Pelle abbronzata? Non nel 2016: ecco la nuova moda da spiaggia per le donne

Estate vuol dire abbronzatura? Non per la stagione 2016. Sembra che la mania di avere la pelle scura e dorata sia passata di moda lasciando spazio al mantenimento del pallore invernale. Sono sempre più le donne, soprattutto le più mature, che decidono di proteggersi con schermi totali, cappelli e ombrelloni.

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Rughe, macchie e rischi legati all’esposizione sono tra i principali dissuasori, certo è che secondo il sito Cougaritalia.com sono sempre meno le donne al sole. Il 36% delle intervistate, come prevedibile, ha paura dei raggi Uv e per nessuna ragione al mondo esporrebbe viso e pelle a invecchiamento precoce, il 31% teme invece di rovinare lo sguardo con fotocheratite e fotocongiuntivite, il 23% adora le nottate folli e preferisce dormire al mattino piuttosto che andare in spiaggia, il 17% delle intervistate ha dichiarato che il pallore può essere considerato un simbolo di nobiltà, mentre il 13%  ha ammesso che non si sdraia al sole per paura di non reggere il confronto con le più giovani in bikini.  I motivi sono i più disparati, ma certo è che la mania del sole e dell’abbronzatura sembra sparire con gli anni.

Avete macchie bianche sulle unghie? Ecco cosa può essere

Sulle unghie delle vostre mani avete notato antiestetiche macchie bianche? Meglio non sottovalutare il problema. La causa infatti non sarebbe solo da imputare a una mancanza di calcio, ma il maggior indiziato sarebbe lo stress, con una conseguente carenza di zinco. Lo riporta il sito Il Giornale.

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Stanchezza e nervosismo (e mancanza di vitamine B e B5) sarebbero responsabili anche del dolore alla mascella. Poiché senza accorgercene, saremmo portati a digrignare i denti.  Stessa storia per i tagli sulla lingua, che sarebbero generati dalla mancanza di vitamina B6. Insomma, non bisogna sottovalutare i messaggi del corpo e quando lo stress diventa eccessivo, forse è il caso di concedersi un momento di relax.

Selfie più pericolosi di una lampada: ecco gli effetti sulla pelle nel tempo…

Macchie sulla pelle e rughe in aumento, scattarsi troppi selfie ha lo stesso effetto sulla pelle di una lampada.  Mehreen Baig, blogger 26enne di Londra, si scattava fino a 50 selfie al giorno per postarli sul suo blog e su Instagram. Ma con il passare del tempo, si legge sul ‘Mail online’, la giovane si è accorta di come quella luce blu (HEV) emessa da cellulari, computer portatili e tablet sia dannosa per la pelle visto l’invecchiamento precoce del suo viso.

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Danni che ricordano molto da vicino quelli provocati dai raggi UVA e UVB.  La ragazza aveva notato come sul suo viso fossero comparse nuove lentiggini, i pori fossero più dilatati e le occhiaie più marcate. Il trucco era ormai diventato indispensabile per coprire certi ‘difetti’. Così ha deciso di rivolgersi al dermatologo Simon Zokaie il quale le ha spiegato in modo semplice ma dettagliato cosa può provocare la sovraesposizione alla luce HEV.  Ci sono tre fattori principali, ha spiegato l’esperto, che recano danni alla pelle: l’inquinamento, il sole e la luce HEV. La combinazione di questi tre fattori provocano calore e infiammazione sotto la pelle, rallentando la sua capacità di guarire e proteggere se stessa.  La pelle della 26enne è stata poi ‘scansionata’ da un macchinario che ha analizzato la dimensione dei pori, i danni del sole, pigmentazione, linee e rughe, l’umidità e, naturalmente, i danni luce HEV. Un’analisi approfondita dalla quale è risultato come la sua pelle fosse stata danneggiata dalla luce HEV e di quanti danni in realtà non fossero ancora visibili.  Il fatto è che la protezione solare non può proteggere la pelle dalla luce HEV, almeno per ora. La cosa migliore da fare, ha spiegato l’esperto alla ragazza, è proteggerla 24 ore su 24 con sieri e creme antiossidanti durante il giorno.