Allarme Meningite, parla l’esperto: “E’ un errore parlare di epidemia”

È un grave errore dire che siamo in presenza di un’epidemia di meningite. I casi sono stabili negli ultimi anni, ma in Italia la vaccinazione contro i vari patogeni che causano la malattia è cronicamente insufficiente, e questo in qualche modo lo stiamo pagando. Il nuovo Piano Vaccinale ci aiuterà a ridurre i contagi». Così all’Ansa, in merito agli ultimi casi di meningite registrati in Italia, Ranieri Guerra, direttore generale della Prevenzione sanitaria del Ministero della Salute.

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La meningite nel nostro Paese, precisa l’esperto, «c’è sempre stata e, come abbiamo visto anche negli ultimi giorni, non tutti i casi sono dovuti al meningococco C». Complessivamente, sottolinea, «si sono verificati 1.479 casi di meningite nel 2014, 1.815 nel 2015 e 1.376 nel 2016. Di questi, i casi dovuti a meningo B sono stati rispettivamente 55, 49 e 53. Mentre quelli da meningo C 36,63,57».
La meningite è infatti «un quadro clinico che può esser dovuto a un insieme variegato di patologie con stessa sintomatologia ma dovute a patogeni diversi che possono dare origine a forme di gravità diversa e non tutte si trasmettono con la stessa facilità. Ad esempio, la C ha in genere conseguenze molto gravi che possono portare alla morte. Quando a provocarla è il meningo B in linea di massima si guarisce». C’è poi meningite da Emophilus B, Eschirichia coli, Listeria, Tubercolosi, o da Pneumococco, come quella che ha colpito il 50enne deceduto oggi al Policlinico Umberto I di Roma. «Non si possono mettere tutte insieme e dire che siamo di fronte a un’emergenza altrimenti rischiamo di creare confusione nella percezione da parte della popolazione». Quanto alla diffusione, sottolinea Guerra, «c’è sicuramente una particolare circolazione del meningo C in Toscana ma per quanto riguarda gli altri batteri siamo nella media stagionale». Ciò non significa che non valga la pena cercare di ridurre al massimo i casi che sporadicamente si verificano. È questo uno degli obiettivi del nuovo Piano di Prevenzione Vaccinale 2017-2019 che entra in vigore insieme ai nuovi Livelli Essenziali di Assistenza. «Finalmente – spiega Guerra – metterà ordine tra le regioni e ci permetterà di unificare i diversi calendari regionali e migliorare le coperture. Renderà infatti gratuita in tutta Italia la vaccinazione contro le meningiti per i vari germi a seconda delle età più esposte e per i gruppi di popolazione più vulnerabili. Così – conclude – sarà possibile creare immunità di gregge e limitare la circolazione di questi batteri».

Usi il balsamo dopo lo shampoo? Hai sempre commesso un grosso errore

Se fino ad oggi hai usato il balsamo dopo lo shampoo hai sempre commesso un grande errore. A dirlo è la beauty editor Anna Pursglove.
Secondo la Pursglove il modo migliore per avere capelli morbidi e voluminosi è mettere il balsamo prima dell shampoo.

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l balsamo è infatti più difficile da risciacquare, appesantisce il capello e, quando usato dopo, lascia la chioma piatta, senza vita. La stessa Anna si è sottoposta a un esperimento per una settimana applicando il balsamo sui capelli baganti prima di lavarli per risciacquare dopo con lo shampoo. L’effetto di un super volume e morbidezza è assicurato si dal primo lavaggio, provare per credere.