L’elisir di lunga vita? I cibi fermentati. Ecco i 5 piatti per vivere a lungo

Mangiare bene, si sa, giova alla salute. Ma ci sarebbe un tipologia di alimenti che funziona addirittura come elisir di lunga vita. Si tratta dei cibi fermentati, che avrebbero qualità benefiche per il nostro organismo. La fermentazione, ovvero il processo di deterioramento di un alimento, avrebbre dunque effetti desiderabili. I cibi fermentati sono ricchi di flora batterica, utile per tenere in salute il nostro corpo.
Ecco allora 5 piatti che allungano la vita. Tutti esotici, tranne uno.

1) Brodo di miso. Una piatto tipico della cucina giapponese.

CpLjrQHVIAQGZMP 2) Kimchi. Un piatto coreano con verdure fermentate.

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3) Kefir. Bevanda ottenuta dalla fermentazione del latte.

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4) Tè kombucha. Si tratta di un infuso fermentato con una massa solida macroscopica di batteri e lieviti detta “kombucha madre”.

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5) Yogurt fatto in casa, molto più fermentato di quello che si acquista al supermercato.

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Giovane per sempre! Una pelle perfetta con la dieta antiossidante

La dieta mediterranea ha un forte potere antiossidante, mantiene giovane il cuore e salva le arterie. Inoltre, fa bene all’epidermide e al sesso: grazie ai prodotti della natura viviamo infatti meglio e più a lungo. Scopri come coinvolgere il tuo lui e stuzzicare i sensi con la dieta antiossidante per una pelle giovane, sana e bella.

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SEMPLICE E NATURALE – Eletta patrimonio immateriale dell’umanità, la dieta mediterranea non smette di far parlare di sé. I benefici sono tanti e ci avvicinano allo stile di vita semplice e naturale che per lungo tempo ha contraddistinto l’esistenza dei nostri avi. Dai risultati di un’indagine condotta presso l’Università di Napoli emerge che un’alimentazione ricca di antiossidanti migliora la salute del sistema cardiocircolatorio e aiuta la performance sessuale.

CIBI ANTIOSSIDANTI – Portare in tavola frutta, verdura, pesce e cereali integrali allunga la vita e aiuta a contrastare l’azione dei radicali liberi, responsabili della degenerazione dei tessuti. Fra gli antiossidanti naturali troviamo i legumi, spesso ingiustamente dimenticati, la verdura a foglia verde come gli spinaci, l’olio extravergine d’oliva, il pesce e la frutta dal sapore acidulo, per esempio mirtilli, arance, prugne e ananas. Ricorda che la buccia è la parte più ricca di antiossidanti, quando puoi usala dopo aver lavato il frutto.

APERITIVO A DUE – Trasforma la cena in una festa dei sensi in grado di apportare energia e nutrimento all’organismo: quando siamo elastici e in forma, ci sentiamo più sicuri e intraprendenti anche nel sesso. Lui sta per arrivare? Le ricerche mediche hanno sottolineato il potere antiossidante del vino rosso, da bere con moderazione (uno-due bicchieri al giorno). Scegli una bottiglia di qualità e assapora questo momento speciale insieme al partner. Sì a spiedini di frutta e un piatto con tante ciliegie, more e mirtilli, per reintegrare i liquidi, idratare e fare il pieno di vitamine.

DIETA PER LA PELLE – Combattere contro il tempo non è una buona ragione per lasciarsi andare al cibo spazzatura e divorare le prime cose che capitano. Tieni qualche piatto jolly in frigo: l’insalata può trasformarsi in un piatto coloratissimo grazie a noci, pezzi di frutta e tanti semi (lino, girasole, papavero), ricchi di Omega Tre e preziosi contro l’invecchiamento cellulare. Qualche porzione di verdura, da tenere già pronta in freezer e abbinare a una fetta di salmone, salverà la cena e la salute. Il pesce è ricco di antiossidanti e può diventare l’ingrediente giusto per cucinare al tuo lui una ricetta semplice e sfiziosa.

IDRATAZIONE AL TOP – Dopo il sesso è bello mangiare insieme e imboccarsi a vicenda. Invece di lasciare in frigo bibite gassate e succhi, prepara una spremuta o un centrifugato da condividere con lui. In alternativa, inserisci in una bottiglia d’acqua qualche bustina con tisana al mirtillo, frutti rossi, karkadé, o tè verde e menta fresca. Lascia riposare per una notte e otterrai un’acqua aromatizzata dal sapore fresco e intenso, perfetta per dissetarsi.

CURE DI BELLEZZA – Lo zucchero danneggia la pelle e aumenta la dipendenza dai cibi dolci. Se vuoi stuzzicare il partner con uno spuntino benessere prova con mandorle e nocciole, zenzero essiccato, cioccolato nero, ricco di flavonoidi, yogurt, a cui aggiungere pezzi di frutta fresca. È avanzata della frutta? Versa in una ciotola, aggiungi un cucchiaio di miele e… spalma sul viso! Sarà una maschera beauty semplice e purificante, da fare con lui. Per impiatricciarsi, ridere e dolcemente lavarsi insieme.

La dieta che promette risultati in 10 giorni: ecco come mangiare in tre fasi diverse

La prova costume è alle porte e numerosi regimi dietetici spopolano sul web facendo proseliti e sostenitori. Tra questi la dieta del supermetabolismo elaborata da Haylie Pomroy, nutrizionista e consulente benessere, promette un fisico scultoreo in dieci giorni e ha conquistato le star di Hollywood. Oltre a distinguere i cibi da assumere e quelli da evitare si articola anche in tre fasi.

dimagrire-nepPRIMA FASE Per dare la sveglia al metabolismo sono consigliati frutta e verdura. I carboidrati non vanno eliminati, ma è bene evitare grassi e latticini.

SECONDA FASE La seconda fase punta sulle proteine del pesce, delle carni bianche, dei salumi magri e delle verdure a foglia verde. Anche qui è meglio evitare latticini, grassi, cereali, legumi, frutta e verdura, ad eccezione di cetrioli, pomodori, fagiolini, peperoni, porri, funghi, taccole, melanzane, broccoli, zucchine.

TERZA FASE Nella terza fase vengono reintegrate le fonti di grassi, come olio d’oliva, avocado, semi di girasole, sesamo e zucca.  Tra i consigli dell’autrice c’è quello di cucinare per l’intera settimana cibi da poter surgelare e scongelare a seconda delle esigenze e di evitare i cibi pronti. E’ bene anche evitare di mangiare per stress, ma scegliere il momento giusto anche per carboidrati e dolci.

Acne, pallore e borse sotto gli occhi? Ecco da cosa potrebbero derivare

Se mangi troppi zuccheri ti si legge in faccia. Questo potrebbe essere il motto di una recente ricerca portata avanti dall’Associazione dei dermatologi inglesi, come segnala il quotidiano The Independent. Secondo i medici una dieta ricca di zuccheri non causa solo diabete, carie e sovrapppeso, ma fa male alla pelle facendola sembrare più vecchia. In inglese è quella che chiamano ‘sugar face’, cioè faccia di zucchero, che si manifesta con acne, borse sotto gli occhi e pelle pallida e grassa.

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”I cibi ricchi di zucchero – precisa la dermatologa Tamara Griffiths – hanno un alto indice glicemico, che produce un notevole carico di zuccheri nel corpo e forti fluttuazioni dell’insulina. Nel tempo tutto ciò può portare allo sviluppo di resistenza all’insulina e diabete, che possono accelerare il processo di invecchiamento”. Lo zucchero inoltre distrugge il collagene, facendo perdere freschezza e tonicità alla pelle. ”L’ingestione di cibi zuccherati – continua – agisce direttamente sull’invecchiamento della pelle, danneggiando le molecole che si producono quando gli zuccheri si combinano con proteine e grassi, in un processo noto come glicazione, e si legano al collagene e altri componenti della pelle”. Inoltre lo zucchero è un agente disidratante, e aumenta la produzione di olio nella pelle, rendendola più ‘unta’ e piena di acne. Tuttavia, concludono i medici, se la dieta è bilanciata ed è inserito in uno stile di vita sano, un po’ di zucchero non fa male. Quella che deve è deve preoccupare una dieta con alto contenuto di zuccheri. Il sistema sanitario inglese raccomanda un consumo giornaliero non superiore ai 30 grammi.

I cinque “cibi cattivi” che in realtà fanno bene alla salute

Le uova? Fonti di proteine, vitamine e minerali; i grassi spalmabili, come margarina o burro? Un aiuto contro i problemi cardiovascolari; le patate? Contengono carboidrati e vari tipi di vitamine; i latticini? Molto meno dannosi di quanto si pensi; gli arachidi? Aiutano a prevenire gli infarti. Sono questi, in estrema sintesi, i messaggi che emergono da un recente studio su cinque alimenti considerati “cattivi”, che medici e nutrizionisti ci sconsigliano di assumere per le conseguenze negative sulla salute.

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Ebbene, il professor Scott Harding, titolare di Scienze nutrizionali presso il King’s College di Londra, mette ora l’accento sugli aspetti più trascurati di questi cinque alimenti, soffermandosi cioè sui benefici che, se assunti nelle giuste quantità, questi “falsi nemici” contribuiscono a produrre. Il docente inglese cerca in altre parole di togliere il veto ad arachidi (e relativo burro), uova, margarina, patate e ai tanto bistrattati formaggi, considerati altamente grassi e quindi da consumare il meno possibile. Vediamo quindi a quali conclusioni è giunto il suo studio, partendo dalle uova. A lungo si è ritenuto che facessero male al cuore: un uovo di grandi dimensioni, infatti, contiene circa 185 mg di colesterolo “da alimenti”, ritenuto il principale responsabile dell’innalzamento dei livelli di colesterolo nel sangue (quello che, se agglomerato in dosi eccessive, provoca l’occlusione delle arterie e il rischio di problemi cardio-vascolari). Negli ultimi 20 anni, però, alcune ricerche hanno mostrato che una normale assunzione di questo tipo di colesterolo ha un’influenza davvero bassa sui livelli di accumulo nel sangue. Ora, finalmente, gli esperti di nutrizione (e, tra questi, c’è il professor Harding) cercano di fare un po’ di chiarezza, sostenendo che le uova sono un’importante fonte di proteine, grassi sani, minerali e diverse vitamine. Veniamo al burro, alle margarine e a tutti i grassi spalmabili, la cui storia nutrizionale è alquanto confusa: la margarina, costituita per lo più di grassi vegetali, è stata usata nella maggior parte dei paesi sviluppati fin dalla metà del XIX secolo, in sostituzione del burro. Questo perché, oltre a costare di meno, veniva consigliata dagli esperti, che la ritenevano più salutare: mangiare una quantità inferiore di grassi saturi, infatti, aiuta a prevenire disturbi cardiaci. Sebbene, quindi, ciò abbia portato a un calo del numero di persone affette da problemi vascolari, i ricercatori hanno notato un collegamento tra l’assunzione di TFA (acidi grassi “trans”) – un tipo di grassi a volte utilizzati nella margarina e in parte costituiti da grassi vegetali idrogenati – e le malattie del sistema cardio-circolatorio. Così la margarina senza TFA si è presto diffusa nel mercato, ma il dubbio se i grassi vegetali spalmabili fossero sicuri sembrava essere rimasto. Purché l’olio vegetale parzialmente idrogenato non compaia tra gli ingredienti di un certo alimento, questo tipo di grassi può essere assunto; essi permettono infatti di escludere dalla dieta i grassi saturi, riducendo i rischi per la salute. Le patate sono uno dei pochi vegetali accusati di essere “poco salutari”, a causa del loro alto tasso glicemico; sono spesso associate ai cibi costituiti da carboidrati raffinati. Ma le patate sono anche una ricca fonte di vitamina C, alcune vitamine di tipo B e minerali traccia. Il modo di prepararle può influenzare positivamente l’assunzione dell’amido, l’elemento principale presente in esse: cuocerle e farle raffreddare, infatti, aumenta la quantità di amido resistente, che rimane nell’intestino durante il processo digestivo, con un impatto positivo sulla flora intestinale.
Una volta alimenti base nella dieta di molte persone, latte, burro, yogurt e formaggi non sono più stati consumati nella stessa quantità rispetto a prima, a causa dei messaggi contrastanti sugli effetti prodotti sulla salute. I latticini contengono alti livelli di proteine e di calcio, di cui il corpo ha bisogno; vanno comunque assunti con moderazione, come alcuni alimenti ricchi di grassi saturi. Ma, sebbene sia meglio evitare questi ultimi, non è male consumare prodotti lattiero-caseari, purché ciò rientri in un quantitativo ragionevole. E, infine, uno sfizio più che un vero e proprio alimento: gli arachidi. Alcuni suggeriscono che andrebbero soppressi dalla dieta di chiunque voglia perdere peso, essendo ricchi di grassi e calorie. Ma la ricerca del professor Harding suggerisce che si tratta di un elemento-chiave per un’alimentazione corretta: oltre a mantenere il peso corporeo, proteggono dall’infarto e da altri danni all’apparato cardio-circolatorio. Gli arachidi contengono proteine, fibre dietetiche e micronutrienti. Conclude, quindi, il nutrizionista del King’s College: «Tutti gli alimenti devono rientrare in una dieta sana. Non bisogna cadere nella er cui esistono o “cibi che fanno solo bene” o “cattivi alimenti”. Il consumo entusiastico di un particolare “cibo buono” può essere peggiore che assumere un cosiddetto “cibo cattivo”».

Chi va a dormire tardi ingrassa di più: ecco la spiegazione

Siete abituati ad andare a dormire tardi? Attenzione, fare le ore piccole favorisce l’obesità. È il risultato di uno studio effettuato con il Jawbone, un tracker per il fitness che prende e analizza i dati del vostro corpo nel quotidiano. Come scrive Metro a stimolare l’ingrassamento sarebbe il tipo di cibo mangiato.

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Fare tardi spinge le persone a mangiare cibi con tassi calorici più alti e bere maggiori quantità di alcol. Al contrario chi è abituato a svegliarsi presto e a mangiare cibi più sani. Si parla di un incremento di circa 220 calorie al giorni per le persone “della notte” contro i giornalieri. Volete mantenere una buona linea? Andate a dormire presto.

Smette con la Pepsi e perde 44 kg in 5 mesi. “Ne bevevo 2 litri al giorno, soffrivo per amore”

Bozena Lisowicz, 28enne inglese, ha perso la cifra record di 44 chili in cinque mesi ed ora la sua vita è cambiata. “Avevo problemi di obesità – spiega – a causa di una delusione d’amore. Bevevo anche due litri di pepsi al giorno”.

20141210_85755_pepsiBozena ha iniziato ad avere problemi alimentari quando la lunga relazione con il compagno ha iniziato a naufragare. “Mi sentivo stressata – racconta – e avevo bisogno di mangiare zuccheri”.La ragazza, dunque, è diventata dipendente da dolci e cibi grassi. “Amavo molto anche le bibite gassate, soprattutto la pepsi. Non mi rendevo conto che mi stavo autodistruggendo”.  Dopo qualche tempo, Bozena ha iniziato a soffrire di dolori alle ginocchia a causa del peso. “Mi sono perfino dovuta operare”.  Quando la ragazza è riuscita finalmente a vincere la depressione, ha cominciato ad adottare uno stile di vita sano.  “Oggi sono laureata in psicologia – conclude – e spero di aiutare altre persone con problemi alimentari. Ora la mia fame è solo di conoscenza”.