Le persone tatuate sono più aggressive e ribelli, uno studio spiega il perché

I tatuaggi non sono solo moda, spesso hanno significati particolari per chi sceglie di fareseli e secondo la scienza indicano anche caratteristiche della personalità.
Stando a uno studio dell’Anglia Ruskin University, l’aggressività di un individuo sarebbe quantificabile in base al numero dei tatuaggi che ha sul corpo.

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La ricerca è stata condotta a seguito di un sondaggio su un campione di 378 adulti britannici (181 femmine e 197 maschi) tra i 20 e i 58 che ha dimostrato come i soggetti più tatuati erano più ribelli, aggressivi verbalmente e non solo. Lo studio ha poi rivelato che non c’è alcuna correlazione, invece. tra il titolo di studio e il numero di tatuaggi. L’aggressività però, specifica la ricerca, è da rivedersi spesso in un fattore psicologico. Farsi un tatuaggio simboleggia spesso una forma di ribellione e quindi spesso la produzione dello stereotipo produce o conferma lo stereotipo stesso.

“Gli uomini preferiscono morire di fame che rinunciare al sesso”. Ecco la ricerca choc

Per tutte le donne che pensavano che i maschietti hanno un solo pensiero fisso, arriva la scienza a dar loro ragione. Infatti secondo uno studio dello University College e dell’Albert Einstein College of Medicine di Londra, gli uomini rinuncerebbero anche a mangiare pur di fare sesso. Insomma, una vera e propria ossessione.

Tradimento

La ricerca è stata condotta su vermi Nematodi e pare che solo negli esemplari maschi ci siano dei neuroni che farebbero preferire l’accoppiamento alla nutrizione. In pratica i vermi preferirebbero morire di fame piuttosto che rinunciare al sesso. Al momento l’analisi è stata condotta solo su animali da laboratorio, ma gli scienziati concordano sul fatto che questa ricerca possa “fornire una prospettiva per comprendere meglio le differenze tra i sessi, l’orientamento sessuale e l’identificazione di genere”. Anche nel caso di maschietti umani.

Camomilla, una tazza al giorno allunga la vita

La camomilla, oltre che calmare e spesso far digerire, sembra essere in grado di allungare la vita.

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Lo sostiene uno studio condotto all’università del Texas (Usa) e pubblicato sulla rivista scientifica “The Gerontologist”. I risultati della ricerca hanno rilevato che, bere ogni giorno l’infuso di fiori di camomilla, riduce del 29% il rischio di morte prematura rispetto a chi non lo ha mai bevuto. Sono stati presi a campione 1.677 uomini e donne di origine ispano-messicana, tenuti sotto controllo per 7 anni. Al termine dello studio è stato evidenziato che, non solo la camomilla riesca a prolungare la vita, ma ha anche un effetto contro i microbi e contro le infiamamzioni, oltre ad essere un antiossidante naturale.

Tatuaggi e piercing, infezioni per un giovane su 4

Un quarto dei ragazzi che si sono sottoposti a tatuaggi e piercing ha avuto problemi di infezioni. Lo rivela una ricerca condotta dall’università di Tor Vergata su 2500 studenti liceali coinvolti con questionario anonimo, ha evidenziato come il 24% degli intervistati ha avuto complicanze infettive.   Solo il 17% ha firmato un consenso informato e uno scarno 54% è sicuro della sterilità degli strumenti che sono stati utilizzati. I rischi: dal virus dell’epatite B e C fino al virus dell’Aids.

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Inoltre, da recenti studi scientifici, è stato rilevato come l’inoculazione nella cute di sostanze chimiche non controllate costituisca un rischio di reazioni indesiderate di tipo tossicologico o di sensibilizzazione allergica. «Se l’80% dei ragazzi ha affermato di essere a conoscenza dei rischi di infezione, solo il 5% è informato correttamente sulle malattie che possono essere trasmesse – spiega la dottoressa Carla Di Stefano autrice dell’indagine – ».  Eppure il 27% del campione ha dichiarato di avere almeno un piercing, il 20% sfoggia un tatuaggio e sono ancora di più gli aspiranti: il 20% degli intervistati ha dichiarato l’intenzione di farsi un piercing e il 32% di ornare la pelle con un tatuaggio.  «Il dato scientificamente più interessante – commenta la Di Stefano – sta nei tempi di sopravvivenza del virus rilevati negli aghi e nell’inchiostro, variabile da pochi giorni nell’ambiente a quasi un mese nell’anestetico: dato ancora più preoccupante se incrociato con la scelta degli adolescenti verso locali spesso economici e non a norma».  «Per quello che riguarda tatuaggi e piercing non ci sono casistiche da procedure effettuate in studi professionali ma il rischio aumenta quando queste procedure vengono eseguite da principianti in strutture con scarse condizioni igieniche e sterilità degli strumenti o con strumenti improvvisati, come corde di chitarra, graffette o aghi da cucito ma anche nelle carceri o in situazioni non regolate come l’ambiente domestico», interviene il professor Vincenzo Bruzzese, presidente del Congresso di Gastroreumatologia dove è stata presentata la ricerca.

Sesso, strano ma vero: per gli uomini è più importante del cibo

sesso-disinformazione-panorama.it_Per gli uomini il sesso potrebbe essere piu’ importante del cibo.   Ne e’ convinto un gruppo di ricercatori dell’Universita’ di Rochester che ha dimostrato questa teoria in uno studio condotto sui C. elegans che, a loro avviso, potrebbe valere anche per gli esseri umani. I risultati, pubblicati sulla rivista Current Biology, dimostrerebbero che il cervello maschile sacrifica la capacita’ di individuare il cibo al fine di concentrarsi sulla ricerca di un compagno.  Leggi anche: “Sesso, gli uomini con la pancia durano di più. Lo studio: ecco qual è il segreto”  “Mentre sappiamo che il comportamento umano e’ influenzato da numerosi fattori, tra cui le norme culturali e sociali, questi risultati indicano che esistono meccanismi biologici di base che possono, non solo aiutare a spiegare alcune differenze di comportamento tra maschi e femmine, ma anche perche’ i due sessi possono essere diversamente piu’ suscettibili ad alcuni disturbi neurologici”, ha detto Douglas Portman, autore principale dello studio. Lo studio ha focalizzato la sua attenzione sull’attivita’ di una singola coppia di neuroni presenti nei C. elegans – chiamati AWA – che controllano la percezione dell’odore. L’odore, insieme con il gusto e il tatto, sono fattori sensoriali critici che aiutano i C. elegans a comprendere e a muoversi nel loro ambiente alla ricerca di cibo e di un compagno. Nei C. elegans ci sono due sessi, i maschi e gli ermafroditi. Anche se gli ermafroditi sono in grado di auto-fecondarsi, sono anche partner di accoppiamento per i maschi. E’ stato precedentemente osservato che i maschi e gli ermafroditi si comportano in modo diverso quando esposti al cibo. Se posti dinanzi a una fonte di cibo, gli ermafroditi tendono a rimanere li’. I maschi, invece, lasciano il cibo preferendo vagare alla ricerca del compagno con cui accoppiarsi. I ricercatori hanno scoperto che i meccanismi sensoriali – chiamati chemiorecettori – dei neuroni AWA vengono regolati dall’identita’ sessuale di queste cellule, che, a loro volta, controllano l’espressione di un recettore chiamato ODR-10.  Questi recettori si legano all’odore chimico sprigionato dal cibo e altre sostanze. Negli ermafroditi, vengono prodotti piu’ recettori ODR-10 che, secondo i ricercatori rendeno i vermi piu’ sensibili – e quindi piu’ attratti – dal cibo. Nei maschi, invece, vengono prodotti meno recettori ODR-10, diminuendo cosi’ il desiderio di trovare cibo a favore del desiderio di accoppiamento.

Seno perfetto, nuove forme e misure: né maxi né tondo, ma a goccia

amy-childs I gusti sono cambiati e i chirurghi plastici dovranno adeguarsi. Agli uomini e alle donne il seno tondo a coppa di champagne non piace più e, ancora meno, le maxi taglie ad effetto reggiseno imbattito. E’ il seno a goccia il preferito, legegrmente sceso, dall’aspetto naturale.
Le misure del perfetto décolleté sono state individuate dai ricercatori del dipartimento di chirurgia plastica della Cadogan Clinic di Londra con uno studio pubblicato su “Plastic and reconstructive surgery”. Gli specialisti hanno effettuato un sondaggio su 1.315 uomini e donne, dai 30 ai 50 anni di età, e 53 specialisti ai quali hanno mostrato fotografie di busti femminili con seni di taglie e proiezioni differenti.  Con calcoli statistici è stato così individuato il seno perfetto. E’ quello che mostra la forma di una goccia con un volume maggiore nell’area più bassa del seno, pari al 55% del totale, ed è uno più piccolo nella zona superiore della mammella, pari al 45% con capezzoli legegrmente proiettati in su di 20 gradi.  «I cliché sono cambiati, in particolare quelli sui gusti maschili – spiega Patrick Malucci che ha condotto lo studio – Se gli uomini di tutte le età concordano e bocciano i seni troppo pieni con volume grossomodo uniforme o eccessivamente grandi, le donne hanno gusti legegrmente diversi in base all’età».  L’86% delle donne intervistate, al di sotto dei 40 anni, sogna il seno a goccia, comparato con il 76% delle over 40 che lo vorrebbe più pieno anche nella parte superiore. Bocciate da tutti, invece, le mammelle che accentuano il décolleté nell’area superiore, ad effetto reggiseno imbottito.  Commenta Maurizio Valeriani, primario di Chrurgia plastica e ricostruttiva all’ospedale San Filippo Neri di Roma: «Non più seni a punta. La nuova ricerca è significativa ed evidenzia che il seno bello è quello lievemente sceso con areola e capezzolo lievemente inclinati verso l’alto, morbido e non prorompente. I chirurghi plastici, quindi, si dovranno orientare verso questa tendenza».

Bello e sano, brutto e malato: Le persone attraenti si ammalano di meno

madalina-ghenea1Belli, corteggiati e anche sani. Secondo uno studio le persone belle, infatti, sarebbero anche meno predisposte ad ammalarsi rispetto a quelle più bruttine. Non si tratta solo di discriminazione sociale ma anche di una discriminazione genetica.
A rivelarlo è uno studio condotto dalla University of Cincinnati e pubblicato su Evolution And Human Behaviour.  Le persone meno attraenti sono più soggette a malattie come acufene, asma, diabete, pressione alta, colesterolo alto, depressione.
Il campione di persone, uno dei più vasti utilizzato in una ricerca, è stato suddiviso tra persone attraenti, molto attraenti e poco attraenti. Nell’analisi è stato poi riscontrato che i più belli chiedevano meno giorni di malattia a lavoro rispetto a quelli valutati come più bruttini.

Denti, troppo colluttorio: si alza rischio tumore in bocca

ModellamentoLabbraFotoTrattamentoL’uso troppo frequente dei colluttori, soprattutto quelli che contengono alcol, può portare a un maggiore richio di sviluppare un tumore della bocca. Impiegarli più di tre volte al giorno per i risciacqui dopo aver lavato i denti con lo spazzolino, infatti, potrebbe favorire la penetrazione di sostanze cancerogene.
E’ quanto emerge da una ricerca della University of Glasgow Dental School, pubblicata sulal rivista Oral Oncology. Esaminando 1962 pazienti che avevano un tumore della bocca e 1993 persone sane in 13 centri di nove diversi paesi, gli studiosi sono arrivati alla conclusione che non sarebbe consigliabile utilizzare di routine il colluttorio, salvo che in alcuni casi.  «Ci sono situazioni e condizioni nelle quali il dentista può prescriverlo, ad esempio perché il paziente haun basso flusso salivare anche a causa delle medicine che rpende – spiega David Conway che ha svolto la ricerca – ma in generale ciò che è raccomandabile è lavare i denti dopo i apsti principali con un dentifricio al fluoro e riscquarli bene, oltre a fare periodici check up dal dentista». Anche una cattiva igiene orale può portare, infatti, a sviluppare un tumore della bocca, avvertono gli studiosi, e il problema riguarda anche chi ha una dentiera e chi mastica spesso le gomme».