Nina Moric, confessione a Domenica Live: «Corona non può insultare la madre di suo figlio»

«La vita è un dono prezioso. Le persone si evolvono, cercano di imparare dai loro stessi errori. Sto cercando di fare così e di migliorare me stessa».
Nina Moric a Domenica Live parla del rapporto con Luigi Favoloso e della presunta crisi che, stando a quanto dichiarato da Favoloso, sarebbe iniziata già prima del suo ingresso nella Casa del Grande Fratello.

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«Non la chiamerei crisi», dice Nina Moric, che però poi fa un passo indietro e risponde ad alcune accuse.
«La gente si sofferma all’apparenza di Nina Moric, hanno detto “non si regge in piedi, va aiutata”, io non devo essere aiutata, non sono fragile, altrimenti non sarei qui, sono una donna fortissima, con tutte le cose che ho passato nella vita io sono ancora in piedi. Io sono l’esempio di una donna che ce l’ha fatta e ce la farà sempre ad alzarsi in piedi».
Il riferimento è anche a Cristiano Malgioglio che aveva detto che la Moric aveva bisogno di aiuto: «Chiedo scusa a Cristiano perché ho alzato i toni».
Il tema però rimane e la Moric ci tiene a chiarirlo.
«Io sono una donna con le spalle larghe e non c’è nessuno a questo mondo che mi possa mettere i piedi in testa. Sono una madre, sono una donna e merito rispetto. Mi rialzo sempre, non smetterò mai di farlo, so quanto valgo. Quelli che giudicano sempre dai social sono i primi che vanno aiutati perché giudicare è la cosa più facile del mondo. Io non sono qui per cambiare le opinioni degli altri. Io so chi sono: sono una donna e una madre e voglio mi sia portato rispetto».
Non mancano risposte a chi ha detto che è stata strumentalizzata quando è entrata nella Casa.
«Non sono stata strumentalizzata, ho chiesto io di entrare».
Parole importanti per Fabrizio Corona e per il figlio in comune.
«Per l’amore di quel piccolo angelo, chiedo al padre di non andare in televisione a insultare la madre di suo figlio. Io sono legata a Fabrizio, non rinnego nulla, rifarei tutto, perché dal nostro rapporto è nato quella meraviglia di nostro figlio».
A Nina Moric è stato tolto l’affidamento del figlio.
«Io ancora non so perché. I giudici non sono stati in grado di spiegarmi perché non posso stare con mio figlio».
Dal dolore per il figlio si passa poi al rapporto con Luigi Favoloso.
«L’amore si può definire in mille modi. Io credo che più che altro dobbiamo trovare una nostra serenità se vogliamo veramente andare avanti. Io vado oltre, sono andata oltre l’accaduto. Se saranno rose fioriranno».
Vuole dire qualcosa a Luigi?
«Non credo abbia bisogno di consigli, è grande e vaccinato deve fare della sua vita quello che vuole. Gli auguro che pensi a se stesso e alla sua felicità, non alla mia».

Rischia di diventare cieca per una tintura per capelli: “Mi sono pentita”

Una banale tintura per capelli usata su ciglia e sopracciglia ha gonfiato e danneggiato gli occhi di Tylah Durie, australiana di 16 anni. Tutto a causa di una reazione allergica alle componenti del prodotto.

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I bulbi oculari della ragazza avevano l’aspetto di due palloni ed erano pieni di pus. L’adolescente era anche terrorizzata dal dolore insopportabile andato avanti per quattro giorni.
“Era come avere della sabbia dentro gli occhi e non essere in grado di farla uscire – ha spiegato la ragazza al Mirror. – le sopracciglia hanno cominciato a bruciare 30 minuti dopo l’applicazione.
Il suo volto, totalmente stravolto, assomigliava a quello di un anfibio. Per i medici ha rischiato di perdere la vista e rimanere cieca. “Ero davvero spaventata e mi pento di non essermi sottoposta a un test preliminare sulla mia pelle prima”.

Parto choc: in mezzo alla natura e senza medici. “Era il mio grande sogno”

Si chiama Simone Surgeoner, ha 43 anni e ha messo al mondo il suo quarto figlio in mezzo alla natura, senza alcun supporto medico. La sua voglia era quella di emulare i parti antichi, dove la tecnologia non esisteva e tutto veniva affidato alla benevolenza di Madre Natura.

1861037_video_90148Per rendere unica la sua esperienza, Simone Surgeoner ha fatto documentare tutto da suo marito Nick con un video abbastanza esplicito che mostra attimo dopo attimo le fasi del parto: il dolore, le contrazioni, la nascita, la gioia. Il video, appena è stato diffuso in rete ha fatto registrare numeri record: è stato visto da oltre 52 milioni di persone.Tutto risale al 2012 ma ora, nonostante sia passato qualche anno dalla sua esperienza, è tornata a parlarne, dando qualche giudizio sul grande clamore mediatico e sulle critiche scatenate dal suo parto.  “Non sono una hippy, ma volevo che mio figlio nascesse lontano dalle macchine dell’ambiente ospedaliero – ha commentato Simone Surgeoner -. Le donne hanno dato alla luce i figli nella natura per migliaia di anni ma il pensiero di una donna moderna, accovacciata vicino ad un torrente per partorire, ha fatto venire la pelle d’oca a moltissime persone”.  Il video, infatti, dalla data di pubblicazione ad oggi, è stato bersagliato da moltissime critiche. In molti non riescono a concepire questa scelta di Simone Surgeoner.  “I medici, avendo 39 anni, mi avevano detto che la mia gravidanza era ad alto rischio, ma sono andata incontro al mio destino. Se qualcosa fosse andata storta, sarebbe stato difficile arrivare in ospedale per le cure. Sentivo che avevamo fatto qualcosa di eccezionale e di unico e per questo volevo condividerlo con tutto il mondo”, ha concluso Simone Surgeoner.

Chirurgia “fai da te”, Apryl perde mani e gambe: “Non voleva un sedere piatto”

20140707_73639_apryl7Apryl Brown, canadese di 47 anni, ha imparato a sue spese che la ricerca disperata della bellezza non sempre porta i risultati sperati. La donna, infatti, ha perso le braccia, le gambe e la carne intorno alle natiche in seguito a un’iniezione di silicone nel suo posteriore. Un piccolo intervento fatto nel tentativo di sbarazzarsi del suo sedere piatto.   Brown era una parrucchiera stimata e madre felice di due figli. Un’unica fissazione: non era soddisfatta del suo lato B e lo vedeva come un difetto. Così, quando un cliente un giorno le ha offerto una iniezione di silicone a buon mercato, ha colto l’occasione. Era il 2004.”Dopo due trattamenti i miei glutei hanno cominciato a indurirsi e poi a scolorirsi – ha spiegato al Daily Mail. – Nel 2006 è iniziato il prurito e poi il dolore. Non riuscivo a dormire, non riuscivo a mangiare, non riuscivo nemmeno a concentrarmi”.
Più in là si è scoperto che alla Brown era stato iniettato un silicone di tipo industriale più comunemente usato nei bagni.Nel 2010 il ricovero in ospedale con un’infezione da stafilococco. Agli arti i segni inconfondibili della necrosi. I medici, tuttavia, sono stati in grado di salvare la vita di Apryl amputandole le mani, le gambe e la carne intorno a fianchi e ai glutei.  Apryl ha imparato la lezione e sta cercando con la sua storia di mettere in guardia le persone attratte dalla chirugia estetica ‘facile’ e a buon prezzo. Non si sa mai cosa può accadere se ci si affida alle persone sbagliate.