Paolo Bonolis e il regalo per i 57 anni, vacanza con Sonia Bruganelli e i figli Adele e Davide a Formentera

FORMENTERA – In vista della festa per i suoi 57 anni, che compirà il prossimo 14 giugno, Paolo Bonolis si è regalato una vacanza a Formentera. Il conduttore di “Avanti un altro” è partito alla volta dell’isola delle Baleari, una delle sue mete estive preferite, assieme alla moglie Sonia Bruganelli e ai due figli Adele e Davide.

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Bonolis, al settimo cielo, è stato fotografato da “Nuovo” mentre si diverte in acqua con la famiglia.
Recentemente si è fatto il nome proprio di Bonolis per la conduzione di Sanremo, ma lui ha smentito categoricamente la possibilità di un ritorno all’Ariston in sostituzione di Claudio Baglioni: “L’Ariston – ha fatto sapere in un’intervista – ha esaurito il suo spazio. Sanremo non mi va di rifarlo”.

Carlo Cracco sposa la sua Rosa il 19 gennaio

Sono insieme da quasi 10 anni e hanno due figli, Pietro, di 5 anni, e Cesare di 3. A Carlo Cracco e Rosa Fanti mancava solo la ciliegina delle nozze.

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E questa arriverà nel 2018. La data è stata fissata per il 19 gennaio a Palazzo Reale, la sede storica che il Comune di Milano usa per le celebrazioni civili e per le unioni civili. A celebrare le nozze sarà il sindaco di Milano, Beppe Sala. Per Cracco si tratta del secondo matrimonio (dal primo ha avuto due figlie, Sveva e Irene).

Eleonora Pedron e l’addio fra Max Biaggi e Bianca Atzei: “Io non c’entro”

MILANO – “Io non c’entro”. Dopo la rottura fra Max Biaggi e Bianca Atzei, in molti hanno parlato della zampino della sua ex, Eleonora Pedron, madre dei suoi figli Inés e Leon, ora fidanzato con il deejay produttore ex gieffino Tommy Vee.

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La Pedron è state categorica e a “Novella2000” ha assicurato di non aver nulla a che fare con quanto accaduto “Non sono tornata con Max. Mi mettono in mezzo senza motivo”.
Il suo attuale fidanzato invece non vuole proprio entrare nella discussione: “Non voglio assolutamente rilasciare dichiarazioni, non ho niente da dire su me ed Eleonora”.

Conosce un giovane su Facebook, scappa in Africa e abbandona marito e tre figli

Sposata da 23 anni e con tre figli fugge in Africa per andare dal suo nuovo amore conosciuto online. Heidi Hepworth, 44 anni, ha abbandonato suo marito e la sua famiglia per andare da Mamadou Jallow, in Gambia, un 30enne conosciuto su Facebook di cui si è follemente innamorata.

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Secondo quanto riporta il Daily Mail l’uomo abbandonato è convinto che il giovane abbia raggirato sua moglie, convincendola a compiere il folle gesto. Andy racconta che da qualche tempo la donna sembrava un’altra, non la riconosceva più: ha iniziato a farsi dei tatuaggi, ha cambiato il modo di vestirsi e prendersi cura di sé, fino a quando lo scorso mese ha lasciato la sua casa e la sua famiglia nel Regno Unito per volare in Africa.
La coppia ha tre figli: tre avuti da Heidi da un precedente matrimonio e tre avuti insieme. La donna ha deciso di cambiare vita, sostenendo che da tempo il suo rapporto era in crisi e che nel 30enne ha trovato la forza di lasciarsi andare e ricominciare. Pur avendo cambiato paese la donna sostiene di voler continuare a tenere un rapporto con i suoi figli e che quanto accaduto non cambierà nulla nei loro confroni. L’ex invece l’accusa di non essere più la madre amorevole che era un tempo.

Quei figli comprati a rate, utero in affitto: si sceglie anche il colore degli occhi

Per la maternità surrogata, ovvero l’utero in affitto, la clinica BioTexCom di Kiev, un edificio che sembra uscito da una fiaba di Andersen, offre tre pacchetti «tutto compreso». Economy, standard e vip: come se il parto fosse un viaggio in aereo. Nel primo caso, 29mila euro, il prezzo prevede un’assistenza standard in camere non più grandi di 20 metri quadrati. Nel secondo, 40mila euro, si sale a 50-70 metri quadrati, e arrivano la governante, 24 ore su 24, e l’autista personale.

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Con la formula vip, 50mila euro, i metri quadrati per il ricovero salgono a 150, e perfino il menu è personalizzato. Una clausola, poi, prevede una sorta di assicurazione in caso di aborto: la ricerca di un nuovo utero per un nuovo parto, sarà a carico della clinica. Senza costi aggiuntivi. Il mercato globale della maternità surrogata è molto variegato. E come qualsiasi materia prima, l’utero diventa così una qualsiasi commodity, risente della legge della domanda e dell’offerta. Nei Paesi anglosassoni, dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna passando per il Canada, la legge (con relativo business) è molto generosa e le tecniche collaudate sono alla luce del sole, visto che parliamo di norme approvate alla fine degli anni Ottanta. In Inghilterra, per esempio, si stipula un vero e proprio contratto, con la madre gestante che incassa, la formula è di un ipocrita pudore, un «rimborso» di non meno di 15mila sterline. Altre 70mila, almeno, servono per il ricovero, il parto e le pratiche burocratiche. In America le cliniche per la maternità surrogata sono oltre 400, con prezzi alti, non meno di 100mila dollari, che si gonfiano grazie al bacino di 6 milioni di donne statunitensi con problemi di fecondità. E come al solito gli americani, quando trasformano l’assistenza sanitaria in un’industria, puntano all’alta qualità dei servizi. Non ci sono problemi per la nazionalità del bambino, con migliaia di mamme felici di avere un figlio con cittadinanza statunitense, e volendo il cliente può fare richieste specifiche, di natura genetica: il sesso, un alto livello del quoziente intellettivo, gli occhi verdi. Questo è il racconto di Michaela Serra, che per tre mesi ha studiato le foto e l’identikit di potenziali donatrici prima di scegliere quella giusta: «Mio marito voleva gli occhi verdi come i miei, io avrei preferito puntare sull’intelligenza e su una lettrice della Bibbia. Alla fine la scelta è caduta su una donna del Minnesota, di origine tedesco-portoghese. Leggeva i libro di Coelho, ma aveva gli occhi verdi».Tutto ha una tariffa, e si può pagare con il solito finanziamento bancario, a rate e sulla carta di credito. Gli alti costi della maternità surrogata nei paesi anglosassoni, hanno aperto le porte a una concorrenza di secondo livello in altre nazioni. Ricchi da un lato, e poveri dall’altro, con l’utero in affitto che diventa a sconto. Innanzitutto in Ucraina, dove però il rischio è di rimanere impigliati in un giro di avvocati, tribunali, consolati, con una coda giudiziaria che può arrivare fino alle procure in Italia, dove l’utero in affitto è vietato per legge.