GF1, Marina La Rosa: «Ecco come ho dilapidato i guadagni del reality»

«Semplice: mancanza di gestione a monte. I soldi vanno via senza che tu te ne accorga». Marina La Rosa, la leggendaria “Gatta morta” della prima storica edizione del Grande Fratello spiega come ha dilapidato i guadagni provenienti dalla sua partecipazione al reality: «Compri una macchina, fai un viaggio, prendi una casa in affitto a un prezzo spropositato (5mila euro al mese per un appartamento in centro a Roma), poi fai un altro viaggio – ha spiegato in un’intervista a “Il Giorno” – magari affitti un aereo privato perché tanto ne guadagnerai ancora… Chiamiamola immaturità finanziaria. Come entravano così uscivano».

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Tra serate e ospitate i soldi non sono stati pochi: «Con le serate, con la pubblicità, con le ospitate televisive… Ma quei guadagni erano fonte di grande imbarazzo. Tornavo in albergo e non ero felice, perché quei soldi mi sembrava di averli rubati. Un sacco di soldi solo per fare un sorriso, firmare un autografo….»
E infine l’odio proprio per l’appellativo “Gatta morta”, nata mentre era fra le mura di Cinecittà: «Non sapevo neanche cosa fosse, una gattamorta. Quando sono uscita, da un lato mi ha fatto ridere il fatto che la gente non avesse altro da fare che criticare noi, dall’ altra mi ha fatto male la facilità di giudizio, che poi è alla base dell’odio in tante relazioni. Credo che mi abbiano definita così perché mi spalmavo su tutti i divani della casa, appoggiavo la testa sulla spalla di uno, i piedi sull’ altro… ma era quello che faccio sempre a casa con gli amici, con i familiari. E siccome lì nella Casa ero tra estranei – avevo solo vent’ anni allora – ho cercato di ricostruire il clima familiare a cui ero abituata e che mi mancava».

Corona, show e urla in aula contro la pm. Poi chiede scusa: “Sono stanco, non ho più una vita…”

«Ma che domanda è? Me le faccia a me le domande!». Così urlando e agitandosi in aula Fabrizio Corona, in un altro dei suoi classici scatti d’ira, si è rivolto alla pm di Milano Alessandra Dolci nel corso dell’audizione di un testimone, Marco Bonato, amico dell’ex ‘re dei paparazzi’, nell’udienza davanti alla Sezione misure di prevenzione del Tribunale milanese.

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In prima battuta, l’ex agente fotografico, mentre il pm poneva domande al teste, presunto intestatario fittizio della casa di via De Cristoforis sequestrata a Corona assieme agli ormai noti 2,6 milioni di euro in contanti, è ‘esploso’ dicendo: «Ma lui non è un tecnico?». E poi: «Ma che domande fa? Le faccia a me!». Il pm Dolci ha ribattuto rivolgendosi ai giudici: «È inaccettabile, non si può rivolgere così al pm, chiedo che venga allontanato».
Il presidente del collegio Gaetana Rispoli è intervenuta per chiedere «cortesemente» a Corona di «evitare questo atteggiamento, mai visto in quest’aula», senza però espellere l’ex fotografo dei vip. Intanto, Bonato ha riferito che fece da intestatario fiduciario della casa perché Nina Moric, all’epoca moglie di Corona, «quella mattina al telefono mi implorò di andare a Reggio Calabria e intestarmi la casa, perché lui era stato arrestato la notte prima (nel 2008 per la vicenda dei soldi falsi, ndr) e lei era a casa distrutta con un bambino».
POI LE SCUSE «Sono stanco, ho 44 anni, non ho più voglia di fare le guerre, non cerco più la ribalta mediatica, io oggi non ho una vita perché l’ho sprecata tutta a lavorare». Così, anche in modo molto personale come al solito, Fabrizio Corona ha preso la parola e ha parlato per oltre un’ora per difendersi davanti ai giudici della Sezione misure di prevenzione di Milano, che dovranno decidere se confiscare o meno la sua casa sequestrata assieme a 2,6 milioni di euro in contanti. E ha voluto anche chiedere «scusa al pm» Alessandra Dolci «che stimo» e contro cui in precedenza aveva urlato durante l’udienza.
Nelle sue dichiarazioni ‘fiumè con le quali, in sostanza, Corona, come i suoi legali, gli avvocati Ivano Chiesa e Luca Sirotti, ha voluto dimostrare che la casa venne acquistata dalla sua società Fenice senza alcuna irregolarità, l’ex agente fotografico non ha risparmiato anche commenti del tipo: «Mps e Etruria hanno fatto 500 milioni di debiti, hanno truffato i cittadini onesti e a loro non hanno sequestrato nulla».
«Quando sei in galera – ha detto l’ex ‘re dei paparazzì davanti al collegio – fai più fatica a difenderti, io poi ho una maniacalità e una sorta di malattia nella gestione delle mie cose e se oggi avessi la possibilità di entrare nella mia cantina potrei recuperare tutto il materiale sui guadagni delle mie serate e sul resto». Ha sottolineato come le sue società negli anni abbiano «fatturato 17 milioni e ci ho pagato sopra 9 milioni di tasse, non ho portato i soldi all’Isola di Man, io ho sempre e solo lavorato, avevo una bella donna appariscente e poteva sembrare facessi la bella vita, ma lavoravo anche quando mi hanno arrestato l’ultima volta».
Con il pm, poi, dopo le scuse c’è stato anche un simpatico botta e risposta. «Vorrei che il pm mi ascoltasse mentre parlo», ha detto Corona e Dolci: «La ascolto, anche se faccio un’altra cosa». E lui: «Anche io riesco a fare così, anche se sono in pochi quelli che ci riescono davvero». Il pm: «Allora siamo in due». L’ex fotografo dei vip ha ribadito, come già altre volte, che «dopo il 2007-2008 non ho più commesso reati, ma solo l’unico che deve pagare sempre, io firmo autografi in carcere a tutti i detenuti, questo sono io e forse a qualcuno non piace come sono».
Oggi in udienza è stato ascoltato anche il consulente della difesa dell’ex agente fotografico, Andrea Perini, commercialista e professore, che è tornato a parlare, tra le altre cose, dei ricavi ‘in nerò di Coronaper le serate: «Un milione e 130 mila euro tra novembre 2015 e luglio 2016». E ha evidenziato come del debito fiscale di circa 9 milioni che ha Corona, oltre 6 milioni sono soltanto per sanzioni e interessi di mora. Nella prossima udienza, fissata per il 19 dicembre, parleranno pm e difesa e poi i giudici dovranno decidere se confiscare o meno casa e soldi sotto sequestro.