Francesco Monte, Magnolia: “Nessuna prova sugli spinelli all’Isola dei Famosi”

Su Leggo.it continuano gli aggiornamenti relativi al caso “Cannagate” all’Isola dei Famosi. Magnolia, società produttrice del programma, in una nota riferisce di “avere appreso da organi di informazione che alcuni partecipanti, una volta rientrati in Italia, avrebbero dato credito alle dichiarazioni della signora Eva Henger riportate nelle scorse settimane dai media, secondo le quali, prima dell’inizio del gioco, uno dei partecipanti si sarebbe procurato e avrebbe fumato ‘spinelli'”.

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Qualora queste dichiarazioni fossero confermate, Magnolia fa sapere che prenderà le debite distanze e sottolinea che la versione dell’ex pornostar è stata più volte contraddetta da altri partecipanti rientrati dal gioco.
“La produzione – spiega Magnolia – ha esaminato il materiale video e ha sentito il personale presente in Honduras e non è emersa alcuna evidenza che siano state consumate droghe e, a maggior ragione, che il personale avesse conoscenza di una simile circostanza, che, per inciso, è indipendente dal programma e ininfluente sul meccanismo del gioco”.
“La produzione – conclude la società di produzione – si riserva ogni ulteriore accertamento e tutelerà le proprie ragioni in caso di dichiarazioni che risultino lesive di Magnolia o che determinino discredito sull’operato del personale della produzione e sul programma”.

Mette la cera per capelli e resta calvo a 24 anni, l’azienda produttrice: “Ti risarciamo con 20 euro”

Usa la cera per capelli e diviene calvo. Lee Hardy, 24 anni di Pudsey vicino Leedsm, nel Regno Unito, lo scorso gennaio ha iniziato ad usare una cera per capelli, ma a distanza di un mese si è ritrovato in condizioni disperate.

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Il giovane padre ha iniziato a notare che i capelli cadevano a ciocche fino ad essere obbligato a radersi a zero. Il prodotto che stava applicando sul cuoio capelluto, infatti, aveva corroso la sua pelle causandogli gravi lesioni. «Dopo aver utilizzato il prodotto per alcuni giorni, la mia testa ha cominciato a diventare secca e pruriginosa. Quando mi sono guardato nello specchio, sono rimasto inorridito: i miei capelli stava cadendo a ciocche. Ho già usato il prodotto in passato e non ho avuto mai problemi», ha raccontato il 24enne al Mirror. Così Lee ha contattato l’azienda che oltre alle scuse si è offerta di dargli un buono da 20 sterline come risarcimento, poco più di 23 euro. «Come possono pensare che un buono per capelli mi faccia contento, quando per colpa loro i miei capelli non ce li ho più?». Ora ha annunciato una battaglia legale contro la VO5.