Da modella magrissima a curvy: «Ora sono felice». La rinascita e le foto prima e dopo

Quante volte abbiamo visto esempi di ragazze sovrappeso, che sono dimagrite, si sono messe in forma e sono rinate, con tanto di foto prima e dopo? Il caso di Annaliese Gann, una modella australiana, dimostra però esattamente il contrario, come testimonia il suo profilo Instagram, dove la seguono quasi in 100mila.

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La ragazza, 22 anni, ha infatti postato una foto di 5 anni fa in cui si scatta un selfie, magrissima, messa a confronto con una foto attuale, in cui è molto più in carne, ma anche molto più sorridente. «La ragazza a sinistra, taglia 40, era miserabile, sempre fredda, senza vita e lottava per superare la giornata – scrive in un lungo post a corredo della foto – Prendevo solo insalata e caffè nero. Ero nel momento più arido della mia vita, sono andata da un medico e mi ha detto che se non fossi ingrassata un po’, il mio corpo poteva cedere».
«Quel momento ha cambiato per sempre la mia vita – continua – ho iniziato il mio viaggio verso la guarigione. Nella foto a destra, taglia 48, sono sana e felice: faccio sport, perché ora amo il mio corpo, non lo odio. Ora capisco il mio equilibrio e sono più felice di essere me stessa». «Per essere felice – conclude – non devi apparire come le persone sulle riviste, basta che tu sia te stessa e abbracci questa bella vita».

“Abbiamo sconfitto l’acne in soli tre giorni”

Le gemelline 22enni mostrano comecosmetica è abbastanza sicuro perché non è un prodotto farmaceutico, e tutti prodotti anti-cellulite”, conclude. “Ecco come abbiamo curato l’acne in soli tre giorni”. Una coppia di gemelle statunitensi di 22 anni, Nina e Randa Nelson, molto note al pubblico dei più giovani come attrici, cantanti e Youtubers, affette da una grave forma di acne cistica, hanno realizzato un video presentando la loro faccia completamente nuova.

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E rivelando come la loro guarigione sia stata possibile semplicemente cambiando regime alimentare. Lo rivela il tabloid britannico Daily Mail. Le due sorelle, del tutto identiche nell’aspetto, da tempo vegane, non avevano mai avuto problemi di salute fino a quando, all’età di 20 anni, sono state improvvisamente colpite da una malattia della pelle che ha provocato sfoghi acneici tali da deturpare i loro volti, mettendo anche a rischio la loro carriera.

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Per diversi mesi hanno provato di tutto: detergenti per il viso, rimedi topici, antibiotici e farmaci di ogni tipo, oltre ad aver consultato numerosi dermatologi. Nulla, però, sembrava funzionare. Tanto che per le due cominciava a manifestarsi anche lo spettro della depressione. Decise a trovare una soluzione, le due si sono quindi rivolte a uno specialista che ha prescritto loro una speciale dieta priva di alimenti contenenti grassi di qualsiasi tipo. Perché malgrado le ragazze fossero vegane, nella loro alimentazione erano inclusi alimenti come latte di soia, burro di arachidi, avocado e altri alimenti contenenti grassi. I loro pasti sono stati quindi modificati introducendo riso integrale, grano intero e pasta, patate, verdure e vari tipi di legumi. E per mantenere il peso, mangiano frutta a volontà e bevono regolarmente frullati a base di avena. Già nel giro di tre giorni, assicurano le ragazze nel loro video, gli sfoghi sulla pelle si sono arrestati. E i loro volti hanno un aspetto tutto nuovo.

Ebola, per gli Uomini sopravvissuti niente sesso per tre mesi

slide_348264_3705090_freeGli uomini che guarisco da Ebola non possono fare sesso per i tre mesi successivi alla scomparsa dei sintomi. A sancirlo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, dopo aver verificato che il virus sopravvive per almeno 82 giorni nel liquido seminale. Che è dunque altamente contagioso.   Stesso discorso per il sesso orale o la masturbazione, dal momento che il virus si trasmette attraverso il contatto con i liquidi. E tra questi appunto lo sperma.  L’Oms ha scoperto che, su tre uomini sopravvissuti a Ebola, nel primo il virus era presente nel liquido seminale 40 giorni dopo la guarigione, nel secondo dopo 61 e nel terzo dopo 82 giorni.

Ebola, rischio contagio sessuale: Il virus si trasmette fino 2 mesi dopo la guarigione

122838050-699b9509-1c63-4277-a437-522d7a2c19d1L’Ebola fa paura anche tra le lenzuola. È stato provato che il virus può diffondersi per via sessuale fino a due mesi dopo la guarigione dell’individuo. Il virus Ebola può essere trasmesso da un soggetto infetto non solo a partire dal momento della comparsa dei sintomi tipici della malattia (Evd), come la febbre, ma in casi particolari anche prima della comparsa dei sintomi e dopo l’avvenuta guarigione del paziente.
– RISCHI CONTAGIO VIA SESSO PURE DOPO GUARIGIONE: Virus Ebola ”vitale è stato isolato nello sperma umano fino a 7 settimane dopo la guarigione”, afferma l’Ecdc. Serbatoi di virus Ebola, si legge nel report, ”sono stati individuati nel latte materno e sperma dopo la scomparsa del virus dal sangue”.  – RISCHIO TRASMISSIONE DA DONAZIONE SEME E OVULI: ”Il rischio di trasmissione del virus Ebola andrebbe considerato in relazione alle donazioni di cellule riproduttive”, sia per fecondazione omologa che eterologa, avverte l’Ecdc, precisando tuttavia che ”l’evidenza che il virus possa persistere per un lasso di tempo nel corpo umano dopo la guarigione è insufficiente per definire uno specifico periodo di differimento” per la donazione. Tale periodo è fissato in 12 mesi dopo la guarigione. Infatti, ”dopo la guarigione dalla fase acuta, un paziente può continuare a secernere virus infettivi e vitali per lunghi periodi”.  – CONTAGIO DA SANGUE E ORGANI PRIMA DI 21 GIORNI: L’Ecdc afferma che ”è stata descritta la possibile evenienza di infezioni asintomatiche con replicazione virale in atto”. Dunque, il sangue e gli organi di un paziente infetto possono trasmettere il virus sin dall’inizio della malattia, prima della comparsa dei sintomi al termine del periodo di 21 giorni di incubazione. Sulla base di questa allerta, il Centro nazionale sangue ha emanato una circolare ai centri trasfusionali in cui si prevede, in via precauzionale, lo stop alle donazioni di sangue per 60 giorni per chi rientra dai Paesi africani a rischio Ebola e per coloro che hanno avuto contatti con soggetti a rischio. Analogo ‘stop’ anche per i trapianti di organi da tali soggetti.  L’Ecdc precisa tuttavia che vi sono ”dati limitati sul quando un paziente diventi infettivo durante il periodo di incubazione. Si presume che la replicazione del virus nei fluidi corporei non sia sufficiente nella fase pre-sintomatica a determinare una trasmissione da persona a persona attraverso i contatti quotidiani. Tuttavia, non ci sono dati sul quando la fase di viremia cominci nel periodo di incubazione. Nella fase dei sintomi, invece, il virus è presente in alta concentrazione nei fluidi corporei, tessuti e organi”.  – COME SI TRASMETTE IL VIRUS: Quando l’infezione si manifesta negli esseri umani, il virus si può diffondere tramite contatti diretti attraverso pelle con ferite, o mucose e membrane, con sangue o fluidi di un malato. I fluidi includono: urina, saliva, feci, vomiti, liquido seminale e altri.  – CONTAGIO DA OGGETTI E ANIMALI: Il contagio può avvenire inoltre con oggetti quali aghi e siringhe contaminati. L’infezione può essere trasmessa anche tramite animali malati.  – COME NON SI TRASMETTE IL VIRUS: L’ebola non si diffonde tramite aria, acqua o cibo. Le persone a più alto rischio sono gli operatori sanitari e le famiglie in contatto con i malati.