Scoperto un batterio resistente agli antibiotici: allarme dopo la morte di una donna

E’ allarme dopo la scoperta di un super batterio resistente a qualsiasi tipo di antibiotico. Si tratta di una specie di ‘escherichia coli’ rinvenuta nelle urine di una donna morta in Pennsylvania. Non è stata resa nota la condizione della donna portatrice del batterio, ma si sta cercando di capire come abbia potuto contrarre il micro-organismo. Forse anche in seguito a un ricovero in ospedale.

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“L’agente patogeno in questione – spiega il rapporto pubblicato sulla rivista della Società americana di microbiologia ‘Antimicrobial Agents and Chemotherapy’ – è resistente persino all’antibiotico di ultima generazione ‘colistin'”. E’ stato definito dagli esperti “il batterio degli incubi”, che in alcuni casi può arrivare ad uccidere il 50% delle persone che ne vengono contagiate.”La razza letale di escherichia coli – spiegano i media Usa – è stata successivamente individuata in altre zone dell’Europa”. Gli scienziati stanno cercando di capire se l’infezione si è diffusa tra amici e parenti della vittima.

Belle a tutti i costi, ecco le 5 cose che ti fanno sembrare più brutta

La ricerca della bellezza a volte imbruttisce. Non è un giro di parole ma a volte si commettono degli errori, nel tentativo di sembrare più belle e attraenti, causando invece dei completi disastri. Altre volte si trascurano dei dettagli che rischiano di far sembrare più brutte di quanto in realtà si è. Primo tra tutti lo smalto sbeccato, sinonimo assoluto di trascuratezza e sciatteria.

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Bastano pochi secondi per rimuoverlo, anche se non si ha il tempo di fare una manicure completa è comunque meglio evitare uno smalto imperfetto sulla mano. Non tagliare i capelli una volta al mese, anche volendoli far allungare, se non si curano con regolarità i capelli si sfibrano dando origine all’effetto crespo e disordinato che imbruttisce notevolmente.

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Usare una matita per le labbra troppo scura. Molto di moda negli anni ’90 oggi è sinonimo di “vecchio”, definire il contorno delle labbra è importante ma con una matita chiara e della stessa nouance del rossetto. Usare un fondotinta più scuro della propria pelle, spesso infatti, credendo di eliminare l’indesiderato pallore, ci si imbruttisce. Un fondotinta più scuro rischia di dare un effetto maschera assolutamente non naturale e antiestetico.  Un taglio di capelli sbagliato. Anche se si desidera tanto sperimentare e cambiare prima di compiere gesti estremi sarebbe bene essere sicuri del risultato finale.

Acne, pallore e borse sotto gli occhi? Ecco da cosa potrebbero derivare

Se mangi troppi zuccheri ti si legge in faccia. Questo potrebbe essere il motto di una recente ricerca portata avanti dall’Associazione dei dermatologi inglesi, come segnala il quotidiano The Independent. Secondo i medici una dieta ricca di zuccheri non causa solo diabete, carie e sovrapppeso, ma fa male alla pelle facendola sembrare più vecchia. In inglese è quella che chiamano ‘sugar face’, cioè faccia di zucchero, che si manifesta con acne, borse sotto gli occhi e pelle pallida e grassa.

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”I cibi ricchi di zucchero – precisa la dermatologa Tamara Griffiths – hanno un alto indice glicemico, che produce un notevole carico di zuccheri nel corpo e forti fluttuazioni dell’insulina. Nel tempo tutto ciò può portare allo sviluppo di resistenza all’insulina e diabete, che possono accelerare il processo di invecchiamento”. Lo zucchero inoltre distrugge il collagene, facendo perdere freschezza e tonicità alla pelle. ”L’ingestione di cibi zuccherati – continua – agisce direttamente sull’invecchiamento della pelle, danneggiando le molecole che si producono quando gli zuccheri si combinano con proteine e grassi, in un processo noto come glicazione, e si legano al collagene e altri componenti della pelle”. Inoltre lo zucchero è un agente disidratante, e aumenta la produzione di olio nella pelle, rendendola più ‘unta’ e piena di acne. Tuttavia, concludono i medici, se la dieta è bilanciata ed è inserito in uno stile di vita sano, un po’ di zucchero non fa male. Quella che deve è deve preoccupare una dieta con alto contenuto di zuccheri. Il sistema sanitario inglese raccomanda un consumo giornaliero non superiore ai 30 grammi.

La dieta “gluten free” non fa dimagrire: “Ecco perché bisognerebbe evitarla”

Va di moda oltre a essere obbligatoria per chi è celiaco, ma secondo gli ultimi studi la dieta senza glutine non fa dimagrire e addirittura sarebbe controindicata per la salute. Intorno al cosiddetto “gluten free” regna molta confusione. Norelle Reilly, esperta di gastroenterologia pediatrica alla Columbia University, ha pubblicato un’analisi sulJournal of Pediatrics riportando falsi miti sui prodotti senza glutine e spiegando che su 1500 americani che avevano scelto di eliminare il glutine la maggior parte poteva evitarlo. I falsi miti sono condivisi a fronte di un business sempre più in espansione.

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“Uno dei principali errori – scrive l’esperta – è pensare che la dieta “gluten-free” sia una scelta salutare senza svantaggi”. I celiaci hanno bisogno di essere seguiti da un nutrizionista, mentre bisogna sapere che i prodotti senza glutine contengono spesso più zuccheri e grassi di quelli tradizionali. Una persona che fa questa dieta può andare incontro ad aumento del peso, diabete, obesità e carenze di vitamine e ferro. La dieta senza glutine quindi non fa dimagrire. Un altro mito da sfatare è la tossicità del glutine. Non ci sono inoltre prove che un consumo eccessivo porti alle intolleranze; al contrario se il bambino non ne assume è molto difficile diagnosticare un’eventuale celiachia.
Sull’inutilità di eliminare il glutine senza un motivo medico conviene anche Andrea Ghiselli, ricercatore del CRA (Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in agricoltura) intervistato dal Corriere: “Non mangiare glutine per chi è sano non ha senso. Il glutine è una proteina presente in molti cereali che, come tutte le proteine, ha un forte potere saziante. Per cui al contrario potrebbe aiutare a perdere peso. Il problema semmai è l’eccesso di carboidrati: eliminandoli dalla dieta indubbiamente si dimagrisce, ma vengono a mancare dei nutrienti importanti. Mangiando i prodotti senza glutine non si perde peso, tanto più che il riso, spesso usato dai celiaci invece della pasta, ha un indice glicemico superiore rispetto alla pasta. La moda della dieta senza glutine è nata dal fatto che celiachia e ipersensibilità al glutine sono molto diffuse e si è diffusa l’idea erronea che i prodotti senza glutine siano più sani degli altri. Tutto falso: le persone perfettamente sane che mangiano prodotti senza glutine non ne traggono alcun vantaggio, anzi si privano del piacere di mangiare un buon pane, una buona pasta o un buon dolce. Infatti il glutine, che trattiene acqua e aria, serve per la panificazione ed è responsabile della fragranza di pane e pizza. Nella pasta trattiene l’amido durante la cottura”.

L’uomo che stai frequentando è realmente interessato? Ecco come scoprirlo

Il corpo parla, più di quanto si possa credere. Ci sono diversi messaggi che inviamo attraverso gesti e sguardi, comunicando con un linguaggio non parlato. È proprio grazie a questi messaggi che possiamo capire molto più di quanto si immagina della persona che abbiamo davanti, che sia un rapporto lavorativo o amoroso, il corpo, infatti, non mente.

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Per capire se un uomo è attratto da una donna basta analizzare degli atteggiamenti comuni, primo tra tutti il contatto visivo e fisico che si cerca di stabilire quando solitamente si è incuriositi e attratti da una persona. Se un uomo guarda una donna in modo continuo, intenso e non casuale è evidentemente interessato. Se ha le spalle dritte e il petto in fuori vuole dimostrare la sua mascolinità, tipoco atteggiamento, anche questo, di chi vuole far colpo. Ovviamente questi messaggi devono essere contestualizzati ma possono essere dei buoni campanelli di “allarme”.

Non si taglia i capelli da 13 anni: ecco la Rapunzel del Terzo Millennio

Chi ha detto che i personaggi Disney vivono solo nelle favole? La principessa Rapunzel, ad esempio, esiste davvero. Se non ci credete, provate a fare un salto in Russia. È lì, infatti, che abita Dashik Gubanova, una bella ragazza che, a forza di saltare l’appuntamento col parrucchiere, proprio come la protagonista del famoso cartoon, ha sviluppato una chioma lunga fino ai polpacci.

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“Amo la creatività in tutte le sue forme – spiega la giovane su Instagram, dove in poco tempo ha conquistato la bellezza di 126 mila followers, che l’hanno resa una vera e propria celebrità social -. Adoro i capelli lunghi e sto facendo crescere i miei dal 2003. Il mio obiettivo? Arrivare alla punta dei piedi”.
Simpatica e pronta alla battuta, Dashik non ha alcuna intenzione di abbandonare la sua missione e così ai numerosi sostenitori che le chiedono di dare un taglio alla folta criniera per confezionare parrucche risponde a tono di poter pensare di farlo “tra quattordici anni”.

Confessare un tradimento rafforza l’amore: ecco perché

Negare anche l’evidenza? Non c’è nulla di più sbagliato, non solo moralmente ma anche strategicamente, almeno se si tratta di tradimento. Contrariamente a quello che si crede confessare una scappatella potrebbe rafforzare l’amore molto più che ometterla.

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A dimostrarlo è il risultato di un sondaggio condotto su Incontri-Extraconiugali.com, il portale preferito dai fedifraghi, che ha chiesto a 1000 traditori cosa li spinge a rivelare l’adulterio al compagno. Il 37% delle persona ha confessato di aver tradito solo per movimentare un po’ il rapporto, diventato con il tempo “noioso”. Il 29% ha affermato di essere stato sincero proprio per proporre nuove esperienze a letto, mentre il 24% degli intervistati ha confessato che il tradimento avrebbe rinvigorito il rapporto, aumentando la fiducia. Il tradimento non è più qualcosa di inconfessabile e sembra essere anche un modo per rafforzare l’amore, da quanto emerge dal sondaggio. La sincerità sembra pagare, almeno sulla carta.

Gravidanza indesiderata? Ecco i mille modi per restare incinta tra realtà e falsi miti

La gravidanza a sorpresa. Evitare una gravidanza indesiderata è tutta questione di educazione sessuale. Ma quando in casa o a scuola le informazione sulle conseguenze dell’amore sono carenti, se non addirittura inesistenti, ci si affida alla sorte e, soprattutto, ci si appiglia a credenze sul sesso tramandate ormai di generazione in generazione, spesso più fondate sul ‘sentito dire’ che su reali basi scientifiche.

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Ma è sempre tutto vero? Non proprio, anzi. Il più delle volte si tratta non solo di falsi miti, ma anche di consigli del tutto controproducenti. A tentare di fare il punto sull’argomento è FEMAIL, il ‘braccio rosa’ della redazione del Mail Online che ha girato dubbi e domande sul concepimento agli esperti del servizio sanitario australiano. Una cosa di cui non tutti sono coscienti – spiega il quotidiano – è che non è sempre necessaria la penetrazione per concepire. Una eventualità potenzialmente molto pericolosa soprattutto per gli adolescenti dediti al ‘petting’: le donne possono infatti rimanere incinte attraverso il cosiddetto ‘accoppiamento asciutto’, cioè quando un uomo e una donna si strusciano l’uno contro l’altra senza penetrazione. Non si tratta certo di un’eventualità molto comune, ma è comunque possibile: “Se lo sperma entra in contatto con la vagina allora c’è il rischio di una gravidanza”, spiegano gli esperti del ‘Family Plannining’ australiano. Che sottolineano anche come gli indumenti intimi non possano essere considerati una barriera sicura, dal momento che il seme potrebbe facilmente bagnare boxer e mutandine. Un evento raro, ma comunque non privo di rischi. Se la credenza secondo cui è possibile rimanere incinte nuotando in una piscina dove un uomo ha eiaculato rientra fra le leggende metropolitane, anche l’adagio secondo il quale l’allattamento impedirebbe la fecondazione agendo come contraccettivo naturale non è certo da meno. Anche se l’allattamento al seno fino a sei mesi dopo la nascita può in effetti ridurre le probabilità di concepire, non si tratta di un metodo efficace al 100% e non esiste alcuna prova scientifica a supporto di questa tesi. Tra le paure espresse agli esperti, la possibilità di una gravidanza derivata da rapporti esclusivamente orali o anali. Paure evidentemente infondate, così come infondato risulta il timore di concepire durante la menopausa, fase ormai non più fertile nella vita di una donna.  Un ‘evergreen’ delle cose da non fare se si vuole evitare una gravidanza indesiderata è praticare il coito interrotto. Ma sono ancora in molti a credere che si tratti di un valido metodo contraccettivo, sbagliando di grosso: “Una gravidanza può capitare anche se il pene viene estratto dalla vagina prima dell’eiaculazione – spiegano gli esperti – dal momento che anche una piccola quantità di seme contenuto nei fluidi espulsi prima dell’eiaculazione possono entrare in contatto con la vagina”.  Pericoloso, infine, anche tentare la via del conteggio dei giorni fertili. Astenersi dal sesso nel periodo fertile di una donna, e fare sesso non protetto per tutto il resto del mese, non previene alcun rischio di gravidanza. Le donne, infatti, possono rimanere incinte durante ogni fase del ciclo mensile, inclusa quella del flusso mestruale.

Puntura dʼape o di vespa: cosa fare se succede ai bambini

Con la bella stagione si trascorre più tempo all’aperto e aumentano le occasioni per far giocare i bambini al parco e ai giardinetti. Non sono, quindi, così rari gli incidenti di percorso come le punture di insetto. Dalle zanzare alle vespe, i piccoli sono soggetti a queste situazioni anche perché spesso vengono incuriositi dai fiori colorati e dalla fauna circostante.

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Il rischio si amplifica se ci si trova in montagna o in spiaggia, soprattutto se armati di ghiaccioli e succhi di frutta in grado di attirare questo tipo di insetti. Se non si riesce a scampare il pericolo e il bimbo viene punto, l’importante è non perdere la calma. Un genitore agitato è quanto di peggio possa esserci per tranquillizzare un bambino spaventato e dolorante. Per cui è bene respirare e mantenere la calma, anche se il piccolo è allergico.
I farmaci indispensabili se è allergico – Il massimo timore, quando un bambino è punto da un’ape o da una vespa, è la possibile reazione allergica. Chi sa già di avere un figlio allergico alle punture di ape e/o di vespa, dovrà tenere in borsa sempre il kit d’emergenza, di solito composto da farmaci antistaminici e cortisonici. E, dopo un primo intervento sul posto, sarà necessario recarsi al pronto soccorso più vicino per monitorare la situazione. I sintomi dell’allergia solitamente vanno dal gonfiore diffuso al flush cutaneo, passando per situazioni più gravi come l’anafilassi e lo shock anafilattico (gola chiusa, difficoltà a respirare, gonfiori del volto). Qualora si presentassero tali sintomi e non si avessero i farmaci a portata di mano, sarà necessario recarsi immediatamente al pronto soccorso o presso la guardia medica.
Il ghiaccio – In assenza di episodi allergici, il bambino accusa subito molto dolore dopo la puntura di un’ape o di una vespa. In questi casi, è utile applicare del ghiaccio sulla zona colpita. L’ideale sarebbe proprio avere a disposizione una piccola trousse di pronto soccorso, dotata anche di ghiaccio attivabile all’istante (si acquista in farmacia, parafarmacia e anche al supermercato). Il ghiaccio, come quando si prende una botta, andrebbe applicato per una decina di minuti, poi tolto per altri dieci minuti e, infine, riapplicato.
Il pungiglione – Se si nota che, all’interno della puntura, è rimasto il pungiglione o parte di esso (si vede facilmente perché ha l’aspetto di un punto più scuro al centro del ponfo), sarebbe bene farlo togliere da personale esperto. Infatti, il fai da te potrebbe causare anche infezioni, soprattutto se eseguito con pinze o simili non preventivamente disinfettati.
Lo stick dopo-puntura – Oggi in commercio si trovano pratiche “penne” in grado di diminuire il bruciore delle punture di insetto (comprese api e vespe) o degli urti causati dallo scontro con una medusa. A base di ammoniaca, questi stick vanno applicati sulla parte dolorante tamponando e mai strofinando. L’ideale è l’applicazione tra una “pausa” di ghiaccio e l’altra.

Buon compleanno jeans, 143 anni e non sentirli. Ogni italiano ne ha sei

A palazzo o skinny, delavé, a ‘zampa’, con la vita alta o bassa, persino stracciati fanno tendenza e, soprattutto, da 143 anni non sono mai passati di moda. A tanto ammonta l’età dei jeans che il 20 maggio festeggiano il ‘compleanno’, ovvero l’anniversario del giorno in cui, nel 1873, Levi Strauss ottenne il brevetto per la produzione di «blue jeans» con rivetti in rame.

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Li indossano tutti, ma proprio tutti, in tutto il mondo e gli italiani non fanno eccezione, anzi. Secondo una ricerca del Global Lifestyle Monitor (l’osservatorio che su base biennale rileva gusti, preferenze e comportamenti d’acquisto dei consumatori italiani e stranieri), ogni italiano, di jeans nel guardaroba, ne ha in media sei. Pensati come capo d’abbigliamento per il lavoro, i jeans oggi vengono indossati per ogni occasione e se il 51% degli italiani li indossa abitualmente per fare shopping, il 45% – in omaggio alle origini del tessuto – li indossa proprio durante la giornata lavorativa. In Italia, infatti, lo stile informale sul posto di lavoro non è più confinato solo al cosiddetto «casual friday», al contrario per esempio del Regno Unito, dove solo il 16% li sfoggia anche in ufficio. L’armadio degli italiani rispecchia l’amore per i jeans: in media ne hanno 6 nel proprio guardaroba. Pantaloni ma non solo: camicie e gonne in jeans sono i capi in denim preferiti dagli italiani che ne possiedono – in media – più degli abitanti di Germania, Regno Unito e Cina. Più in generale, il 52% degli italiani dichiara di indossare capi in denim regolarmente e quasi la metà, il 45%, indossa jeans o shorts in jeans almeno 5 volte alla settimana, un trend decisamente consolidato rispetto, per esempio, alla Germania (30%).