“Il deodorante favorisce il cancro al seno”, a 22 anni smette di usarlo

Farsi la doccia e mettere il deodorante sono le due routine per l’igiene personale che adotta ognuno di noi ogni giorno, ma una blogger originaria delle Hawaii ha rivoluzionato questa routine.Elyse Brautigam, 22 anni, ha confessato di non usare il deodorante dall’ottobre del 2015.

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Per oltre un anno la ragazza si è rifiutata di mettere il deodorante perché sostiene che questo possa favorire l’insorgere del cancro al seno e di poter contrastare i cattivi odori semplicemente lavandosi e con una buona alimentazione.Ha poi deciso anche di non radersi più sotto alle ascelle sostenendo che non è assolutamente vero che non depilandosi si diminuisce la possibilità dell’insorgere di sgradevoli odori.
Elyse fa regolare attività fisica e suda molto ogni giorno, ma ammette di seguire una dieta vegana e mangiare molti cibi crudi, cosa che le consente di non avere un odore della pelle acre. Lavandosi regolarmente riesce quindi ad avere un’ottima igiene personale e a contrastare anche gli odori sgradevoli.

Mangia solo frutta e beve la propria urina: la dieta di Pamela, mamma di due bimbe

Foto in cui mette in mostra le proprie forme e uno stile di vita decisamente insolito: così Pamela Scuppa sta conquistando il web.
La donna, madre separata di due bimbe, è andata ben oltre uno stile di vita vegano: Pamela, oggi, è una fruttariana. Si nutre, infatti, solo di frutta cruda o frullata e somministra alle sue figlie una dieta vegana. Lei, però, assicura: «Sono in perfetta salute, stanno benissimo».

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L’ultima trovata di Pamela, però, è quello di bere la propria urina. Che, è risaputo, è composta da acqua e sali minerali, ma è comunque uno scarto del nostro organismo. Lei però sostiene che l’amaroli, l’urina prodotta dai fruttariani, sia necessaria per depurare il corpo e come integratore: «Si tratta di un’antichissima pratica ayurvedica indiana ed è perfettamente compatibile con il corpo che produce l’urina. Fa bene a me, ma non a tutti. Di certo, non può far bene ai corpi che si nutrono di cadaveri e derivati».