Gigi Buffon e Ilaria D’Amico, serata al bacio: cena romantica dopo le buone notizie

MILANO – Una serata felice per Ilaria D’Amico e Gianluigi Buffon.
I due, diventati recentemente genitori del piccolo Leopoldo Mattia, sono stati sorpresi da “Novella2000” all’uscita di uno studio legale di Milano.

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Le notizie devono essere belle dato che il portiere della Juventus ride felice e scambia teneri baci con la fidanzata conduttrice. Dopo essere tornati a casa la coppia decide di regalarsi una serata al ristorante senza i figli al seguito.

“Le creme solari fanno male”, la rivelazione in uno studio

Le creme solari, in realtà, possono far male alla salute. A sostenerlo è una ricerca della Lomonosov Moscow State University. Il problema, secondo gli studiosi, è l’avobenzone – composto chimico usato nelle lozioni protettive – che diventa tossico quando si combina con cloro e raggi ultravioletti. Insomma, un bagno in piscina dopo essersi spalmati il solare può essere pericoloso per la nostra salute, si legge sul ‘Mail on line’.

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L’avobenzone, sostanza in sé sicura, è un filtro UV capace di assorbire i raggi ultravioletti tramutandoli in lunghezze d’onda, prevenendo danni alla pelle. Ma secondo gli scienziati russi il composto sprigiona tossine cancerogene quando viene a contatto con una miscela di sole e acqua clorata perché si scompone in acidi aromatici, gli aldeidi, i fenoli e gli acetil benzeni.
Fenoli e acetil benzeni in particolare sono considerati estremamente tossici e sono fortemente legati a tumori mortali e infertilità, dicono gli esperti della Lomonosov Moscow State University. Mentre un recente studio ha dimostrato come gli aldeidi possono aumentare il rischio di cancro in quanto interferiscono con il meccanismo di riparazione naturale del corpo.
Ovviamente i ricercatori non invitano a non usare la protezione solare, ma allo stesso tempo sottolineano come sia importante condurre studi sui composti chimici che ci mettiamo addosso in modo da capire se non apportino solo dei benefici.

“Lo smog rallenta il cervello dei bambini”: ecco l’allarme dello studio choc

Essere esposti ad alti livelli di inquinamento atmosferico può essere pericoloso, soprattutto per l’attività cerebrale dei bambini. Questa è l’ipotesi avanzata da un team di scienziati del Centre for Research in Environmental Epidemiology di Barcellona, in uno studio pubblicato sulla rivista ‘Epidemiology’. Il cervello rallenta con lo smog.

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Secondo le conclusioni degli esperti, citate dal ‘Daily Mail’, i piccoli alunni che respirano i fumi tossici che si sprigionano nel traffico sulla strada verso la scuola fanno più fatica in aula, impiegano più tempo per rispondere alle domande e hanno più difficoltà a concentrarsi. E gli scienziati hanno anche osservato che nei giorni caratterizzati da picchi di smog, questi problemi si sono aggravati. Gli effetti dell’inquinamento sull’organismo sono sotto la lente da tempo e gli studi si susseguono, aprendo il dibattito anche a livello politico. Di recente, per esempio, il Primo ministro britannico Theresa May ha avvertito che l’inquinamento atmosferico è stato il quarto rischio sanitario più importante dopo cancro, obesità e malattie cardiache. Gli scienziati spagnoli, nel loro ultimo lavoro, hanno seguito 2.600 alunni tra i 7 e i 10 anni, testando la loro capacità di prestare attenzione in classe e confrontando i risultati con le oscillazioni nella qualità dell’aria. Dai risultati è emerso che nei giorni in cui i fumi nocivi del traffico erano al massimo, c’è stata una marcata riduzione della capacità dei bambini di concentrarsi su compiti di problem-solving. Le emissioni in questione, ammoniscono gli scienziati, contengono elementi “neurotossici” che possono danneggiare il cervello dei bambini. E “l’inquinamento atmosferico può avere potenziali effetti dannosi sul neurosviluppo. Il nostro studio suggerisce che lo smog da traffico potrebbe influenzare le prestazioni cognitive dei bambini in età scolastica”.

Il “trucco sessuale” che fa vivere più a lungo. Ma non a tutti piacerà

Dimenticate i suggerimenti sull’alimentazione sana, la meditazione e lo stile di vita. Secondo uno studio recente, il segreto per vivere meglio e più a lungo si nasconde sotto alle lenzuola. Secondo una ricerca dell’Università di Sheffield il segreto per invecchiare con grazia è la completa astinenza sessuale. Il Dr Michael Siva-Jothey, che ha guidato il team di ricercatori, ha intrapreso il progetto a partire dall’osservazione che le suore nubili tendevano a vivere più di coloro che praticano sesso abitualmente.

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Osservando il comportamento di una specie di coleottero (Tenebrio molitor) che si accoppia quotidianamente e ha un ciclo vitale brevissimo, i ricercatori hanno esaminato come il sesso influenzi le aspettative di vita. Il Dr Shiva-Jothey ha spiegato: “I coleotteri che si accoppiano muoiono prima dei coleotteri che non si accoppiano. Il meccanismo non è lo stesso negli esseri umani, ma il principio è lo stesso. Nei coleotteri, l’accoppiamento rilascia ormoni necessari per la produzione di spermatozoi in un maschio o di uova in una femmina che ha un effetto negativo sul sistema immunitario”. Così ogni atto sessuale determina un “declassamento” delel funzioni immunitarie tale da accorciare l’aspettativa di vita. Secondo i ricercatori, la teoria è applicabile ad altri insetti ma anche agli esseri umani.

Gli uomini preferiscono le donne senza trucco: “Sono più comprensibili”

Fard, ombretto, mascara, tutto inutile: agli uomini piace la donna acqua e sapone. A dirlo è uno studio pubblicato dalla “Royal Society Open Science”, secondo il quale gli uomini sono attratti dai visi puliti e questa attrazione per la semplicità si spiegherebbe con la tendenza del cervello a decodificare stimoli poco complessi.

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I visi puliti sono decodificati con pochi neuroni, inoltre solitamente la pelle delle donne che non si truccano spesso appare più liscia e con meno rughe. Lo studio è stato condotto a seguito di un esperimento effettuato su 169 uomini a cui sono stati fatti vedere volti di donne truccate e volti struccate: la maggior parte hanno preferito le bellezze acqua e sapone. I risultati della ricerca mette in discussione le teorie di molti scienziati, secondo i quali l’idea della bellezza così come la tendenza a scegliere un partner piuttosto che un altro, sarebbero dettate dalla selezione naturale. Con questa ricerca si dimostra che entrano in gioco altri fattori, come quello culturale e sociale.

Bionde alla riscossa, uno studio mostra che sono più intelligenti delle more

Contro ogni luogo comune, le donne bionde sono più intelligenti delle more. A svelarlo è una ricerca della ‘Ohio State University’ che sfata lo stereotipo delle bionde frivole e superficiali. Il loro QI medio è agli stessi livelli delle more, ma hanno più probabilità di essere dei geni.  ‘Are Blondes Really Dumb?’ chiede nel titolo lo studio, che ha analizzato il quoziente intellettivo delle donne incluse in un’indagine nazionale del 1979.

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A spingere il ricercatore Jay L Zagorsky a farlo, sono state le conseguenze economiche dello stereotipo. “Le donne con i capelli biondi – spiega Zagorsky – sono spesso considerate belle ma stupide, uno stereotipo dannoso dal momento che i datori di lavoro cercano generalmente dipendenti intelligenti”. Eppure, le bionde hanno riportato un QI medio più alto delle altre, molto vicino a quello delle castane. Non solo, hanno anche la percentuale minore di IQ bassi: quindi, stando alla ricerca, una donna bionda ha più probabilità delle altre di risultare un genio.

Le persone tatuate sono più aggressive e ribelli, uno studio spiega il perché

I tatuaggi non sono solo moda, spesso hanno significati particolari per chi sceglie di fareseli e secondo la scienza indicano anche caratteristiche della personalità.
Stando a uno studio dell’Anglia Ruskin University, l’aggressività di un individuo sarebbe quantificabile in base al numero dei tatuaggi che ha sul corpo.

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La ricerca è stata condotta a seguito di un sondaggio su un campione di 378 adulti britannici (181 femmine e 197 maschi) tra i 20 e i 58 che ha dimostrato come i soggetti più tatuati erano più ribelli, aggressivi verbalmente e non solo. Lo studio ha poi rivelato che non c’è alcuna correlazione, invece. tra il titolo di studio e il numero di tatuaggi. L’aggressività però, specifica la ricerca, è da rivedersi spesso in un fattore psicologico. Farsi un tatuaggio simboleggia spesso una forma di ribellione e quindi spesso la produzione dello stereotipo produce o conferma lo stereotipo stesso.

Troppa bellezza rende gli uomini stupidi: “decisioni irrazionali se lei è il top”

La vita delle donne belle è più facile rispetto a quella di chi non lo è? Una credenza diffusa, che adesso trova un fondamento scientifico riscontrato in uno studio dell’Università cinese di Zhejiang.

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In particolare, l’aspetto gradevole di una donna avrebbe un forte impatto sulle decisioni maschili, alterandone la razionalità.
Lo studio cinese si è svolto in due fasi. In un primo momento a un campione di 20 uomini è stato chiesto di giudicare le foto di 300 donne e selezionarle come “attraenti” o “non attraenti”.
Poi, gli uomini hanno partecipato ad un gioco per pc in coppia, una volta con una “bella” e una volta con una “brutta”. Il gioco consisteva nel suddividere equamente una somma di denaro. Il risultato? le donne belle hanno ottenuto il 90% di denaro in più rispetto alle concorrenti.

Le donne con il sedere grosso e i fianchi larghi sono più intelligenti: lo rivelo lo studio

Donne, avete i fianchi larghi e il sedere non troppo magro? Non abbiate paura: uno studio rivela che siete più intelligenti rispetto alle vostre ‘colleghe’ più slim.

C_4_foto_1075175_imageGli scienziati dell’Università di Oxford, infatti, hanno eseguito un esame su 16.000 donne sposate e ragazze madri:  “Le donne con il sedere grosso sono più intelligenti della media ed anche più sane, almeno stando ai risultati che emergono dal nostro studio. Tutto merito degli acidi grassi omega 3, che oltre a migliorare le performance intellettuali ed abbassare i livelli di colesterolo e glucosio, sarebbero i diretti responsabili dei fianchi larghi e contribuirebbero allo sviluppo dei glutei”. Ad affermarlo è stato il dottor Konstantinos Manolopoulos, coordinatore dello studio e ricercatore presso l’Università di Oxford.

Bello e sano, brutto e malato: Le persone attraenti si ammalano di meno

madalina-ghenea1Belli, corteggiati e anche sani. Secondo uno studio le persone belle, infatti, sarebbero anche meno predisposte ad ammalarsi rispetto a quelle più bruttine. Non si tratta solo di discriminazione sociale ma anche di una discriminazione genetica.
A rivelarlo è uno studio condotto dalla University of Cincinnati e pubblicato su Evolution And Human Behaviour.  Le persone meno attraenti sono più soggette a malattie come acufene, asma, diabete, pressione alta, colesterolo alto, depressione.
Il campione di persone, uno dei più vasti utilizzato in una ricerca, è stato suddiviso tra persone attraenti, molto attraenti e poco attraenti. Nell’analisi è stato poi riscontrato che i più belli chiedevano meno giorni di malattia a lavoro rispetto a quelli valutati come più bruttini.