Flavia Pennetta in bikini con Fognini, guarda che mamma sexy

A Miami, dove Flavia Pennetta e Fabio Fognini hanno acquistato casa, l’ex campionessa di tennis si gode il sole a bordo piscina con il marito e il figlio Federico che a maggio festeggerà il suo primo compleanno. Bikini minimal e fisico asciutto a 10 mesi dal parto per la splendida sportiva, al momento mamma a tempo pieno: “Per i primi anni voglio godermi mio figlio”, ha confessato sulle pagine di “Chi”.

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Fabio Fognini è impegnato sui campi da tennis e la moglie, se possibile, lo raggiunge nelle sue trasferte insieme al loro bambino. “Stare lontano dalla famiglia è molto difficile”, confessa il campione. E infatti eccoli insieme, felici e rilassati, a bordo piscina con Federico, frutto del loro amore. Le attenzioni di mamma e papà sono tutte per lui: Flavia in bikini lo stringe a sé prima di darlo a Fabio che lo attende sul lettino a braccia aperte. “In questo periodo mi ci dedico full time, almeno per i primi anni me lo voglio godere, è talmente bello che se l’avessi saputo lo avrei fatto anche prima”, rivela la Pennetta al settimanale di Alfonso Signorini che mostra le forme al top della tennista a meno di un anno dal parto.

Impegnato 6 all’8 aprile a Genova per i quarti di finale di Coppa Davis contro la Francia, Fognini è volato in Italia, questa volta con la famiglia al completo.

Diventa famosa per lo scatto con 20 mila api sul suo pancione, il bimbo nasce morto

Diventata famosa per essersi fatta immortalare con 20 mila api sul pancione, in questi giorni Emily Mueller, ha dato un tristissimo annuncio.
La donna dell’Ohio ha un marito apicoltore, motivo per cui aveva deciso di farsi ritrarre in alcune foto coperta di api, scatenando anche diverse polemiche.

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Madre di tre bambini, era in attesa del quarto, ma purtroppo il piccolo è nato morto: «Ieri sera il mio prezioso bimbo è nato, ma abbiamo subito dovuto dirgli addio», la donna ha scritto un commovente messaggio su Facebook in cui ha salutato il suo piccolo: «Il nostro bambino è morto, il nostro bambino non tornerà mai a casa con noi. Questo meraviglioso angioletto con cui siamo stati benedetti ora è diventato una tempesta nelle nostre vite».
Emily ha raccontato di essersi accorta che qualcosa non andava circa una settimana prima del parto, quando ha sentito il suo piccolo muoversi sempre meno. Preoccupata non ha però voluto farsi prendere dall’ansia ed è andata la settimana successiva in ospedale per partorire: «Ho davvero pensato che saremmo stati mandati a casa con un sorriso, pensavo che i medici ci dicessero di aspettare i giorni che mancavano per abbracciare la nostre dolce Emersyn». Purtroppo le cose sono andate diversamente e dopo le visite il medico le ha detto che il suo piccolo era morto.

La neonata nasce di 6 chili, parto da record negli Stati Uniti

Parto da record per una mamma americana che ha dato alla luce la sua bambina di 6 chili. Chrissy Corbitt immaginava che la bimba che stava aspettando sarebbe stata bella grande, viste le dimensioni della sua pancia, ma non avrebbe mai creduto che potesse essere così pesante.

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La bimba è nata una settimana prima del termine e con un parto cesareo, visto che dall’ecografia i medici avevano capito che sarebbe stato difficile partorire naturalmente. «Quando il medico ha tirato la bimba fuori dalla pancia ho sentito tutti in sala operatoria, iniziare a ridere», ha raccontato la neo mamma a Metro, «Il medico ha esclamato ‘o mio dio peserà 15 chili’, in modo ironico».
Il parto è andato tutto bene e la bimba gode di ottima salute, anche se è decisamente molto più grande di un neonato.

Bimbo nasce senza rompere il sacco amniotico: accade ogni 80mila nascite

Nascere con la camicia. Un caso raro, un’opportunità quasi unica nella vita anche per i medici che vedono venire al mondo nuove vite ogni giorno: nella clinica di Santa Casa de Misericórdia a Barretos, in Brasile, un bimbo è nato all’interno del sacco amniotico ancora intatto.

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Un evento che avviene una volta ogni 80mila nascite e che ha commosso anche i dottori che hanno assistito al parto e non hanno perso l’occasione di immortalare la scena: nel filmato si vede il piccolo rannicchiato all’interno della sua “bolla” in attesa di salutare, con il suo primo vagito, il mondo. È bastato un taglietto col bisturi da parte del chirurgo e il piccolo è sbucato fuori da quella che è stata la sua “casa” per nove mesi. Quello avvenuto in Brasile è un evento sporadico perché il sacco amniotico di norma si rompe poco prima del parto, in quella che è generalmente indicata come “la rottura delle acque”. Proprio per la sua rarità le immagini del bimbo hanno già fatto il giro del mondo e sono state viste on line da oltre 7 milioni di utenti.

Quei figli comprati a rate, utero in affitto: si sceglie anche il colore degli occhi

Per la maternità surrogata, ovvero l’utero in affitto, la clinica BioTexCom di Kiev, un edificio che sembra uscito da una fiaba di Andersen, offre tre pacchetti «tutto compreso». Economy, standard e vip: come se il parto fosse un viaggio in aereo. Nel primo caso, 29mila euro, il prezzo prevede un’assistenza standard in camere non più grandi di 20 metri quadrati. Nel secondo, 40mila euro, si sale a 50-70 metri quadrati, e arrivano la governante, 24 ore su 24, e l’autista personale.

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Con la formula vip, 50mila euro, i metri quadrati per il ricovero salgono a 150, e perfino il menu è personalizzato. Una clausola, poi, prevede una sorta di assicurazione in caso di aborto: la ricerca di un nuovo utero per un nuovo parto, sarà a carico della clinica. Senza costi aggiuntivi. Il mercato globale della maternità surrogata è molto variegato. E come qualsiasi materia prima, l’utero diventa così una qualsiasi commodity, risente della legge della domanda e dell’offerta. Nei Paesi anglosassoni, dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna passando per il Canada, la legge (con relativo business) è molto generosa e le tecniche collaudate sono alla luce del sole, visto che parliamo di norme approvate alla fine degli anni Ottanta. In Inghilterra, per esempio, si stipula un vero e proprio contratto, con la madre gestante che incassa, la formula è di un ipocrita pudore, un «rimborso» di non meno di 15mila sterline. Altre 70mila, almeno, servono per il ricovero, il parto e le pratiche burocratiche. In America le cliniche per la maternità surrogata sono oltre 400, con prezzi alti, non meno di 100mila dollari, che si gonfiano grazie al bacino di 6 milioni di donne statunitensi con problemi di fecondità. E come al solito gli americani, quando trasformano l’assistenza sanitaria in un’industria, puntano all’alta qualità dei servizi. Non ci sono problemi per la nazionalità del bambino, con migliaia di mamme felici di avere un figlio con cittadinanza statunitense, e volendo il cliente può fare richieste specifiche, di natura genetica: il sesso, un alto livello del quoziente intellettivo, gli occhi verdi. Questo è il racconto di Michaela Serra, che per tre mesi ha studiato le foto e l’identikit di potenziali donatrici prima di scegliere quella giusta: «Mio marito voleva gli occhi verdi come i miei, io avrei preferito puntare sull’intelligenza e su una lettrice della Bibbia. Alla fine la scelta è caduta su una donna del Minnesota, di origine tedesco-portoghese. Leggeva i libro di Coelho, ma aveva gli occhi verdi».Tutto ha una tariffa, e si può pagare con il solito finanziamento bancario, a rate e sulla carta di credito. Gli alti costi della maternità surrogata nei paesi anglosassoni, hanno aperto le porte a una concorrenza di secondo livello in altre nazioni. Ricchi da un lato, e poveri dall’altro, con l’utero in affitto che diventa a sconto. Innanzitutto in Ucraina, dove però il rischio è di rimanere impigliati in un giro di avvocati, tribunali, consolati, con una coda giudiziaria che può arrivare fino alle procure in Italia, dove l’utero in affitto è vietato per legge.