Ritirato in tutta Italia il farmaco anti reflusso: ecco i lotti interessati

Ritirato il farmaco generico Pantoprazolo della Eg Spa. Lo ha comunicato l’Aifa che ha disposto il richiamo dal mercato del lotto 60801 con scadenza 02-2021. Le confezioni interessate sono quelle da 20 milligrammi da 14 compresse. L’ AIC è 038440020. Il ritiro si è reso necessario dopo la segnalazione del colore alterato delle pasticche. Un provvedimento peraltro già preso qualche mese fa, a febbraio 2016, sempre nei confronti dello stesso prodotto e della stessa azienda farmaceutica che tratta di specialità medicinali equivalenti.

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Il pantoprazolo è utilizzato per il trattamento della malattia da reflusso di grado lieve e dei sui suoi sintomi, dal rigurgito acido alla disfagia. Ne fanno uso moltissime persone sempre più colpite dai disturbi gastro intestinali provocati da cattiva alimentazione e stili di vita non corretti. Chi dovesse avere in casa una confezione del lotto indicato non ne faccia uso.
Il farmaco è indicato anche nel trattamento a lungo termine e prevenzione delle recidive delle esofagiti da reflusso. E nella prevenzione delle ulcere gastroduodenali indotte dai cosiddetti Fans, i farmaci antiinfiammatori non steroidei non selettivi, in tutti quei pazienti a rischio che hanno necessità di essere trattati con gli stessi. L’Agenzia del farmaco ha precisato che la Eg Spa, del gruppo Stada, entro qualche giorno dovrebbe fornire informazioni su eventuali altri lotti interessati e sulle azioni correttive che intenderà adottare. Nel frattempo il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute verificherà l’avvenuto ritiro e, in caso di presenza nelle farmacie, provvederà al sequestro del lotto richiamato.

L’ormone che brucia i grassi e fa dimagrire: “Come fare palestra”. Presto un farmaco?

Un ormone ha gli stessi benefici della palestra: fa bene allo scheletro, rafforzando le ossa, e in dosi maggiori aiuta a bruciare i grassi e quindi a dimagrire. Si chiama irisina ed e’ naturalmente presente nell’organismo, dove viene prodotto dai muscoli durante l’esercizio fisico.

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Se per i piu’ pigri e’ suggestiva l’idea di un farmaco che possa far bene come la palestra, il primo obiettivo dei ricercatori e’ mettere a punto una futura arma contro malattie delle ossa tipiche dell’invecchiamento, come l’osteoporosi.  Sebbene l’irisina sia nota dal 2012 (scoperta dal gruppo statunitense di Boston coordinato da Bruce Spiegelman con la partecipazione dell’italiano Saverio Cinti, dell’universita’ di Ancona), il suo effetto benefico sulle ossa e’ stato scoperto adesso grazie ad una collaborazione tutta italiana.  Il risultato, pubblicato sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas), si deve alla collaborazione fra il gruppo dell’universita’ di Bari guidato Maria Grano, e quello dello stesso Cinti. I dati finora raccolti nei test sugli animali sono cosi’ incoraggianti che e’ stata depositata una richiesta di brevetto.  ‘Ulteriori studi condotti su animali utilizzati come modello dell’osteoporosi si stanno rilevando promettenti”, ha detto Grano. ”Probabilmente – ha aggiunto – il principale ruolo della molecola sullo scheletro agisce a piccole concentrazioni, mentre a dosi piu’ elevate agisce anche sul grasso”. Per Cinti, che dirige il centro sull’Obesita’ dell’universita’ di Ancona, avere scoperto l’effetto dell’ormone sulle ossa risponde ad una duplice sfida: ”sappiamo che la nostra societa’ in futuro si trovera’ ad affrontare sia il problema dell’obesita’, sia le malattie dello scheletro dovute alla durata sempre maggiore della vita, prima fra tutte l’osteoporosi. Sappiamo infatti – ha proseguito – che l’irisina stimola le cellule che fanno crescere l’osso”.  Se questo ormone amico delle ossa diventera’ un farmaco, i primi a beneficiarne, secondo i ricercatori, saranno gli anziani. ”Puntiamo ad avere un farmaco per – ha spiegato Grano – chi non ha la possibilita’ di fare attivita’ fisica, come gli anziani che non possono muoversi o persone paralizzate, ma anche per gli astronauti che quando sono in orbita perdono massa ossea a causa della mancanza di gravita”’