendo un momento non sereno. Ma credo che arriverà quel che merito”. Fabio Fulco dopo l’addio da Cristina Chiabotto dopo 12 anni d’amore ha il cuore a pezzi, ma non smette di credere nell’amore. “Se mi innamoro do tutto me stesso. Se litigo, chiudo… Per sempre – racconta al settimanale Novella 2000 – La cosa più bella per me è invecchiare con la stessa persona.

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E’ l’unica cosa per la quale vale la pena sognare”.
“Sono tornato da un viaggio bellissimo in Cina, tra Pechino e Shanghai. Ho scelto di andare in Oriente perché era una tappa che mi mancava. E sono partito da solo. Questo era il momento giusto per staccare da certe situazioni. – racconta Fabio, che quando è uscita la notizia della rottura con la ex Miss Italia, ha fatto le valigie – Per far perdere le mie tracce. Sono stato dieci giorni lontano dal mondo: non funzionava internet, non ho avuto accesso a Whatsapp o Google. E forse è stato un bene”.
Tornato dal viaggio in solitaria si è chiarito le idee e ora Fulco è più convinto che mai: “Non sono mai stato dell’idea che chiodo scaccia chiodo. O che chiusa una porta si apra un portone. C’è un tempo per tutto e questo per me non è quello in cui sono alla ricerca di un nuovo amore. Devo rispettare i miei tempi, per dare rispetto anche alla persona che verrà. Ma continuo a credere nell’amore. Sono un sognatore e vorrei vivere una storia bella e lunga come quella dei miei nonni o dei miei genitori”.

Quei figli comprati a rate, utero in affitto: si sceglie anche il colore degli occhi

Per la maternità surrogata, ovvero l’utero in affitto, la clinica BioTexCom di Kiev, un edificio che sembra uscito da una fiaba di Andersen, offre tre pacchetti «tutto compreso». Economy, standard e vip: come se il parto fosse un viaggio in aereo. Nel primo caso, 29mila euro, il prezzo prevede un’assistenza standard in camere non più grandi di 20 metri quadrati. Nel secondo, 40mila euro, si sale a 50-70 metri quadrati, e arrivano la governante, 24 ore su 24, e l’autista personale.

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Con la formula vip, 50mila euro, i metri quadrati per il ricovero salgono a 150, e perfino il menu è personalizzato. Una clausola, poi, prevede una sorta di assicurazione in caso di aborto: la ricerca di un nuovo utero per un nuovo parto, sarà a carico della clinica. Senza costi aggiuntivi. Il mercato globale della maternità surrogata è molto variegato. E come qualsiasi materia prima, l’utero diventa così una qualsiasi commodity, risente della legge della domanda e dell’offerta. Nei Paesi anglosassoni, dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna passando per il Canada, la legge (con relativo business) è molto generosa e le tecniche collaudate sono alla luce del sole, visto che parliamo di norme approvate alla fine degli anni Ottanta. In Inghilterra, per esempio, si stipula un vero e proprio contratto, con la madre gestante che incassa, la formula è di un ipocrita pudore, un «rimborso» di non meno di 15mila sterline. Altre 70mila, almeno, servono per il ricovero, il parto e le pratiche burocratiche. In America le cliniche per la maternità surrogata sono oltre 400, con prezzi alti, non meno di 100mila dollari, che si gonfiano grazie al bacino di 6 milioni di donne statunitensi con problemi di fecondità. E come al solito gli americani, quando trasformano l’assistenza sanitaria in un’industria, puntano all’alta qualità dei servizi. Non ci sono problemi per la nazionalità del bambino, con migliaia di mamme felici di avere un figlio con cittadinanza statunitense, e volendo il cliente può fare richieste specifiche, di natura genetica: il sesso, un alto livello del quoziente intellettivo, gli occhi verdi. Questo è il racconto di Michaela Serra, che per tre mesi ha studiato le foto e l’identikit di potenziali donatrici prima di scegliere quella giusta: «Mio marito voleva gli occhi verdi come i miei, io avrei preferito puntare sull’intelligenza e su una lettrice della Bibbia. Alla fine la scelta è caduta su una donna del Minnesota, di origine tedesco-portoghese. Leggeva i libro di Coelho, ma aveva gli occhi verdi».Tutto ha una tariffa, e si può pagare con il solito finanziamento bancario, a rate e sulla carta di credito. Gli alti costi della maternità surrogata nei paesi anglosassoni, hanno aperto le porte a una concorrenza di secondo livello in altre nazioni. Ricchi da un lato, e poveri dall’altro, con l’utero in affitto che diventa a sconto. Innanzitutto in Ucraina, dove però il rischio è di rimanere impigliati in un giro di avvocati, tribunali, consolati, con una coda giudiziaria che può arrivare fino alle procure in Italia, dove l’utero in affitto è vietato per legge.

Lavora due anni di fila per rifarsi il seno prima del matrimonio: “Le odiavo”

Sharon Knight, 31enne inglese, ha lavorato 730 giorni di fila, ovvero ben due anni, per potersi permettere un intervento per aumentare il seno prima delle nozze. Accade a Widnes, nel Regno Unito. Come riporta il Mirror, Sharon ha avuto il complesso del seno piccolo fin dall’età di 17 anni.

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“Non sopportavo – afferma – le ‘punture di api’ che avevo al posto del petto”. La giovane dunque fin dall’adolescenza matura l’idea di rifarsi il seno. Il pensiero fisso però si affievolisce una volta che conosce l’attuale marito Paul, 31 anni, analista aziendale.  Il ragazzo la ama incondizionatamente e Sharon dimentica per qualche tempo il suo desiderio nascosto. Fino a quando però la coppia parte per un viaggio a Capo Verde e Paul chiede a Sharon di sposarlo. A quel punto, la ragazza ripiomba nella sua ossessione, non vuole arrivare al giorno del sì con le ‘due punture di api”. Sharon lavora due anni di fila per potersi permettere il costoso intervento da quasi 5mila euro e il giorno del matrimonio riesce a mostrare un décolleté da capogiro. “È stato – afferma – il più bel giorno della mia vita”. Ma Paul ribatte: “A me le punture di api mancano un po’”.

L’amore che non ha bisogno di parole: si vedono ogni giorno, ma lui non può parlare

Giorno dopo giorno, viaggio dopo viaggio, la forza di uno sguardo fa nascere un sentimento. Lei è una ragazza che tutti i giorni sale sullo stesso treno, alla stessa ora, e siede sempre di fronte allo stesso ragazzo.

come-fare-per-avere-un-bacioLui ha la testa sempre chinata sul suo taccuino. I due non si scambiano una parola, ma sono attratti l’uno dall’altra.
Un giorno lui si fa avanti e le dichiara il suo amore in un modo originale e commovente. I disegni custoditi in quel suo taccuino hanno sempre lei come protagonista. Scorrendo i fogli si ha davanti un cartone animato sul loro futuro insieme. E le ultime pagine sono l’esplicita richiesta di un appuntamento, ma la bocca non emette alcun suono. Tutto questo perché il ragazzo è muto.Il video ‘Silent Love’ (l’amore silenzioso’) dimostra che
l’amore può nascere nei posti più impensabili, anche tra due pendolari che si guardano soltanto, mentre fuori dal finestrino si alternano le stagioni.
“Tutto questo solo per chiedermi di uscire?”, chiede lei. Ma lui non può parlare.
Il video è stato realizzato da Codcast Channel, il canale che trasmette contenuti tramite i social network, in collaborazione con il servizio ferroviario lombardo Trenord.