Ebola, per gli Uomini sopravvissuti niente sesso per tre mesi

slide_348264_3705090_freeGli uomini che guarisco da Ebola non possono fare sesso per i tre mesi successivi alla scomparsa dei sintomi. A sancirlo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, dopo aver verificato che il virus sopravvive per almeno 82 giorni nel liquido seminale. Che è dunque altamente contagioso.   Stesso discorso per il sesso orale o la masturbazione, dal momento che il virus si trasmette attraverso il contatto con i liquidi. E tra questi appunto lo sperma.  L’Oms ha scoperto che, su tre uomini sopravvissuti a Ebola, nel primo il virus era presente nel liquido seminale 40 giorni dopo la guarigione, nel secondo dopo 61 e nel terzo dopo 82 giorni.

Ebola, rischio contagio sessuale: Il virus si trasmette fino 2 mesi dopo la guarigione

122838050-699b9509-1c63-4277-a437-522d7a2c19d1L’Ebola fa paura anche tra le lenzuola. È stato provato che il virus può diffondersi per via sessuale fino a due mesi dopo la guarigione dell’individuo. Il virus Ebola può essere trasmesso da un soggetto infetto non solo a partire dal momento della comparsa dei sintomi tipici della malattia (Evd), come la febbre, ma in casi particolari anche prima della comparsa dei sintomi e dopo l’avvenuta guarigione del paziente.
– RISCHI CONTAGIO VIA SESSO PURE DOPO GUARIGIONE: Virus Ebola ”vitale è stato isolato nello sperma umano fino a 7 settimane dopo la guarigione”, afferma l’Ecdc. Serbatoi di virus Ebola, si legge nel report, ”sono stati individuati nel latte materno e sperma dopo la scomparsa del virus dal sangue”.  – RISCHIO TRASMISSIONE DA DONAZIONE SEME E OVULI: ”Il rischio di trasmissione del virus Ebola andrebbe considerato in relazione alle donazioni di cellule riproduttive”, sia per fecondazione omologa che eterologa, avverte l’Ecdc, precisando tuttavia che ”l’evidenza che il virus possa persistere per un lasso di tempo nel corpo umano dopo la guarigione è insufficiente per definire uno specifico periodo di differimento” per la donazione. Tale periodo è fissato in 12 mesi dopo la guarigione. Infatti, ”dopo la guarigione dalla fase acuta, un paziente può continuare a secernere virus infettivi e vitali per lunghi periodi”.  – CONTAGIO DA SANGUE E ORGANI PRIMA DI 21 GIORNI: L’Ecdc afferma che ”è stata descritta la possibile evenienza di infezioni asintomatiche con replicazione virale in atto”. Dunque, il sangue e gli organi di un paziente infetto possono trasmettere il virus sin dall’inizio della malattia, prima della comparsa dei sintomi al termine del periodo di 21 giorni di incubazione. Sulla base di questa allerta, il Centro nazionale sangue ha emanato una circolare ai centri trasfusionali in cui si prevede, in via precauzionale, lo stop alle donazioni di sangue per 60 giorni per chi rientra dai Paesi africani a rischio Ebola e per coloro che hanno avuto contatti con soggetti a rischio. Analogo ‘stop’ anche per i trapianti di organi da tali soggetti.  L’Ecdc precisa tuttavia che vi sono ”dati limitati sul quando un paziente diventi infettivo durante il periodo di incubazione. Si presume che la replicazione del virus nei fluidi corporei non sia sufficiente nella fase pre-sintomatica a determinare una trasmissione da persona a persona attraverso i contatti quotidiani. Tuttavia, non ci sono dati sul quando la fase di viremia cominci nel periodo di incubazione. Nella fase dei sintomi, invece, il virus è presente in alta concentrazione nei fluidi corporei, tessuti e organi”.  – COME SI TRASMETTE IL VIRUS: Quando l’infezione si manifesta negli esseri umani, il virus si può diffondere tramite contatti diretti attraverso pelle con ferite, o mucose e membrane, con sangue o fluidi di un malato. I fluidi includono: urina, saliva, feci, vomiti, liquido seminale e altri.  – CONTAGIO DA OGGETTI E ANIMALI: Il contagio può avvenire inoltre con oggetti quali aghi e siringhe contaminati. L’infezione può essere trasmessa anche tramite animali malati.  – COME NON SI TRASMETTE IL VIRUS: L’ebola non si diffonde tramite aria, acqua o cibo. Le persone a più alto rischio sono gli operatori sanitari e le famiglie in contatto con i malati.

Ebola, a ‘Le Iene’ tutta la verità sul virus: dal contagio ai rischi che corriamo

imagesL’ebola, la più grande epidemia degli ultimi anni, ha già fatto migliaia di vittime in Africa e in queste ultime settimane ha colpito anche in Europa con casi in Germania e Spagna, senza dimenticarsi dei contagiati americani. Nella puntata de ‘Le Iene’ andata in onda ieri sera Nadia Toffa, attraverso interviste e testimonianze, cerca di fare il punto sulla situazione, spiegando la storia del virus e chiarendo i dubbi sul contagio.
IL VIDEO  Come si trasmette il virus dell’ebola?Come si prende l’ebola? Da dove nasce il virus? Quanto rischiamo in Italia? Quali sono le precauzioni da prendere? Questi gli interrogativi posti al professor Massimo Gallo e della dottoressa Livia Tampellinni di Medici Senza Frontiere.  IL CONTAGIO Il virus è veicolato in Africa dai pipistrelli, che ne sono portatori sani, e il contagio avviene per contatto col sangue infetto degli animali. Anche il contagio tra uomo e uomo avviene per contatto con il sangue infetto e i fluidi corporei, come saliva, sudore e liquido seminale. L’importante è sempre lavarsi bene le mani, come per prevenire tutte le malattie.

Ebola, secondo presunto caso negli Usa: Ricovero sospetto a New York

20140419_virusIl virus ebola fa sempre più paura all’Occidente e dopo il caso del medico malato, scoppia la paura per un presunto contagio.
Un uomo è stato ricoverato nel Mount Sinai Hospital di New York e viene sottoposto a controlli per verificare se abbia contratto il virus Ebola. Lo riferiscono i media americani. L’uomo era appena rientrato da un viaggio nell’Africa occidentale, in uno dei Paesi colpiti dal virus, e ha sviluppato una febbre alta, fatto questo che ha allertato le autorità.