Liquirizia, le proprietà segrete: protegge fegato e sistema immunitario. Ma meglio non esagerare in gravidanza

Il nome della pianta leguminosa dalla quale viene estratta, la glycyrrhiza, deriva dal greco glucos (dolce) e riza (radice). Le sue proprietà benefiche hanno fatto sì che, per diversi secoli, venisse venduta esclusivamente in farmacia. Nel 2012, è stata perfino eletta pianta medicinale dell’anno a seguito della selezione effettuata dall’Università di Wurburg in Germania e annunciata durante un evento del Wwf. Si tratta della liquirizia.

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Da oltre 5mila anni viene utilizzata a scopo terapeutico: le civiltà cinese, egiziana, greca, romana e indiana ne conoscevano già le proprietà benefiche. Una pianta che può essere consumata in diversi modi: dal mangiucchiare la radice intera al bere gli infusi e i decotti in cui la radice viene spezzettata, dalle caramelle gommose alle pasticche. E’ un ingrediente che ispira molto anche i pasticceri. Il principio attivo più importante della liquirizia è la glicirrizina (ha proprietà espettoranti e gastroprotettrici) che le conferisce un’azione antinfiammatoria e antivirale. La liquirizia offre inoltre una vasta gamma di nutrienti benefici e flavonoidi. E’ una buona fonte di vitamina B1 (tiamina), B2 (riboflavina), B3 (niacina), B5 (acido pantotenico) e vitamina E (tocoferolo). Fornisce inoltre minerali come fosforo, calcio, colina, ferro, magnesio, potassio, selenio, silicio e zinco. E’ un concentrato di fitonutrienti essenziali, tra cui beta-carotene, glicirrizina, glabridinafe, timolo, fenolo, acido ferulico e quercetina. Vediamo più da vicino le proprietà benefiche della liquirizia: Sistema immunitario: la liquirizia aiuta a migliorare il meccanismo di difesa immunitaria del corpo. Aiuta a elevare i livelli di interferone, un agente anti-virale che, insieme all’acido glicirrizico, stimola l’azione delle cellule del sistema immunitario e aiuta nella lotta contro i virus infettivi e batteri come l’influenza. Disturbi respiratori: la liquirizia è utile nel trattamento di mal di gola, tosse, raffreddore, bronchite e malattie polmonari come l’enfisema. Fornisce anche sollievo dalle infezioni delle vie respiratorie superiori causate da virus e batteri. Funziona in modo efficace come espettorante e aiuta a espellere il muco e altre sostanze da bronchi e nei polmoni. Questo aiuta a rilassamento di spasmi bronchiali. Gli studi hanno fornito prove riguardanti l’effetto terapeutico della liquirizia nel ridurre le strozzature nelle vie aeree e suoi effetti benefici nel trattamento dell’asma. Infezioni: la glicirrizina è efficace nel trattamento di infezioni virali, fungine e batteriche. Aiuta in caso di disturbi dello stomaco. L’acido glicirrizico sarebbe in grado di fornire una protezione contro il batterio Helicobacter pylori e può avere effetti terapeutici in caso di cattiva digestione. Trattamento delle ulcere aftose della bocca. Alcuni studi hanno dimostrato che il trattamento con estratto di liquirizia ha determinato un miglioramento significativo nella condizione dei soggetti rispetto alla riduzione del dolore e dell’infiammazione. Salute cardiovascolare: le qualità antiossidanti degli estratti di liquirizia sono efficaci nella prevenzione dello stress cardiovascolare nelle persone diabetiche. Le radici di liquirizia aiutano a fornire protezione vascolare, impediscono la formazione di placche nelle arterie e stimolano il libero flusso del sangue nei pazienti diabetici. Salute dentale: Gli estratti di liquirizia risultano efficaci nella prevenzione e nel trattamento della carie dentale e della gengivite. Proprio grazie agli effetti protettivi antibatterici, gli estratti di radice di liquirizia sono ampiamente utilizzati nella produzione di prodotti per l’igiene orale, come dentifrici e collutori. Protezione del fegato. Le ricerche hanno riscontrato un effetto epatoprotettivo della liquirizia. La glicirrizina sarebbe efficace nel trattamento dei disordini epatici, riducendo la tossicità e stabilizzando le normali funzioni del fegato. I flavonoidi inoltre, grazie alle proprietà antiossidanti e inibitrici, aiutano a proteggere le cellule del fegato dall’alto contenuto di grassi e dai danni provocati dallo stress ossidativo. Disintossicazione: la liquirizia possiede qualità lassative e favorisce la disintossicazione sia del colon che dell’afflusso di sangue. Artrite reumatoide. Gli estratti di liquirizia possiedono proprietà anti-infiammatorie, risulterebbero efficaci nel trattamento di artrite reumatoide.
Menopausa e sindrome premestruale: la radice di liquirizia è efficace nel trattamento dei sintomi della menopausa e della sindrome premestruale. Gli isoflavoni aiutano a mantenere l’equilibrio di estrogeno e progesterone nel corpo. Alcuni studi hanno mostrato risultati positivi per quanto riguarda l’efficacia della liquirizia nel ridurre la frequenza delle vampate di calore notturne e per migliorare la salute fisica e psicologica nelle donne in menopausa. I fitoestrogeni aiutano ad elevare i livelli di progesterone nel corpo, contribuendo ad alleviare i crampi. Cancro: la liquirizia ha effetti chemiopreventivi ed è utile nel trattamento di alcuni tipi di cancro. Alcune ricerche hanno dimostrato effetti anti-proliferativi delle radici di liquirizia nel limitare la crescita delle cellule del cancro al seno. I flavonoidi aiutano a sopprimere la carcinogenesi del colon. Gli estratti di liquirizia sarebbero efficaci nel ridurre la tossicità indotta dai farmaci chemioterapici e inibirebbe la produzione di cellule tumorali. Sindrome da Stanchezza Cronica: la liquirizia è utile per prevenire il malfunzionamento delle ghiandole surrenali, che sono responsabili della produzione di ormoni come il cortisolo, aiuta a gestire lo stress nel corpo e a migliorare la sua funzione complessiva. La glicirrizina aiuterebbe a sentirsi più energici e ridurrebbe i sintomi della sindrome da stanchezza cronica e la fibromialgia. Tubercolosi: alcuni studi hanno dimostrato che la liquirizia è efficace nel trattamento della tubercolosi polmonare e contribuirebbe anche a ridurre la durata del processo di guarigione. Aterosclerosi: le radici di liquirizia possiedono capacità antiossidanti e sono efficaci nel mantenere sani i livelli di colesterolo. Hiv: la liquirizia è efficace nel trattamento di malattie legate all’HIV. Alcuni studi hanno dimostrato che la glicirrizina presente nelle sue radici aiuta a inibire la proliferazione del virus infettante, favorendo la produzione di beta-chemochine. Inoltre aiuta a prevenire la distruzione delle cellule bianche del sangue dal virus Hiv e rafforza il sistema immunitario. Fertilità: Infusi e decotti alla liquirizia possono aiutare nel trattamento di problemi di fertilità nelle donne dovuta a causa di irregolarità ormonali, come ovaie policistiche. Aiuta a regolare la secrezione dell’ormone estrogeno e aiuta a curare eventuali complicazioni di fertilità nelle donne. E ‘efficace nel normalizzare mestruazioni irregolari, aiuta nel ripristino di ovulazione normale e favorisce il concepimento. Obesità: gli estratti di liquirizia possono essere efficaci nel prevenire l’obesità. Epatite: La liquirizia è efficace nel trattamento dell’infezione da virus dell’epatite B cronica. Ulcera gastrica o peptica: la liquirizia priva di glicirrizina si è dimostrata efficace nel trattamento delle ulcere gastriche. Secondo diversi studi, gli estratti di liquirizia esercitano effetti curativi sulle ulcere peptiche senza causare effetti collaterali come l’edema, lo squilibrio elettrolitico, l’ipertensione o l’aumento di peso. Depressione: Diverse ricerche hanno fornito elementi di prova per quanto riguarda l’efficacia dei costituenti liquirizia nella lotta contro la depressione pre e post-menopausa nelle donne. Disordini neurologici: La liquirizia è efficace nel trattamento di disturbi neurologici come la malattia di Lyme e la paralisi di Bell. Aiuta nella prevenzione del flusso involontario di lacrime e dello sviluppo di altri sintomi neurologici come la paralisi nei pazienti affetti da paralisi di Bell. Funzione cognitiva: aiuta nella prevenzione del deterioramento cognitivo e aiuta a migliorare le funzioni di apprendimento e della memoria nei diabetici. Nefropatia diabetica: Diversi studi hanno dimostrato che la liquirizia è efficace nella cura della nefropatia diabetica. L’effetto inibitorio della liquirizia aiuta nella prevenzione e nel trattamento di sintomi quali la glomerulosclerosi. Cura della pelle: la liquirizia è utile nel trattamento di malattie della pelle come l’eczema il cosiddetto piede d’atleta. Alcuni studi hanno dimostrato che l’uso di estratti di liquirizia aiuta ad alleviare il gonfiore e prurito in tali condizioni. Cura dei capelli: la liquirizia è efficace nel mantenere i capelli sani, prevenendo l’insorgenza della forfora. Stimolerebbe inoltre la crescita dei capelli. Controindicazioni: Gravidanza e allattamento: l’eccessivo consumo di liquirizia non è raccomandato durante la gravidanza, in quanto potrebbe portare a conseguenze fatali come il parto prematuro o l’aborto spontaneo. Una ricerca recente, guidata dall’Università di Helsinki e pubblicata sull’American Journal of Epidemiology, ha evidenziato che la glicirrizina può avere effetti nocivi a lungo termine sullo sviluppo del feto, portando a eventuali problemi di memoria, a performance cognitive peggiori che possono penalizzare di sette punti in termini di quoziente intellettivo, e anche a possibili disturbi come quello da deficit di attenzione e iperattività (Adhd).
Ipertensione e disturbi cardiaci: la liquirizia può portare a complicazioni come aritmia cardiaca e insufficienza cardiaca congestizia in alcune persone. Le persone che sanno di avere disturbi cardiaci e ipertensione devono fare attenzione per quanto riguarda il consumo di liquirizia. Condizioni ormonali: la liquirizia ha un effetto estrogenico nel corpo e può peggiorare le condizioni ormone-sensibile come il cancro al seno, fibromi uterini e il cancro ovarico. Complicazioni sessuali: la liquirizia può influenzare i livelli di testosterone negli uomini e ridurre il loro interesse per il sesso.

Non fai la doccia per due giorni? Ecco quello che succede al tuo corpo

Sarà capitato a tutti almeno una volta nella vita di saltare una doccia, pensando “tanto non succede niente”. In realtà pare che non sia proprio così.  Come riporta il Mirror, secondo twentytwowords il nostro corpo ospiterebbe circa mille tipi di batteri e 40 tipi di funghi.

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Elementi che servono a mantenerci in salute, se supportati dall’aiuto di acqua e sapone.  Anche se non sei sudato, infatti, potresti contaminarti. Saltare una doccia, vorrebbe dire far prolificare i batteri. Strofinando poi le mani su occhi e naso diventerebbe più facile ammalarsi. Non è tutto. Essenedo grassa per natura la nostra pelle, se non lavata regolarmente può irritarsi.  Inoltre i batteri, che consumano acidi, grassi e proteine del corpo, possono causare cattivo odore. Insomma, siamo avvertiti.

Perdi peso ma lo riacquisti velocemente? La colpa è dei batteri

Perdi peso ma lo riacquisti in pochi giorni? La colpa non è della tua forza si volontà ma dei batteri. È quanto emerge da una ricerca tedesca, dello University Hospital Schleswig Holstein di Kiel, presentata al meeting della European Society of Endocrinology.

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Secondo gli studiosi durante la dieta dimagrante, quando si deve perdere peso perché si è ad esempio affetti da obesità, la varietà dei batteri che compongono la flora intestinale migliora, per poi tornare allo stato precedente nella fase cosiddetta di mantenimento, quella cruciale nella quale i chili persi si possono riguadagnare. Per arrivare a questa conclusione a 18 adulti obesi è stato chiesto di seguire una dieta che prevedeva un totale di 800 calorie al giorno, per tre mesi.  Successivamente è stato previsto per loro un regime alimentare di mantenimento, e in entrambe le fasi è stata misurata la sensibilità all’insulina, così come l’attività e la diversità dei batteri intestinali, utilizzando campioni di feci.  Dai risultati, comparati con quelli di un gruppo di controllo di tredici adulti obesi e tredici in forma, è emerso che se alla fine del regime dietetico vero e proprio la flora batterica risultava più diversificata, la diversità dei batteri non è stata conservata durante la fase di mantenimento del peso.

Bevi dai bicchieri che trovi nelle camere degli alberghi? Meglio evitare, ecco il motivo

Quando sei in albergo bevi dai bicchieri che trovi nelle camere? Sarebbe meglio evitarlo. Un’indagine di ABC News – si legge su ‘Metro.co.uk’ – che ha ‘studiato’ 15 alberghi diversi negli Stati Uniti, ha scoperto che 11 di questi non sono riusciti a pulire e sanificare i bicchieri d’acqua prima dell’arrivo di nuovi ospiti.

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Ciò significa che prendendo in mano uno di questi, si rischia di entrare in contato con tutti i batteri e la sporcizia lasciati dagli ospiti precedenti e, potenzialmente, anche degli ospiti che li hanno preceduti.  Molti degli addetti alle pulizie negli alberghi spesso non sostituiscono i bicchieri sporchi con quelli puliti e, se li puliscono, lo fanno con un asciugamano o con un panno per pulire gli occhiali dopo averli al massimo sciacquati in bagno. Insomma, quando si va a dormire in un albergo meglio scegliere i bicchieri monouso, che si trovano avvolti nella plastica, anche se meno rispettosi dell’ambiente. Altrimenti, oltre a portarsi una bottiglia d’acqua in stanza, si può lavare quel bicchiere di vetro prima di utilizzarlo.

“L’obesità è contagiosa, come un’infezione”. Batteri possono ‘saltare’ di persona in persona

La maggior parte di noi direbbe che l’obesità è una conseguenza del mangiare troppo, del fare poco esercizio fisico e di una sfortunata combinazione di geni. Ma potrebbe non essere del tutto così. Un nuovo studio suggerisce che i microbi del nostro intestino influenzano il modo in cui mettiamo su peso e che possono anche essere ‘trasmessi’ da una persona all’altra, cosa che renderebbe l’obesità una malattia contagiosa alla stregua di altre infezioni.

obesitaPer la prima volta, scienziati del Wellcome Trust Sanger Institute hanno dimostrato che un terzo delle spore prodotte dai batteri intestinali umani (ne sono stati studiati ben 130 di diverso tipo) può sopravvivere all’aria aperta. Questo implica che le persone entrino in contatto con queste spore, che possono diffondersi, appunto, per via aerea.  Questo non vuol dire che se una persona obesa starnutisce su di voi ingrasserete, avvertono gli esperti, il cui lavoro è stato pubblicato su ‘Nature’. Ma basandosi anche su precedenti studi, affermano che c’è un legame fra il corredo genetico dei batteri intestinali di una persona e il suo peso, e che se questi batteri possono sopravvivere all’esterno del corpo come dimostrano i nuovi dati, allora il nostro sistema interno potrebbe essere influenzato, ad esempio, dai familiari o dagli amici più stretti. In pratica, la ricerca non afferma che le spore ‘saltano’ di persona in persona, suggerisce solo che ne hanno le potenzialità.

La notte dormi con le mutande? Fai attenzione: ecco cosa si rischia…

Andare a letto con le mutande farebbe male alla salute. Secondo Alyssa Dweck, autrice di “V per Vagina” la biancheria intima renderebbe l’area genitale più umida e la cosa favorirebbe di conseguenza l’insorgenza di batteri nelle donne.

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L’analisi condotta nel dipartimento di ginecologia della New York University ha dimostrato che le donne che dormono con la biancheria intima sono più soggette a infezioni batteriche rispetto a chi non la usa. Male dormire con le mutande anche per gli uomini, sebbene per motivi diversi. Nel caso del sesso maschile il “rischio” non è tanto nei batteri ma nella temperatura che si raggiunge. I testicoli hanno bisogno di una temperatura leggermente più bassa del resto del corpo per ottimizzare la produzione di sperma, quindi gli sleep (o boxer che siano), chiarisce Brian Steixner, urologo di Atlantic City, non sono adeguati perchè riscalderebbero troppo l’area.

Segreti di bellezza: i 14 alimenti che fanno sembrare più vecchi

hau-qua-cua-mat-rang-la-gi-1Da quello di cui ci si nutre dipende in gran parte lo stato di salute e anche l’aspetto. Ci sono alcuni cibi, infatti, che determinano un invecchiamento precoce di pelle e denti. Non che siano dannosi per la salute di per sé (almeno non tutti), ma gli acidi che contengono possono danneggiare, ad esempio, lo smalto dei denti. Una lista di 14 elementi da consumare con moderazione è stata stilata dal sito “Health”. Ecco quali sono:

DOLCI Gli zuccheri contenuti da dolci e dolciumi attivano un processo, detto di glicazione, che danneggia il collagene della pelle provocando perdita di tono e rughe. Dannosi anche per i denti, gli zuccheri fanno proliferare batteri nel cavo orale che possono indebolire e scolorire i denti.

ALCOOL Se il fegato non riesce a smaltire l’alcool nel modo corretto, a rimetterci è anche la pelle, che a causa dell’accumulo di tossine può assumere un colorito giallognolo e un aspetto rugoso.

VINO BIANCO Gli acidi presenti nel vino bianco intaccano lo smalto dei denti. Ciononostante, è buona norma non lavarli immediatamente dopo aver bevuto vino, meglio aspettare un’ora e dare il tempo di rimineralizzarsi.

CARNE BRUCIATA La crosticina nera che si può formare sulla carne alla griglia può provocare infiammazione e indebolire il collagene. Basta grattarla via.

SALE Anche se non lo si utilizza in grandi quantità, è nascosto in molti cibi e causa ritenzione idrica.

CARNI LAVORATE Conengono alti quantitativi di sale e solfiti e conservanti che possono provocare le rughe.

CIBI PICCANTI Posso peggiorare le dermatosi e, soprattutto in menopausa, provocare macchie che difficilmente scompariranno.

CARNE ROSSA I grassi contenuti nella carne rossa scatenano i radicali liberi, principali responsabili dell’invecchiamento cutaneo.

ENERGY DRINKS Contengono acidi che intaccano lo smalto. Se proprio necessario, meglio consumarle con una cannuccia.

LIMONATA Gli acidi naturali del limone e gli zuccheri per addolcire la bevanda sono un mix letale per lo smalto dei denti.

BIBITE CON CAFFEINA Il suo effetto diuretico fa perdere liquidi anche alla pelle.   GRASSI SATURI Non solo nemici della circolazione, ma rendono anche la pelle più sensibile ai raggi UV, che ne provocano l’invecchiamento.

CAFFÈ Oltre ai disagi comportati dalla caffeina, gli acidi contenuti nel caffè erodono lo smalto. Per non doverci rinunciare, è buona norma bere subito dopo un bicchiere d’acqua, che neutralizza l’acidità, e masticare un chewing-gum, che riattiva la salivazione e quindi la remineralizzazione dei denti.

TÈ NERO Il tannino presente in quantità elevate nel tè nero macchia irrimediabilmente i denti. Per ridurre l’effetto indesiderato, si può aggiungere del latte: la caseina, infatti, smorzerebbe il danno.

Denti,12 alimenti ad effetto sbiancante

denti bianchi,fragola,metodi naturali,smalto,pere, mele, carote,batteri,salute,bellezza,news,notizieVolete avere denti bianchi senza andare dal dentista? Si può. Attraverso dei metodi naturali. Eccone una lista. Uno degli sbiancanti casalinghi migliori in assoluto è il bicarbonato che applicato sullo spazzolino una volta al mese dona l’effetto desiderato. Attenti però, va usato con cautela a causa del suo effetto abrasivo.Per le macchie dei denti, un alimento consigliato è la fragola, la cui lieve acidità aiuta a indebolire gli accumuli di pigmenti dovuti alle bevande più scure che macchiano lo smalto. Tagliate la fragola a metà e strofinatela sui denti non più di due volte al mese. Stesso effetto si ottiene con l’aceto di mele con cui si possono fare degli sciacqui, ma non più di 1 volta alla settimana; oppure provate con olio di oliva che potete utilizzare versato su una garza sterile.Per proteggere le gengive e combattere l’alito cattivo è utilissima una foglia di salvia. Per pulire meglio gli spazi difficili da raggiungere, quelli fra dente e dente, addentate una mela o sgranocchiate un gambo di sedano. La saliva a contatto con alimenti come pere, mele, carote, sedano produce una reazione in grado di rimuovere parecchi batteri dalla bocca. I broccoli e i cavoli contengono un composto minerale che produce una pellicola che ricopre i denti e protegge contro le macchie.E ovviamente acqua, tanta acqua: berne molta non solo abbassa il livello di acidità all’interno della bocca, ma aiuta anche a prevenire la formazione di macchie