Rischio estinzione: nel 2030 non faremo più sesso

David Spiegelhalter, docente dell’università di Cambridge, ha scritto un libro (Sex by numers) in cui profetizza una probabile fine dei rapporti di coppia, con ovvi risultati disastrosi per l’umanità. La frequenza con cui le coppie hanno un rapporto sessuale è in declino da trent’anni.

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Oggi soprattutto si è troppo impegnati a rispondere su Whatsapp, a pubblicare foto su Instagram o dire la propria su Twitter per fare più attenzione al mondo e, in particolar modo, alle persone che ci stanno accanto. Ormai sembra che accoppiarsi con il proprio partner sia sceso rovinosamente alla seconda posizione della lista delle priorità, soppiantato dalla nostra serie preferita da vedere su Netflix. Il professore spiega così il fenomeno:”Penso che sia l’eccesso di sollecitazioni d’altro genere. Tipo, oddio devo guardare l’intera serie di Trono di Spade in tivù. Che fa parte del fenomeno di essere sempre connessi al proprio telefonino, tablet, computer, per cui possiamo continuare a controllare messaggi, post, video e quant’altro anche tutta la notte, mentre fino a non molto tempo fa alle 10 e mezza di sera non c’era praticamente più nulla da guardare alla televisione e non c’era altro da fare.” Il professore inglese non è l’unico a pensarla così: un altro sondaggio, del 2014, aveva evidenziato il fatto che la maggioranza di 143 coppie eterosessuali venivano interrotte sul più bello proprio per colpa di una vibrazione del cellulare o di un altro apparecchio elettronico. Secondo la profezia ormai mancano solo 15 anni alla data di non ritorno in cui le coppie smetteranno definitivamente di fare sesso.

Selfie più pericolosi di una lampada: ecco gli effetti sulla pelle nel tempo…

Macchie sulla pelle e rughe in aumento, scattarsi troppi selfie ha lo stesso effetto sulla pelle di una lampada.  Mehreen Baig, blogger 26enne di Londra, si scattava fino a 50 selfie al giorno per postarli sul suo blog e su Instagram. Ma con il passare del tempo, si legge sul ‘Mail online’, la giovane si è accorta di come quella luce blu (HEV) emessa da cellulari, computer portatili e tablet sia dannosa per la pelle visto l’invecchiamento precoce del suo viso.

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Danni che ricordano molto da vicino quelli provocati dai raggi UVA e UVB.  La ragazza aveva notato come sul suo viso fossero comparse nuove lentiggini, i pori fossero più dilatati e le occhiaie più marcate. Il trucco era ormai diventato indispensabile per coprire certi ‘difetti’. Così ha deciso di rivolgersi al dermatologo Simon Zokaie il quale le ha spiegato in modo semplice ma dettagliato cosa può provocare la sovraesposizione alla luce HEV.  Ci sono tre fattori principali, ha spiegato l’esperto, che recano danni alla pelle: l’inquinamento, il sole e la luce HEV. La combinazione di questi tre fattori provocano calore e infiammazione sotto la pelle, rallentando la sua capacità di guarire e proteggere se stessa.  La pelle della 26enne è stata poi ‘scansionata’ da un macchinario che ha analizzato la dimensione dei pori, i danni del sole, pigmentazione, linee e rughe, l’umidità e, naturalmente, i danni luce HEV. Un’analisi approfondita dalla quale è risultato come la sua pelle fosse stata danneggiata dalla luce HEV e di quanti danni in realtà non fossero ancora visibili.  Il fatto è che la protezione solare non può proteggere la pelle dalla luce HEV, almeno per ora. La cosa migliore da fare, ha spiegato l’esperto alla ragazza, è proteggerla 24 ore su 24 con sieri e creme antiossidanti durante il giorno.