L’elisir di lunga vita? I cibi fermentati. Ecco i 5 piatti per vivere a lungo

Mangiare bene, si sa, giova alla salute. Ma ci sarebbe un tipologia di alimenti che funziona addirittura come elisir di lunga vita. Si tratta dei cibi fermentati, che avrebbero qualità benefiche per il nostro organismo. La fermentazione, ovvero il processo di deterioramento di un alimento, avrebbre dunque effetti desiderabili. I cibi fermentati sono ricchi di flora batterica, utile per tenere in salute il nostro corpo.
Ecco allora 5 piatti che allungano la vita. Tutti esotici, tranne uno.

1) Brodo di miso. Una piatto tipico della cucina giapponese.

CpLjrQHVIAQGZMP 2) Kimchi. Un piatto coreano con verdure fermentate.

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3) Kefir. Bevanda ottenuta dalla fermentazione del latte.

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4) Tè kombucha. Si tratta di un infuso fermentato con una massa solida macroscopica di batteri e lieviti detta “kombucha madre”.

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5) Yogurt fatto in casa, molto più fermentato di quello che si acquista al supermercato.

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L’elisir di lunga vita esiste? Forse sì. Ecco il segreto per vivere il 40% in più

L’elisir di lunga vita esiste? Forse sì. Un ormone in grado di allungare l’aspettativa di vita ‘del 40% in più’. E’ questa l’entusiasmante scoperta di un team di ricercatori della School of Medicine di Yale, che ha rintracciato nella ghiandola del timo quello che potrebbe essere a tutti gli effetti l’elisir di lunga vita . Ma come? Secondo gli scienziati, aumentando i livelli dell’ormone conosciuto come FGF21 si potrà proteggere il sistema immunitario dai danni causati dall’età. A riportare lo studio è il Daily Mail.

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Capitanato da Vishwa Deep Dixit, professore in medicina comparativa e immunobiologia dell’università statunitense, il team ha potuto studiare gli effetti dell’ormone su topi anziani geneticamente modificati con elevati o scarsi livelli di FGF21: i risultati hanno dimostrato che l’incremento dell’ormone ha protetto la ghiandola endocrina del timo – posta dietro allo sterno e davanti al cuore – dall’aumento di peso collegato all’età avanzata, oltre ad aver aumentato la capacità della ghiandola di produrre nuovi linfociti T, dato in controtendenza con la sua funzionalità ridotta tipica dell’invecchiamento. Di contro,l’abbassamento dei livelli di FGF21 ne ha invece accelerato la degenerazione.  Una scoperta innovativa che per i ricercatori potrebbe avere future implicazioni nel rafforzamento del sistema immunitario in tarda età, nella cura dell’obesità e in malattie quali il cancro e il diabete di tipo 2. Lo studio è stato pubblicato in ‘Proceedings of the National Academy of Sciences’ e nuove ricerche del team saranno tese a comprendere meglio come l’ormone FGF21 protegga il timo dall’invecchiamento e se una quantità elevata di ormone, somministrata attraverso l’uso di farmaci, potrebbe estendere la durata della vita umana e ridurre l’incidenza di malattie causate dalla perdita della funzione immunitaria causata dall’aumento di età.