L’appetito sessuale spegne la fame: ecco perché

Fare del buon sesso è come fare una grande mangiata grazie alla produzione  dell’ormone dell’amore, l”ossitocina’.  Infatti questa molecola (implicata anche nell’amore materno, nell’affetto, nell’allattamento) può ridurre l’appetito e il desiderio di ingerire cibi. Lo indica lo studio condotto in Gran Bretagna, presso l’Università di York, e presentato in Portogallo, nel convegno della Società per lo studio del comportamento alimentare.

teresitaforlano_hai-la-vagina-irritataGli esperti hanno osservato la quantità di ossitocina nel sangue di un vasto campione di individui di età compresa fra 27 e 50 anni e poi hanno eseguito un esame del Dna di ciascuno per analizzare il tipo di ”recettore per l’ossitocina” (OXTR), ovvero l”interruttore molecolare” cui si attacca l’ormone dell’amore per esercitare la sua azione.  A seconda del tipo di gene presente nel Dna di un individuo, l’ossitocina può lavorare in maniera più o meno efficiente: gli individui che hanno un gene OXTR più attivo, cioè che risponde meglio all’ossitocina, sono maggiormente al riparo dalle abbuffate, hanno cioè una personalità meno incline a questo tipo di comportamento.  In generale, quindi, l’ossitocina può frenare le abbuffate, quindi stimolarne il rilascio da parte dell’organismo, ad esempio attraverso l’attività sessuale, e potrebbe rappresentare una risorsa in più contro i disturbi del comportamento alimentare.

L’elisir di lunga vita esiste? Forse sì. Ecco il segreto per vivere il 40% in più

L’elisir di lunga vita esiste? Forse sì. Un ormone in grado di allungare l’aspettativa di vita ‘del 40% in più’. E’ questa l’entusiasmante scoperta di un team di ricercatori della School of Medicine di Yale, che ha rintracciato nella ghiandola del timo quello che potrebbe essere a tutti gli effetti l’elisir di lunga vita . Ma come? Secondo gli scienziati, aumentando i livelli dell’ormone conosciuto come FGF21 si potrà proteggere il sistema immunitario dai danni causati dall’età. A riportare lo studio è il Daily Mail.

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Capitanato da Vishwa Deep Dixit, professore in medicina comparativa e immunobiologia dell’università statunitense, il team ha potuto studiare gli effetti dell’ormone su topi anziani geneticamente modificati con elevati o scarsi livelli di FGF21: i risultati hanno dimostrato che l’incremento dell’ormone ha protetto la ghiandola endocrina del timo – posta dietro allo sterno e davanti al cuore – dall’aumento di peso collegato all’età avanzata, oltre ad aver aumentato la capacità della ghiandola di produrre nuovi linfociti T, dato in controtendenza con la sua funzionalità ridotta tipica dell’invecchiamento. Di contro,l’abbassamento dei livelli di FGF21 ne ha invece accelerato la degenerazione.  Una scoperta innovativa che per i ricercatori potrebbe avere future implicazioni nel rafforzamento del sistema immunitario in tarda età, nella cura dell’obesità e in malattie quali il cancro e il diabete di tipo 2. Lo studio è stato pubblicato in ‘Proceedings of the National Academy of Sciences’ e nuove ricerche del team saranno tese a comprendere meglio come l’ormone FGF21 protegga il timo dall’invecchiamento e se una quantità elevata di ormone, somministrata attraverso l’uso di farmaci, potrebbe estendere la durata della vita umana e ridurre l’incidenza di malattie causate dalla perdita della funzione immunitaria causata dall’aumento di età.

L’ormone che brucia i grassi e fa dimagrire: “Come fare palestra”. Presto un farmaco?

Un ormone ha gli stessi benefici della palestra: fa bene allo scheletro, rafforzando le ossa, e in dosi maggiori aiuta a bruciare i grassi e quindi a dimagrire. Si chiama irisina ed e’ naturalmente presente nell’organismo, dove viene prodotto dai muscoli durante l’esercizio fisico.

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Se per i piu’ pigri e’ suggestiva l’idea di un farmaco che possa far bene come la palestra, il primo obiettivo dei ricercatori e’ mettere a punto una futura arma contro malattie delle ossa tipiche dell’invecchiamento, come l’osteoporosi.  Sebbene l’irisina sia nota dal 2012 (scoperta dal gruppo statunitense di Boston coordinato da Bruce Spiegelman con la partecipazione dell’italiano Saverio Cinti, dell’universita’ di Ancona), il suo effetto benefico sulle ossa e’ stato scoperto adesso grazie ad una collaborazione tutta italiana.  Il risultato, pubblicato sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas), si deve alla collaborazione fra il gruppo dell’universita’ di Bari guidato Maria Grano, e quello dello stesso Cinti. I dati finora raccolti nei test sugli animali sono cosi’ incoraggianti che e’ stata depositata una richiesta di brevetto.  ‘Ulteriori studi condotti su animali utilizzati come modello dell’osteoporosi si stanno rilevando promettenti”, ha detto Grano. ”Probabilmente – ha aggiunto – il principale ruolo della molecola sullo scheletro agisce a piccole concentrazioni, mentre a dosi piu’ elevate agisce anche sul grasso”. Per Cinti, che dirige il centro sull’Obesita’ dell’universita’ di Ancona, avere scoperto l’effetto dell’ormone sulle ossa risponde ad una duplice sfida: ”sappiamo che la nostra societa’ in futuro si trovera’ ad affrontare sia il problema dell’obesita’, sia le malattie dello scheletro dovute alla durata sempre maggiore della vita, prima fra tutte l’osteoporosi. Sappiamo infatti – ha proseguito – che l’irisina stimola le cellule che fanno crescere l’osso”.  Se questo ormone amico delle ossa diventera’ un farmaco, i primi a beneficiarne, secondo i ricercatori, saranno gli anziani. ”Puntiamo ad avere un farmaco per – ha spiegato Grano – chi non ha la possibilita’ di fare attivita’ fisica, come gli anziani che non possono muoversi o persone paralizzate, ma anche per gli astronauti che quando sono in orbita perdono massa ossea a causa della mancanza di gravita”’