Miranda Kerr, regalo in gioielli da 8 milioni di dollari. Ma li restituisce: ecco perché

Miranda Kerr ha riconsegnato alla giustizia americana un “bottino” di gioielli del valore di 8,1 milioni di dollari: le erano stati regalati da un uomo d’affari malesiano, Jho Low, vicino alla famiglia del Primo ministro Najib Razak. Ma non è tutto oro quello che luccica. O meglio: quello che luccica non è tutto puro.

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Gli accessori di grande valore, infatti, erano legati ad una vicenda di corruzione che ha investito 1Malaysia Development Berhad (1MDB), un fondo pubblico creato nel 2009 per modernizzare il Paese di cui il Primo ministro malese è presidente. Pare che il complotto internazionale sia stato architettato per riciclare miliardi di dollari sottratti da 1MDB. «Dall’inizio delle indagini, Miranda Kerr ha collaborato pienamente e si è impegnata a restituire al governo i gioielli offerti. Continuerà a seguire l’inchiesta finché le sarà possibile», ha detto un portavoce della polizia di Los Angeles all’agenzia di stampa Afp. La modella australiana è una delle celebrities coinvolta nello scandalo 1MDB. A metà giugno, anche Leonardo DiCaprio aveva restituito molti regali ricevuti proprio da Low tra cui un Oscar assegnato a Marlon Brando, una tela di Picasso e un collage di Basquiat. Né la modella né l’attore sono coinvolti in procedimenti avviati dal Dipartimento di Giustizia.

Parto choc: in mezzo alla natura e senza medici. “Era il mio grande sogno”

Si chiama Simone Surgeoner, ha 43 anni e ha messo al mondo il suo quarto figlio in mezzo alla natura, senza alcun supporto medico. La sua voglia era quella di emulare i parti antichi, dove la tecnologia non esisteva e tutto veniva affidato alla benevolenza di Madre Natura.

1861037_video_90148Per rendere unica la sua esperienza, Simone Surgeoner ha fatto documentare tutto da suo marito Nick con un video abbastanza esplicito che mostra attimo dopo attimo le fasi del parto: il dolore, le contrazioni, la nascita, la gioia. Il video, appena è stato diffuso in rete ha fatto registrare numeri record: è stato visto da oltre 52 milioni di persone.Tutto risale al 2012 ma ora, nonostante sia passato qualche anno dalla sua esperienza, è tornata a parlarne, dando qualche giudizio sul grande clamore mediatico e sulle critiche scatenate dal suo parto.  “Non sono una hippy, ma volevo che mio figlio nascesse lontano dalle macchine dell’ambiente ospedaliero – ha commentato Simone Surgeoner -. Le donne hanno dato alla luce i figli nella natura per migliaia di anni ma il pensiero di una donna moderna, accovacciata vicino ad un torrente per partorire, ha fatto venire la pelle d’oca a moltissime persone”.  Il video, infatti, dalla data di pubblicazione ad oggi, è stato bersagliato da moltissime critiche. In molti non riescono a concepire questa scelta di Simone Surgeoner.  “I medici, avendo 39 anni, mi avevano detto che la mia gravidanza era ad alto rischio, ma sono andata incontro al mio destino. Se qualcosa fosse andata storta, sarebbe stato difficile arrivare in ospedale per le cure. Sentivo che avevamo fatto qualcosa di eccezionale e di unico e per questo volevo condividerlo con tutto il mondo”, ha concluso Simone Surgeoner.

Tatuaggi su 7 milioni di italiani, lʼIss avverte: sottostimate le complicanze

Tredici italiani su cento hanno almeno un tatuaggio sulla pelle. In tutto i tatuati nel nostro Paese sono sette milioni, soprattutto donne, pari al 13,8% del totale. A “disegnarsi” la pelle sono invece l’11,7% degli uomini. Ad avere complicanze o reazioni negative risulta che siano il 3,3%, ma il dato appare sottostimato a quello reale.

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A fare i calcoli per tratteggiare l’identikit degli amanti del tatto è l’Istituto superiore di sanità. Le complicazioni che si segnalano più frequentemente, secondo lo studio Iss, sono dolori, granulomi, ispessimento della pelle, reazioni allergiche, infezioni, pus. E, se tanti sono quelli che soffrono di qualche malessere collegato alla scelta di tatuarsi, tanti sono anche quelli che si pentono della decisione. Il 17% non lo rifarebbe e oltre il 4% ha già deciso di sottoporsi a trattamenti per cancellare un disegno che non vogliono più.
Il 7,2% dei tatuati ha meno di 18 anni, sempre secondo il rapporto dell’Istituto superiore di sanità. E diversi sono i gusti tra uomini e donne: i primi preferiscono tatuarsi braccia, spalle e gambe, le seconde soprattutto schiena, piedi e caviglie. Il 76,1% si rivolge a un centro specializzato e il 9,1% a un centro estetico, ma il 13,4% del totale va fuori dai centri autorizzati.