Jennifer Lawrence e il sesso: “Non lo faccio mai, ho troppa paura”

“Il sesso mi fa paura”: è la candida confessione di Jennifer Lawrence. L’attrice premio Oscar ed eroina di “Hunger Games” ha rivelato in un’intervista a ‘The Sun’ di temere i germi. Ha avuto rapporti solo con uomini con i quali ha avuto una storia d’amore perché ha troppa paura di prendere malattie sessualmente trasmissibili.

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La star 27enne, che in questi giorni sta promuovendo il film ‘Red Sparrow’, ha ammesso: “Parlo sempre di sesso, ma la verità è che se, mi guardo indietro, le mie esperienze sessuali sono sempre state solo con i fidanzati”. “Parlo come se il sesso mi piacesse, ma – ha aggiunto – in realtà non lo faccio”.
“Ho anche la fobia dei germi”, ha confessato, sottolineando che il sesso è “pericoloso”. “Se mi metto nelle condizioni di poter prendere una malattia sessualmente trasmissibile, questo vuol dire che i medici sono già stati coinvolti. A tal punto ho paura dei germi”.
L’ultima relazione di Jennifer Lawrence, legata in passato al frontman dei Coldplay Chris Martin e all’attore Nicholas Hoult, è stata con il regista Darren Aronofsky, 47 anni, che l’ha diretta nel film ‘Madre!’. I due si sono lasciati lo scorso novembre. “Non ho una relazione – spiega al ‘Sun’ -, sto dicendo che non faccio sesso da molto tempo”. Poi aggiunge: “Mi piacerebbe stare con qualcuno, ma – conclude – sai quanto è dura là fuori!”.

“Le creme solari fanno male”, la rivelazione in uno studio

Le creme solari, in realtà, possono far male alla salute. A sostenerlo è una ricerca della Lomonosov Moscow State University. Il problema, secondo gli studiosi, è l’avobenzone – composto chimico usato nelle lozioni protettive – che diventa tossico quando si combina con cloro e raggi ultravioletti. Insomma, un bagno in piscina dopo essersi spalmati il solare può essere pericoloso per la nostra salute, si legge sul ‘Mail on line’.

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L’avobenzone, sostanza in sé sicura, è un filtro UV capace di assorbire i raggi ultravioletti tramutandoli in lunghezze d’onda, prevenendo danni alla pelle. Ma secondo gli scienziati russi il composto sprigiona tossine cancerogene quando viene a contatto con una miscela di sole e acqua clorata perché si scompone in acidi aromatici, gli aldeidi, i fenoli e gli acetil benzeni.
Fenoli e acetil benzeni in particolare sono considerati estremamente tossici e sono fortemente legati a tumori mortali e infertilità, dicono gli esperti della Lomonosov Moscow State University. Mentre un recente studio ha dimostrato come gli aldeidi possono aumentare il rischio di cancro in quanto interferiscono con il meccanismo di riparazione naturale del corpo.
Ovviamente i ricercatori non invitano a non usare la protezione solare, ma allo stesso tempo sottolineano come sia importante condurre studi sui composti chimici che ci mettiamo addosso in modo da capire se non apportino solo dei benefici.

“Lo smog rallenta il cervello dei bambini”: ecco l’allarme dello studio choc

Essere esposti ad alti livelli di inquinamento atmosferico può essere pericoloso, soprattutto per l’attività cerebrale dei bambini. Questa è l’ipotesi avanzata da un team di scienziati del Centre for Research in Environmental Epidemiology di Barcellona, in uno studio pubblicato sulla rivista ‘Epidemiology’. Il cervello rallenta con lo smog.

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Secondo le conclusioni degli esperti, citate dal ‘Daily Mail’, i piccoli alunni che respirano i fumi tossici che si sprigionano nel traffico sulla strada verso la scuola fanno più fatica in aula, impiegano più tempo per rispondere alle domande e hanno più difficoltà a concentrarsi. E gli scienziati hanno anche osservato che nei giorni caratterizzati da picchi di smog, questi problemi si sono aggravati. Gli effetti dell’inquinamento sull’organismo sono sotto la lente da tempo e gli studi si susseguono, aprendo il dibattito anche a livello politico. Di recente, per esempio, il Primo ministro britannico Theresa May ha avvertito che l’inquinamento atmosferico è stato il quarto rischio sanitario più importante dopo cancro, obesità e malattie cardiache. Gli scienziati spagnoli, nel loro ultimo lavoro, hanno seguito 2.600 alunni tra i 7 e i 10 anni, testando la loro capacità di prestare attenzione in classe e confrontando i risultati con le oscillazioni nella qualità dell’aria. Dai risultati è emerso che nei giorni in cui i fumi nocivi del traffico erano al massimo, c’è stata una marcata riduzione della capacità dei bambini di concentrarsi su compiti di problem-solving. Le emissioni in questione, ammoniscono gli scienziati, contengono elementi “neurotossici” che possono danneggiare il cervello dei bambini. E “l’inquinamento atmosferico può avere potenziali effetti dannosi sul neurosviluppo. Il nostro studio suggerisce che lo smog da traffico potrebbe influenzare le prestazioni cognitive dei bambini in età scolastica”.

Sesso anale pericoloso? Ecco cosa dice l’esperto

Il sesso anale, croce e delizia degli amanti più focosi, è tuttora uno dei tabù della cultura contemporanea. Il sessuologo Roberto Bernorio risponde al quesito più diffuso e che tiene ancora in bilico gli indecisi: “Si tratta di una pratica pericolosa?”. Ecco cosa dice l’esperto. “La sessualità anale viene spesso affrontata con una certa difficoltà perfino dagli esperti del settore a causa di un’influenza culturale negativa che negli anni l’ha circondata di tabù.
La visione giudaico cristiana l’ha sempre considerata un comportamento anomalo, deviato, che andava contro natura sia per l’utilizzo improprio di una parte del corpo deputata ad altro sia per la disgiunzione dalla finalità riproduttiva della sessualità.

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Eppure riferimenti a questo tipo di pratica sono presenti nei reperti storici più antichi: la sessualità anale è da sempre parte del repertorio comportamentale della specie umana. Alcuni considerano i rapporti anali come qualcosa di sporco perché coinvolgono una parte del corpo deputata all’eliminazione di escrementi, altri ancora la considerano una forma di prevaricazione convinti che chi li riceve subisca la cosa (con dolore) solo per appagare la soddisfazione ed il piacere di chi li agisce. Le cose non stanno propriamente così e spesso la penetrazione anale viene vissuta come estremamente piacevole anche da chi la riceve, a patto che la cosa avvenga con la dovuta attenzione e delicatezza. Considerando che l’introito anale non è in grado di lubrificarsi è necessario compensare questa carenza con un umettante artificiale; inoltre la distensione dei fasci muscolari peri anali, per non suscitare dolore, deve essere effettuata il più progressivamente possibile. Diciamo che questo è un tipo di rapporto in cui l’affiatamento e la capacità comunicativa tra i due partner sono importantissimi. Il piacere si genera sia per componenti fisiche che psicologiche. Dal punto di vista anatomico la regione anale è riccamente innervata dai rami del nervo pudendo, lo stesso che trasporta le sensazioni di piacere provenienti dai genitali esterni; da qui la possibilità neurofisiologica di trarre piacere da un’adeguata stimolazione di questa zona. Dal punto di vista psicologico, il rapporto anale può avere valenze di trasgressività, di intenso scambio intimo, di completa fusione con l’altro che ne condizionano il vissuto esperienziale positivo. Ricordati però che il sesso anale necessita di protezione con il preservativo per evitare malattie a trasmissione sessuale che trovano in questa modalità una più probabile modalità di contagio. Molte malattie sessualmente trasmissibili, infatti, si contagiano attraverso il sesso anale. Altri problemi che possono emergere possono essere infezioni, lesioni o ematomi. L’uso di un lubrificante e delle giuste precauzioni, per questa ragione è molto importante”.

Vagina, boom della chirurgia estetica. L’allarme: “Pericoloso per la salute”

mutanda_classica_in_pizzo_donna_000635F06_117_8314La chirurgia estetica non ha più limiti ed ora anche quella genitale è sempre più comune. Tra le donne, dal 2001 ad oggi, il fenomeno si è quintuplicato, secondo le stime di una ricerca australiana.   Molti chirurghi promettono un ringiovanimento della vagina attraverso la chiusura delle piccole labbra, un metodo che potrebbe essere pericoloso per la salute. Inoltre, la ricerca ha dimostrato che le donne stanno perdendo la percezione del proprio organo genitale: quando sono state mostrate loro immagini con vagine naturali o ‘rifatte’, la maggior parte delle intervistate, divise in tre gruppi e di età compresa tra i 18 e i 30 anni, non ha saputo riconoscere le differenze.