Mette la cera per capelli e resta calvo a 24 anni, l’azienda produttrice: “Ti risarciamo con 20 euro”

Usa la cera per capelli e diviene calvo. Lee Hardy, 24 anni di Pudsey vicino Leedsm, nel Regno Unito, lo scorso gennaio ha iniziato ad usare una cera per capelli, ma a distanza di un mese si è ritrovato in condizioni disperate.

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Il giovane padre ha iniziato a notare che i capelli cadevano a ciocche fino ad essere obbligato a radersi a zero. Il prodotto che stava applicando sul cuoio capelluto, infatti, aveva corroso la sua pelle causandogli gravi lesioni. «Dopo aver utilizzato il prodotto per alcuni giorni, la mia testa ha cominciato a diventare secca e pruriginosa. Quando mi sono guardato nello specchio, sono rimasto inorridito: i miei capelli stava cadendo a ciocche. Ho già usato il prodotto in passato e non ho avuto mai problemi», ha raccontato il 24enne al Mirror. Così Lee ha contattato l’azienda che oltre alle scuse si è offerta di dargli un buono da 20 sterline come risarcimento, poco più di 23 euro. «Come possono pensare che un buono per capelli mi faccia contento, quando per colpa loro i miei capelli non ce li ho più?». Ora ha annunciato una battaglia legale contro la VO5.

Sesso anale pericoloso? Ecco cosa dice l’esperto

Il sesso anale, croce e delizia degli amanti più focosi, è tuttora uno dei tabù della cultura contemporanea. Il sessuologo Roberto Bernorio risponde al quesito più diffuso e che tiene ancora in bilico gli indecisi: “Si tratta di una pratica pericolosa?”. Ecco cosa dice l’esperto. “La sessualità anale viene spesso affrontata con una certa difficoltà perfino dagli esperti del settore a causa di un’influenza culturale negativa che negli anni l’ha circondata di tabù.
La visione giudaico cristiana l’ha sempre considerata un comportamento anomalo, deviato, che andava contro natura sia per l’utilizzo improprio di una parte del corpo deputata ad altro sia per la disgiunzione dalla finalità riproduttiva della sessualità.

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Eppure riferimenti a questo tipo di pratica sono presenti nei reperti storici più antichi: la sessualità anale è da sempre parte del repertorio comportamentale della specie umana. Alcuni considerano i rapporti anali come qualcosa di sporco perché coinvolgono una parte del corpo deputata all’eliminazione di escrementi, altri ancora la considerano una forma di prevaricazione convinti che chi li riceve subisca la cosa (con dolore) solo per appagare la soddisfazione ed il piacere di chi li agisce. Le cose non stanno propriamente così e spesso la penetrazione anale viene vissuta come estremamente piacevole anche da chi la riceve, a patto che la cosa avvenga con la dovuta attenzione e delicatezza. Considerando che l’introito anale non è in grado di lubrificarsi è necessario compensare questa carenza con un umettante artificiale; inoltre la distensione dei fasci muscolari peri anali, per non suscitare dolore, deve essere effettuata il più progressivamente possibile. Diciamo che questo è un tipo di rapporto in cui l’affiatamento e la capacità comunicativa tra i due partner sono importantissimi. Il piacere si genera sia per componenti fisiche che psicologiche. Dal punto di vista anatomico la regione anale è riccamente innervata dai rami del nervo pudendo, lo stesso che trasporta le sensazioni di piacere provenienti dai genitali esterni; da qui la possibilità neurofisiologica di trarre piacere da un’adeguata stimolazione di questa zona. Dal punto di vista psicologico, il rapporto anale può avere valenze di trasgressività, di intenso scambio intimo, di completa fusione con l’altro che ne condizionano il vissuto esperienziale positivo. Ricordati però che il sesso anale necessita di protezione con il preservativo per evitare malattie a trasmissione sessuale che trovano in questa modalità una più probabile modalità di contagio. Molte malattie sessualmente trasmissibili, infatti, si contagiano attraverso il sesso anale. Altri problemi che possono emergere possono essere infezioni, lesioni o ematomi. L’uso di un lubrificante e delle giuste precauzioni, per questa ragione è molto importante”.