Aroosha, 25 anni, vince l’anoressia e diventa una bodybuilder: gli scatti social sono virali

Aroosha Nekonam, 25enne inglese laureata in giurisprudenza, soffre di anoressia. Il suo disagio è talmente forte che non riesce a dormire. Non è tutto. La giovane, ridotta pelle e ossa, è talmente debilitata che i medici le consigliano di usare la sedia a rotelle per muoversi, per non affaticare il cuore.  Accade ad Aberdeen, nel Regno Unito. Come riporta il sito Metro.co.uk, Aroosha fa la ballerina dall’età di 3 anni.

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La ragazza è sempre stata forte e in salute. Ma a causa di problemi personali, la sua autostima crolla e cade nel tunnel dell’anoressia. “Non volevo ammetterlo – racconta – anche quando i medici mi hanno detto di usare la sedia a rotelle”. È lì che inizia il calvario. Aroosha è sempre più debole e non riesce a reagire. Fino a quando arriva a un bivio e capisce che è il momento di cambiare. Inizia a seguire una psicoterapia che l’aiuta a uscire dal buco nero. “L’ho fatto – continua – non solo per me, ma anche per la mia famiglia che avevo fatto soffrire così tanto”. Una volta tornata in forze, la giovane decide di dedicarsi a un nuovo sport, il sollevamento pesi. Diventa una campionessa di bodybuilding e condivide i suoi progressi su Instagram e su Youtube. Le foto e i video sono virali. “Ero stufa – conclude – di sentirmi debole. Con i miei post sensibilizzo le ragazze che hanno il mio stesso problema a reagire. Io ce l’ho fatta”.

La dieta dei Templari e il segreto di lunga vita: “Così vivevano 40 anni più degli altri”

Il segreto della longevità? Hanno vissuto 40 anni in più rispetto alla media dei loro coetanei. Non trascurando mai l’attenzione all’igiene a tavola, ma anche alla qualità e varietà degli alimenti. Poca carne, a cui preferivano i legumi, il pesce e la frutta fresca. “Una dieta che ha portato 314 Cavalieri Templari, uno dei più noti ordini religiosi cavallereschi cristiani, in molti casi a superare i 70 anni al processo che li vide protagonisti nel 1321.

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La spiegazione potrebbe risiedere nell’effetto positivo esercitato sulla flora intestinale da questa alimentazione, più sana rispetto a ciò che si mangiava nel Medioevo. Una fonte naturale di probiotici che ha effetti positivi e protettivi sulla flora gastrointestinale”. Lo spiega all’AdnKronos Salute Francesco Franceschi, direttore medicina d’urgenza Policlinico Gemelli di Roma. Franceschi è autore, insieme ai colleghi Roberto Bernabei, Giovanni Gasbarrini e Peter Malfertheiner, della ricerca ‘La dieta di Cavalieri Templari: il loro segreto di longevità?’, pubblicata su ‘Digestive and Liver Disease’. Grazie all’indagine condotta sui documenti dell’epoca e del processo, la ricerca ha evidenziato come la dieta di questi monaci-soldati li ha aiutati a vivere più a lungo della media, in un periodo dove l’aspettativa di vita oscillava tra 25 e 40 anni. Nel Medioevo – evidenzia lo studio – l’alimentazione era ricca di grassi e calorie, si consumava molta carne nelle classi più ricche e la gotta era una delle patologie più diffuse. Come l’obesità, simbolo di ricchezza e opulenza, il diabete mellito e i livelli di colesterolo e trigliceridi erano molto alti. “La dieta dei Templari, molto moderna e se vogliamo antesignana della dieta Mediterranea, combatteva tutte queste malattie – avverte Franceschi – poca carne (2 volte a settimana), molti legumi (tre piatti a settimana) che invece oggi si consumano poco ma sono invece potenti probiotici, il pesce era molto frequente, l’acqua la bevevano addizionata con la spremuta di arance per arricchire la carica anti-batterica. Al vino (molto razionato) aggiungevano polpa di Aloe, una pianta dotata di azioni antisettiche e funghicide molto utile nei Paesi con climi desertici caldi”. “La longevità è stata una caratteristica peculiare dei Templari, secondo i documenti storici analizzati: Hugues de Payens morì a 66 anni; l’ultimo gran maestro Jacques de Molay quando fu ucciso, dopo 7 anni di prigione, aveva 67 anni. Al tempo – sottolinea Franceschi – questa eccezionale dote era attribuita ad uno speciale ‘regalo’ divino, ma in realtà dietro c’erano abitudini alimentari e igieniche codificate in regole da Bernardo di Chiaravalle”. Oltre alla regole scritte, i Cavalieri Templari avevano anche principi di comportamento da rispettare per evitare la diffusione delle infezioni: era obbligatorio per tutti lavarsi le mani prima di mangiare, il refettorio dove si riunivano per consumare i pasti doveva essere ben tenuto e con tovaglie linde sempre pronte. Era bandita la caccia a fini alimentari, mentre furono proprio i Templari a dedicarsi all’allevamento del pesce. Un alimento molto presente nel loro regime alimentare, insieme ai formaggi, la frutta fresca e l’olio d’oliva. “I Templari consideravano i frutti di mare un ottimo sostituto della carne, in questo modo beneficiavano dell’effetto positivo degli acidi grassi omega-3 sui livelli ematici di colesterolo e trigliceridi, oltre all’effetto antiossidante e antidepressivo dei molluschi – evidenzia la ricerca – In conclusione – affermano gli autori – crediamo che la dieta e le abitudini di vita potrebbero essere la spiegazione per la straordinaria longevità dei Templari: se questo è il caso, il motto ‘imparare dal passato’ non è mai stato così appropriato”.