Gli uomini intelligenti preferiscono una partner con il seno piccolo: ecco perché

Gli uomini intelligenti preferiscono le donne con un seno piccolo. È la rivincita delle donne non formose quella spiegata dai ricercatori di Psychology Today che affermano come gli uomini mentalmente più sviluppati e colti prediligano una partner con un seno più piccolo.  Il motivo non è solo sociale, e quindi legato all’apparenza e al desiderio di voler “mostrare” una donna più bella ma psicologico.

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Gli uomini a cui piacciono le donne con il seno piccolo hanno un minor fabbisogno materiale, vale a dire che si sentono realizzati e completi, mentre a prediligere le donne più formose sono gli uomini con cultura minore e che ricoprono, lavorativamente parlando, impieghi di minore pregio e responsabilità.  La ricerca ha dimostrato che gli uomini che prediligono donne longilinee e dall’aspetto raffinato sono solitamete più ricchi della media, tutto il contrario si predilige in caso di stipendi più bassi, come se il corpo femminile desse loro il senso di opulenza che materialmente manca.

Raggi ultravioletti da record in Sudamerica: sono le radiazioni più intense del pianeta

C_3_Media_1543687_immagine_ts673_400Sudamerica bollente: intorno o poco al di sotto dell’Equatore sarebbero stati rilevati raggi ultravioletti da record.
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n team di ricercatori americani e tedeschi ha misurato la radiazione più intensa mai registrata sul pianeta sulle Ande boliviane, a soli 2.400 km dall’Equatore, vicino ai Tropici. A spiegarlo è uno studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Environmental Science.
«Questi livelli da record non sono stati misurati nell’Antartide – spiega Nathalie Cabrol, coordinatrice del team – dove i buchi dell’ozono sono un problema da decenni, ma ai Tropici, in un’area dove ci sono piccole città e villaggi». Le misurazioni sono state fatte nell’emisfero meridionale, nell’estate del 2003 e del 2004. I ricercatori esaminavano le altitudini dei laghi andini come parte di uno studio di astrobiologia sugli ambienti simili a quelli di Marte, dislocando i dosimetri sulle cime del vulcano Licancabur, a 5.917 metri, e vicino al lago di Laguna Blanca, a 4.340 metri. La combinazione di un sole di mezzogiorno vicino allo zenit, e l’elevata altitudine di questi siti ha prodotto livelli di irradiazione maggiori, a causa dei livelli di ozono naturalmente bassi in questi luoghi. Ma l’intensità di queste radiazioni ultraviolette (280-315 nanometri) è senza precedenti.  «Un indice ultravioletto di 11 è considerato estremo, e in anni recenti, in località vicine, è arrivato a 26 – commenta Cabrol – Ma il 29 dicembre 2003 abbiamo misurato un indice di 43». La radiazione intensa ha coinciso con altre circostanze che possono aver aumentato il flusso di ultravioletti, come l’esaurimento dell’ozono per l’aumento degli aerosol a causa di tempeste stagionali e incendi nell’area. Inoltre un’enorme fiammata solare si è verificata proprio due settimane prima che il flusso fosse registrato. «Anche se questi eventi non sono collegati direttamente al cambiamento climatico – continua Cabrol – sono delle sentinelle che ci avvertono di cosa può succedere se l’ozono si riduce a livello globale».