Zinco, importante contro il cancro alla prostata e l’acne. Ecco le altre proprietà benefiche

Svolge un ruolo fondamentale nella sintesi proteica e aiuta a regolare la produzione cellulare nel sistema immunitario del corpo umano. Stiamo parlando dello zinco, un minerale che si trova principalmente nei muscoli e in concentrazioni elevate nei globuli bianchi e rossi, nella retina, nella pelle, nel fegato, nei reni, nelle ossa e nel pancreas.
La carenza di zinco condiziona pesantemente la crescita corporea e l’aumento di peso. Può provocare inoltre bassa pressione, perdita di appetito, depressione, perdita di peso, diarrea, perdita di capelli, stanchezza. Negli uomini lo zinco è un elemento importante per la produzione di sperma: una carenza può provocare una diminuzione del numero di spermatozoi nel seme; al contrario eiaculazioni frequenti possono provocare una carenza di zinco.

ostriche-alimenti-alto-contenuto-di-zincoTra i cibi più ricchi di zinco ci sono le ostriche, la carne rossa e bianca, le noccioline, i fagioli, il pane integrale, i semi di zucca, i semi di girasole, i semi di papavero, il germe di grano, i cereali integrali, il cioccolato fondente, il sesamo, i funghi secchi, le rape, le noci pecan, la radice di zenzero, i pinoli e l’olio di pesce. Negli uomini la dose giornaliera raccomandata è 11 mg, nelle donne 8 mg, nelle donne in gravidanza 11-13 mg, nelle donne che allattano 12-13 mg, nei bambini 4-8 anni 3-5 mg, nei bambini di 9-13 anni 8 mg.

Scopriamo insieme le proprietà benefiche attribuite allo zinco.

1 – Prostata e cancro. Lo zinco è molto importante per curare i disturbi della prostata. Una sua carenza può provocare l’ingrandimento della ghiandola prostatica, rendendola vulnerabile al cancro. Diverse ricerche hanno dimostrato una riduzione della crescita del tumore alla prostata quando i livelli di zinco sono normali. Negli uomini lo zinco previene danni prematuri che possono portare a problemi come il cancro. Lo zinco contribuisce a neutralizzare i radicali liberi, i sottoprodotti pericolosi del metabolismo cellulare che possono causare una serie di malattie.

2 – Pelle e acne. Diversi studi hanno dimostrato che lo zinco sia un rimedio efficace per la cura dei brufoli e dell’acne. Lo zinco regola e controlla la quantità di testosterone nel corpo, svolgendo un ruolo centrale nel provocare l’acne. Questo minerale è inoltre coinvolto nella sintesi del collagene, aiutando a mantenere la pelle sana e a ripararla.

3 – Eczema. Lo zinco svolge un ruolo importante nella cura delle infezioni croniche e aiuta il corpo a ripristinare la sua capacità di guarire completamente. L’eczema è un disturbo infiammatorio e cronico della pelle ed è causato principalmente dalla carenza di zinco.

4 – Cervello. Studi recenti hanno evidenziato che lo zinco ha un forte impatto sulla funzione mentale. Lo zinco è presente in alte concentrazioni nell’ippocampo, che ha un ruolo importante nel pensiero e nella memoria. Lo zinco aiuta a mantenere la funzione cerebrale forte.

5 – Gusto e olfatto. Per questi due sensi lo zinco è molto importante. Aumentare i livelli di questo minerale può incrementare questi due sensi, permettendo loro di funzionare a livelli ottimali.
6 – Infezioni. Lo zinco aiuta a ridurre la gravità e la durata di raffreddori e altre malattie lievi. Questo anche grazie alla capacità di stimolare l’attività dei globuli bianchi. E’ importante anche per proteggere dai disturbi infettivi e dalle infezioni fungine.

7 – Alopecia. L’alopecia provoca perdita di capelli sia nei bambini che negli adulti. Lo zinco è importante per la forza e l’integrità dei capelli. Diverse ricerche hanno dimostrato che lo zinco è maggiormente efficace nel trattamento dell’alopecia infantile.

8 – Ossa. Lo zinco aiuta a mantenere ossa forti, soprattutto negli anziani e quando si mostrano segni di invecchiamento precoce o osteoporosi. Lo zinco contribuisce ad evitare che le ossa diventino deboli e fragili.

9 – Gravidanza. Lo zinco è essenziale per il funzionamento e per la riparazione del Dna. E’ importante per la crescita rapida delle cellule e per la costruzione dei componenti principali della cellula durante la gravidanza.

10 – Antiossidante. Lo zinco è un potente antiossidante, importante per la sintesi proteica, la funzione enzimatica e il metabolismo dei carboidrati.

11 – Regolazione enzimatica. Lo zinco è un componente essenziale di numerosi enzimi che aiutano a regolare la crescita cellulare, la sintesi proteica, gli ormoni, il Dna, la regolazione della trascrizione genica e il metabolismo energetico.

12 – Fatica cronica. Le persone affette da stanchezza cronica vengono invitate dagli specialisti a consumare olio di pesce, in quanto ricco di zinco. Questo minerale è importante per la normale funzione muscolare.

13 – Cecità notturna. Lo zinco aiuta a migliorare la vista, soprattutto in coloro che soffrono di cecità notturna.

14 – Peso. Per le persone obese lo zinco svolge un ruolo importante nella perdita di peso. Diversi studi hanno associato questo minerale ad un calo dell’appetito.

Avete macchie bianche sulle unghie? Ecco cosa può essere

Sulle unghie delle vostre mani avete notato antiestetiche macchie bianche? Meglio non sottovalutare il problema. La causa infatti non sarebbe solo da imputare a una mancanza di calcio, ma il maggior indiziato sarebbe lo stress, con una conseguente carenza di zinco. Lo riporta il sito Il Giornale.

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Stanchezza e nervosismo (e mancanza di vitamine B e B5) sarebbero responsabili anche del dolore alla mascella. Poiché senza accorgercene, saremmo portati a digrignare i denti.  Stessa storia per i tagli sulla lingua, che sarebbero generati dalla mancanza di vitamina B6. Insomma, non bisogna sottovalutare i messaggi del corpo e quando lo stress diventa eccessivo, forse è il caso di concedersi un momento di relax.

Vuoi avere un alito profumato? Pulisci la lingua

Mulher-com-morango-na-bocaUna bocca che profumi di biancospino, come quella di Cesare Cremonini nel film di Pupi Avati Il cuore grande delle ragazze? Magari… Ma tra i rimedi più efficaci c’è un sistema che, se non proprio profumato, aiuta quanto meno a non avere il fiato pesante (scopri il menù che salva l’alito), specie dopo aver mangiato aglio, cipolla o una bistecca (già, pare che anche la carne sia tra i responsabili dell’alitosi). Qual è? Spazzolare la lingua. Quando hai finito di lavarti i denti, usa lo stesso spazzolino (a setole morbide) o meglio ancora l’apposito pulisci-lingua.
Lo trovi in farmacia, parafarmacia e in alcuni supermercati (costa sui 5 euro): non ha setole, ma lamine morbide inclinate per seguire la conformazione della lingua. Devi posizionarlo in bocca il più indietro possibile e farlo scivolare in avanti: in genere una sola applicazione è in grado di eliminare i batteri. «La placca batterica responsabile della maggior parte dei tipi di alitosi si forma sulla superficie della lingua, specie nella parte iniziale, quella più indietro, verso la gola», spiega Silvio Abati (puoi chiedergli un consulto), docente di malattie odontostomatologiche all’Università degli Studi di Milano. «Per questo può essere utile il pulisci-lingua. Ma per evitare il cattivo odore, è necessario anche usare dentifricio, spazzolino e filo interdentale per eliminare i residui di cibo. E andare almeno una volta all’anno dall’odontoiatra per una seduta di igiene professionale».
E il collutorio? «Anche gli sciacqui funzionano», risponde Abati, «se però sono accompagnati da gargarismi che servono per pulire anche la parte iniziale della lingua». Per i casi d’emergenza può essere utile tenere in tasca un pacchetto di chewing gum. I migliori contro l’alito cattivo sono a base di sostanze aromatiche, sali di zinco, estratti al tè verde.

La Struttura del Capello

componenti del capello,pigmenti , cellule morte,rame e ferro, follicolo pilifero,ossigeno e azoto,aminoacidi ,arbonio, idrogeno,corredo genetico ,zinco, l'elasticità, e la lucidità dei capelli,proteina , muscolo erettore,capelli grassi, Colori dei Capelli,Funzione dei Capelli,richiamo sessuale,esteticoI nostri tanto amati capelli rivestono un ruolo di grande importanza sia a livello funzionale quanto, e direi soprattutto, a livello estetico.

I capelli non sono nient’altro che peli, ma a differenza di quelli che abbiamo sul corpo possono crescere fino a raggiungere addirittura la misura di un metro. Ricordiamoci però, che la loro forma, lo spessore e il colore, sono caratteristiche genetiche, ovvero sono già scritte nel corredo genetico dell’individuo dalla nascita e non possono quindi modificarsi con il tempo.

La Struttura del Capello

Le componenti del capello, consistono in una parte esterna visibile, il fusto, e da una parte sottocutanea invisibile, il follicolo pilifero, che culmina nel bulbo.

Il fusto dei capelli è a sua volta composto da tre strati formati da cellule morte. Più internamente abbiamo il midollo, poi abbiamo la corteccia ricca di pigmenti ed infine, più esternamente, abbiamo la cuticola che è costituita da un insieme di piccolissime squame. La proteina che costituisce maggiormente le cellule del fusto, è la cheratina, che è formata da diversi aminoacidi e poi da carbonio, idrogeno, ossigeno e azoto. Inoltre, i capelli sono composti anche da diversi minerali come ad esempio zinco, rame e ferro.

Oltre al fusto, come anticipato prima, abbiamo la radice che comprende il follicolo pilifero che consta in una piccola cavità che culmina nel bulbo. Internamente a quest’ultimo, vi è la papilla germinativa, che grazie alle terminazioni nervose e vasi sanguigni di cui è ricca, apporta numerosi nutrienti e si occupa dello smaltimento delle scorie.

Nel follicolo pilifero sbocca la ghiandola sebacea, ovvero quella ghiandola che secerne il sebo, una sostanza grassa che ricopre l’importante funzione di mantenere unite tra loro le scaglie che ricoprono la superficie del capello, garantendo quelle qualità come l’elasticità, e la lucidità dei capelli. In quantità eccessive la produzione di sebo provoca i classici capelli grassi.

Infine, ogni capello è fornito di un muscolo erettore. Di dimensioni molto ridotte, questo muscolo ha la funzione di di mantenere la chioma ben piantata in testa e di darle flessibilità.

Forma dei Capelli

In base all’impianto del follicolo pilifero, i capelli possono essere ricci, lisci, leggermente boccolati ecc. Infatti se il follicolo pilifero ha la sezione arrotondata, avremmo dei capelli che vanno dal semplice ondulato, al riccio. Cosa differente invece se la sezione fosse piatta, e dunque avremmo i classici capelli lisci. Generalmente poi, per quanto riguarda il loro spessore, nelle donne i capelli sono tendenzialmente più spessi rispetto a quelli degli uomini.

Tipologie di Capelli

Parlando dei tipologie dei capelli, abbiamo i tre grandi gruppi di capelli: normali, grassi e secchi. I capelli grassi si presentano quando è presente un’eccessiva produzione di sebo che quindi tende a farli sporcare in maniera di gran lunga più rapida dei capelli normali. Quelli secchi invece a differenza dei capelli grassi, che sono notevolmente più forti, sono molto fragili e tendono a spezzarsi con facilità.

Colori dei Capelli

Un’altra caratteristica molto evidente dei nostri capelli, in particolar modo per il suo carattere estetico, è il colore. Esso, è determinato da un pigmento chiamato melanina, prodotto da particolari cellule, i melanociti e sintetizzato a partire dalla tirosina. La differenza di tinta dei nostri capelli, è dovuta proprio alla differente composizione del pigmento.

Funzione dei Capelli

La funzione più essenziale svolta dai nostri capelli, è quella protettiva. Infatti i nostri capelli, ci proteggono dalle aggressioni dei diversi fattori atmosferici, quali pioggia, vento, freddo, ma anche dalle radiazioni solari. Questo ovviamente è l’aspetto più funzionale che riguarda i nostri capelli, ma non è da sottovalutare l’aspetto estetico che essi ricoprono. Infatti, oltre ad essere un elemento identificativo, restano, come lo è per gli animali, un richiamo sessuale.

Unghie fragili: cosa fare?

La fragilità ungueale, o onicoschizia, è un problema riscontrabile nel 20% circa della popolazione, con maggiore frequenza tra le donne. Si presenta in tutte le fasce d’età, con un picco dopo i cinquant’anni.
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La fragilità delle unghie può essere idiopatica, ossia senza una causa precisa, oppure determinata da patologie dermatologiche e sistemiche, il cui trattamento è condizione essenziale per un miglioramento del sintomo.

Nel primo caso, è consigliabile adottare alcune piccole ma utilissime accortezze che permettono di migliorare la qualità delle unghie. Tra queste:

– indossare guanti di gomma quando si svolgono lavori domestici per evitare il contatto prolungato con l’acqua o con sostanze chimiche aggressive;
– preservare le unghie dalla permanenza in ambienti umidi;
– tenere le unghie corte in modo da evitare il rischio di microtraumi;
– applicare topici idratanti contenenti elementi come fosfolipidi, alfa-idrossiacidi, acido lattico e collagene;
– seguire un’alimentazione in grado di garantire un giusto apporto di ferro, zinco, selenio e vitamine come la B6, la C e la E.

In seguito a un consulto medico, si può eventualmente ricorrere all’assunzione di integratori alimentari. Tra i principi attivi più efficaci, in tal senso, c’è la biotina, sostanza che — come hanno dimostrato diversi studi – dopo sei-nove mesi di assunzione migliora sia l’aspetto sia la struttura delle unghie.