Barbie umana pronta per un altro intervento: ecco cosa ha deciso di fare

Desidera diventare identica alla sua bambola preferita, la Barbie, per questo Rachel Evans, londinese di 46 anni, ha speso oltre 20 mila sterline in interventi di chirurgia plastica, ma dopo 11 anni di operazioni ha deciso di sottoporsi a quella che probabilmente è la più estrema di tutte.

barbie2-u431201038627365qm-656x369corriere-web-nazionale_640x360

La donna, nel tentativo di mascherare gli anni che pasano, si è rifatta seno, labbra, zigomi ha eliminato le rughe e ora si è sottoposta a una procedura per avere gli angoli della bocca perennemente all’insù, proprio come se sorridesse in ogni momento. Tutta la sua vita, come riporta anche il Daily Mail, si basa sul desiderio e il tentativo di imitare la bambola della Mattel, anche nell’abbigliamento, nel trucco e nell’acconciatura di capelli.
«Mi sento come Barbie, penso come Barbie e sono Barbie. Penso che siamo la stessa persona, sono una bambola umana», ha ammesso la donna durante l’intervista. Rachel va in palestra 5 volte a settimana per mantenersi in forma e poter continuare a lavorare come modella per le riviste che la chiamano.

Sesso anale pericoloso? Ecco cosa dice l’esperto

Il sesso anale, croce e delizia degli amanti più focosi, è tuttora uno dei tabù della cultura contemporanea. Il sessuologo Roberto Bernorio risponde al quesito più diffuso e che tiene ancora in bilico gli indecisi: “Si tratta di una pratica pericolosa?”. Ecco cosa dice l’esperto. “La sessualità anale viene spesso affrontata con una certa difficoltà perfino dagli esperti del settore a causa di un’influenza culturale negativa che negli anni l’ha circondata di tabù.
La visione giudaico cristiana l’ha sempre considerata un comportamento anomalo, deviato, che andava contro natura sia per l’utilizzo improprio di una parte del corpo deputata ad altro sia per la disgiunzione dalla finalità riproduttiva della sessualità.

ridere-insieme

Eppure riferimenti a questo tipo di pratica sono presenti nei reperti storici più antichi: la sessualità anale è da sempre parte del repertorio comportamentale della specie umana. Alcuni considerano i rapporti anali come qualcosa di sporco perché coinvolgono una parte del corpo deputata all’eliminazione di escrementi, altri ancora la considerano una forma di prevaricazione convinti che chi li riceve subisca la cosa (con dolore) solo per appagare la soddisfazione ed il piacere di chi li agisce. Le cose non stanno propriamente così e spesso la penetrazione anale viene vissuta come estremamente piacevole anche da chi la riceve, a patto che la cosa avvenga con la dovuta attenzione e delicatezza. Considerando che l’introito anale non è in grado di lubrificarsi è necessario compensare questa carenza con un umettante artificiale; inoltre la distensione dei fasci muscolari peri anali, per non suscitare dolore, deve essere effettuata il più progressivamente possibile. Diciamo che questo è un tipo di rapporto in cui l’affiatamento e la capacità comunicativa tra i due partner sono importantissimi. Il piacere si genera sia per componenti fisiche che psicologiche. Dal punto di vista anatomico la regione anale è riccamente innervata dai rami del nervo pudendo, lo stesso che trasporta le sensazioni di piacere provenienti dai genitali esterni; da qui la possibilità neurofisiologica di trarre piacere da un’adeguata stimolazione di questa zona. Dal punto di vista psicologico, il rapporto anale può avere valenze di trasgressività, di intenso scambio intimo, di completa fusione con l’altro che ne condizionano il vissuto esperienziale positivo. Ricordati però che il sesso anale necessita di protezione con il preservativo per evitare malattie a trasmissione sessuale che trovano in questa modalità una più probabile modalità di contagio. Molte malattie sessualmente trasmissibili, infatti, si contagiano attraverso il sesso anale. Altri problemi che possono emergere possono essere infezioni, lesioni o ematomi. L’uso di un lubrificante e delle giuste precauzioni, per questa ragione è molto importante”.