Claudia Galanti ricorda la figlia scomparsa: “Buon compleanno piccola mia”

Era nata il primo giorno di primavera del 2004 e oggi avrebbe dovuto compiere 4 anni la piccola Indila, terza figlia di Claudia Galanti e Arnaud Mimran, morta a nove mesi a causa di un’infezione batterica. “Non posso abbracciarti e non posso stringerti ma posso parlarti, posso guardare ancora il tuo sorriso e i tuoi occhioni grandi” è parte del commovente post che la modella ha condiviso su Instagram a margine di una foto piena d’amore scattata in ospedale subito dopo la nascita della bimba.

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“Questa foto la guardo spesso piccola Indila anche se non si capisce molto per me vol dire tanto é di un 21 marzo di 4 anni fa esattamente il giorno in cui sei nata… raccoglie tutto il amore che abbiamo avuto e avremmo per te per sempre… Se sono qui a scriverti è perché anche se la vita ha tentato di separarci non ci è riuscita e non ci riuscirà mai. Se sono qui è perché non mi sono mai arresa e non mi arrenderò all’idea che tu sei andata via per sempre. Non posso abbracciarti e non posso stringerti ma posso parlarti, posso guardare ancora il tuo sorriso e i tuoi occhioni grandi: i nostri pochi ricordi mi danno forza, alleviano la mia sofferenza, mi lasciano sognare che un giorno potremo sorriderci dieci, cento e mille volte ancora.

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Sarà una festa, nella luce, rideremo tutti come abbiamo sempre fatto, torneremo ad essere davvero felici e i nostri abbracci saranno eterni. Io non so quando succederà e certe volte temo che non avverrà mai ma poi mi faccio coraggio perché la speranza è l’unica a tenermi qui, a darmi la spinta per non cadere giù e guardare avanti: devo crederci, voglio crederci e posso farlo, figlia mia … Non può essere finita così, non puoi essertene andata via per sempre e non puoi avermi lasciata senza pensare di aspettarmi coi tuoi amici angeli. Caro figlia mia, anche ora che non sei più qui sei la mia unica ragione di vita: non devo piangere, non devo abbattermi, devo pensare che tutto andrà bene perché è solo così che guardandomi tu potrai essere fiera e orgogliosa della mamma che hai te e i tuoi fratellini Liam a e Tal al quelli manchi tanto ma tanto … Buon compleanno piccola mia. Mi auguro un cielo pieno di palloncini e angeli accanto a te … #indilacarolina #21marzo”, sono le toccanti parole che mamma Claudia condivide sui social in questo giorno speciale. Al fianco della modella ci sono sempre i suoi bambini Liam e Tal avuti dall’ex compagno Arnaud Mimran con cui, dopo un lungo periodo teso, sembra abbia trovato la giusta intesa.

Gigi Buffon e Ilaria D’Amico, eleganti e felici al Gran Galà del calcio

Sono arrivati insieme Gigi Buffon e Ilaria d’Amico al Gran Galà del calcio. E tutti i flash erano per loro. La coppia, accompagnata dai tre bambini, i due figli del portiere avuti dalla ex Alena Seredova e il bambino della giornalista nato da una precedente unione, hanno calcato il red carpet tra sorrisi e abbracci. Elegantissima Ilaria con una jumpsuit monospalla nera e i capelli sciolti come sempre.

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Ha detto addio alla Nazionale con l’amaro in bocca dopo la sconfitta con la Svezia e la conseguente esclusione dai Mondiali 2018, ma in occasione del Gran Galà del Calcio Gigi Buffon ha annunciato: “Sono come un soldato arruolato, se la Nazionale mi chiamerà tra dieci anni io ci sarò sempre”.
Insieme all’impeccabile portiere della Juventus c’era Ilaria D’Amico, felice e sorridente con un outfit ricercato. E dopo una foto di famiglia (allargata), con David Lee Buffon e Louis Thomas Buffon (figli di Alena Seredova) e Pietro Attisani il bambino della D’Amico, sul red carpet solo foto di coppia per i due che sognano i fiori d’arancio.

Totti, Ilary e i bambini alle Maldive, le foto rubate dall’istruttore finiscono in tribunale

Dall’Italia si era rifugiato alle Maldive canticchiando «Tutti al mare» al termine dell’ultima partita dell’anno. L’ex capitano della Roma Francesco Totti, all’epoca allenato dallo spagnolo Luis Enrique, voleva approfittare della sosta del campionato di calcio e ritagliarsi qualche giorno di relax in compagnia della moglie Ilary Blasi e di altri amici, fra cui l’ex terzino giallorosso Christian Panucci. Pensavano di essere lontano da occhi indiscreti mentre festeggiavano il Capodanno del 2012 bagnati dalle acque cristalline del resort Palm Beach.

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Ma, pochi giorni dopo, si ritrovarono immortalati sulla copertina del settimanale Oggi. Paparazzati mentre facevano il bagno in un’isola deserta dove erano stati invitati da amici. Fotografati in costume «in atteggiamenti conviviali e pose divertenti». Scatti familiari, che però rischiano di costare caro ad Alessio Cicero, istruttore sub, che ora si trova imputato per appropriazione indebita nel processo che si è aperto ieri mattina a Roma di fronte al vice procuratore Louella Santini.
A denunciare il furto delle foto è stato il regista televisivo Maurizio Catalani che era partito insieme a Panucci e poi aveva incontrato Totti e la moglie proprio alle Maldive. Gli scatti incriminati, infatti, sarebbero stati fatti con la sua macchinetta e poi sottratti in maniera illecita al regista proprio da Cicero, all’epoca dei fatti istruttore del diving club del resort, in cui Totti e gli altri alloggiavano.
Secondo la querela di Catalani, Cicero gli avrebbe chiesto alcune foto delle immersioni che avevano fatto insieme agli altri ospiti del resort. E Catalani, avendo dimenticato a Roma il cavetto per collegare la macchina fotografica al suo Ipad, avrebbe permesso a Cicero di collegarla direttamente al suo pc per scaricarle. I due si conoscono ormai da qualche anno e il rispetto, almeno in apparenza, pare essere reciproco.
«Gli dissi di prendere le sue foto e nessun’altra – scrive Catalani nella denuncia – trattandosi di immagini assolutamente private che ritraevano personaggi pubblici che avevano acconsentito gli scatti per amicizia e fiducia nei miei confronti». Ma dopo aver collegato la macchina fotografica del regista al suo pc, Cicero, oltre alle foto delle immersioni, avrebbe trasferito anche quelle foto private che ritraevano Francesco Totti e la moglie, per poi rigirarle ad un’agenzia fotografica.
Quando le foto vengono pubblicate, Catalani cade dalle nuvole. Capisce di essere stato tradito dal sub e decide di denunciarlo. Accusato di appropriazione indebita, a giudicare Cicero non sarà, però, il tribunale di Roma, che ieri ha dichiarato la propria incompetenza territoriale e ha spedito gli atti a Trapani, dove nel frattempo l’istruttore è andato a vivere.

Kate Middleton al gala, ora la pancia si vede

Spunta un bel pancino tondo dall’abito di Kate Middleton padrona di casa a Kensington Palace per il gala benefico dell’Anna Freud National or Children and Families, associazione che si prende cura di bambini con problemi mentali. La duchessa di Cambridge, in attesa del terzo Royal Baby, sorridente e disponibile, non rinuncia a pizzi, trasparenze e gioielli… incantando i presenti.

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Ritornata in forze dopo i primi mesi di gravidanza difficili che l’hanno costretta a casa, Kate mette in mostra il suo ventre che prende sempre più forma. Elegante in un abito nero con le maniche in pizzo già indossato nel 2014, la moglie del principe William si dedica ai suoi impegni pubblici con devozione senza rinunciare a una punta di sano vezzo anche in dolce attesa. Già madre di George e Charlotte, la Middleton dovrebbe dare alla luce il suo terzo Royal Baby in aprile…

“Lo smog rallenta il cervello dei bambini”: ecco l’allarme dello studio choc

Essere esposti ad alti livelli di inquinamento atmosferico può essere pericoloso, soprattutto per l’attività cerebrale dei bambini. Questa è l’ipotesi avanzata da un team di scienziati del Centre for Research in Environmental Epidemiology di Barcellona, in uno studio pubblicato sulla rivista ‘Epidemiology’. Il cervello rallenta con lo smog.

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Secondo le conclusioni degli esperti, citate dal ‘Daily Mail’, i piccoli alunni che respirano i fumi tossici che si sprigionano nel traffico sulla strada verso la scuola fanno più fatica in aula, impiegano più tempo per rispondere alle domande e hanno più difficoltà a concentrarsi. E gli scienziati hanno anche osservato che nei giorni caratterizzati da picchi di smog, questi problemi si sono aggravati. Gli effetti dell’inquinamento sull’organismo sono sotto la lente da tempo e gli studi si susseguono, aprendo il dibattito anche a livello politico. Di recente, per esempio, il Primo ministro britannico Theresa May ha avvertito che l’inquinamento atmosferico è stato il quarto rischio sanitario più importante dopo cancro, obesità e malattie cardiache. Gli scienziati spagnoli, nel loro ultimo lavoro, hanno seguito 2.600 alunni tra i 7 e i 10 anni, testando la loro capacità di prestare attenzione in classe e confrontando i risultati con le oscillazioni nella qualità dell’aria. Dai risultati è emerso che nei giorni in cui i fumi nocivi del traffico erano al massimo, c’è stata una marcata riduzione della capacità dei bambini di concentrarsi su compiti di problem-solving. Le emissioni in questione, ammoniscono gli scienziati, contengono elementi “neurotossici” che possono danneggiare il cervello dei bambini. E “l’inquinamento atmosferico può avere potenziali effetti dannosi sul neurosviluppo. Il nostro studio suggerisce che lo smog da traffico potrebbe influenzare le prestazioni cognitive dei bambini in età scolastica”.

Puntura dʼape o di vespa: cosa fare se succede ai bambini

Con la bella stagione si trascorre più tempo all’aperto e aumentano le occasioni per far giocare i bambini al parco e ai giardinetti. Non sono, quindi, così rari gli incidenti di percorso come le punture di insetto. Dalle zanzare alle vespe, i piccoli sono soggetti a queste situazioni anche perché spesso vengono incuriositi dai fiori colorati e dalla fauna circostante.

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Il rischio si amplifica se ci si trova in montagna o in spiaggia, soprattutto se armati di ghiaccioli e succhi di frutta in grado di attirare questo tipo di insetti. Se non si riesce a scampare il pericolo e il bimbo viene punto, l’importante è non perdere la calma. Un genitore agitato è quanto di peggio possa esserci per tranquillizzare un bambino spaventato e dolorante. Per cui è bene respirare e mantenere la calma, anche se il piccolo è allergico.
I farmaci indispensabili se è allergico – Il massimo timore, quando un bambino è punto da un’ape o da una vespa, è la possibile reazione allergica. Chi sa già di avere un figlio allergico alle punture di ape e/o di vespa, dovrà tenere in borsa sempre il kit d’emergenza, di solito composto da farmaci antistaminici e cortisonici. E, dopo un primo intervento sul posto, sarà necessario recarsi al pronto soccorso più vicino per monitorare la situazione. I sintomi dell’allergia solitamente vanno dal gonfiore diffuso al flush cutaneo, passando per situazioni più gravi come l’anafilassi e lo shock anafilattico (gola chiusa, difficoltà a respirare, gonfiori del volto). Qualora si presentassero tali sintomi e non si avessero i farmaci a portata di mano, sarà necessario recarsi immediatamente al pronto soccorso o presso la guardia medica.
Il ghiaccio – In assenza di episodi allergici, il bambino accusa subito molto dolore dopo la puntura di un’ape o di una vespa. In questi casi, è utile applicare del ghiaccio sulla zona colpita. L’ideale sarebbe proprio avere a disposizione una piccola trousse di pronto soccorso, dotata anche di ghiaccio attivabile all’istante (si acquista in farmacia, parafarmacia e anche al supermercato). Il ghiaccio, come quando si prende una botta, andrebbe applicato per una decina di minuti, poi tolto per altri dieci minuti e, infine, riapplicato.
Il pungiglione – Se si nota che, all’interno della puntura, è rimasto il pungiglione o parte di esso (si vede facilmente perché ha l’aspetto di un punto più scuro al centro del ponfo), sarebbe bene farlo togliere da personale esperto. Infatti, il fai da te potrebbe causare anche infezioni, soprattutto se eseguito con pinze o simili non preventivamente disinfettati.
Lo stick dopo-puntura – Oggi in commercio si trovano pratiche “penne” in grado di diminuire il bruciore delle punture di insetto (comprese api e vespe) o degli urti causati dallo scontro con una medusa. A base di ammoniaca, questi stick vanno applicati sulla parte dolorante tamponando e mai strofinando. L’ideale è l’applicazione tra una “pausa” di ghiaccio e l’altra.

La bambina con il cuore fuori dal petto: “Non doveva nascere, oggi ha 6 anni”

Una piccola guerriera che secondo i medici non sarebbe riuscita neanche a venire al mondo, e invece Virsaviya ‘Bathsheba’ Borun-Goncharova oggi ha sei anni e non ha mai smesso di lottare per la vita.

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La bambina, originaria della Russia ma che vive nel sud della Florida con la sua mamma Dari per potersi curare, soffre della Pentalogia di Cantrell, una condizione congenita rara che si verifica in circa 5,5 individui per milione di nati vivi. La gravità della malattia cambia a seconda degli individui: nel caso di Virsaviya, il cuore e l’intestino sono cresciuti al di fuori del petto e dell’addome, ricoperti solo da un sottile strato di pelle. La piccola, per la quale è stata aperta una raccolta fondi per finanziare le costose cure, ha trovato un medico a Boston disposto ad operarla ma al momento è impossibile a causa della sua pressione sanguigna troppo alta. Quando i valori saranno stabili, si calcola tra almeno due anni, Bathsheba potrà essere operata, ma nel frattempo continua con determinaziona a combattere. In una intervista alla NBC News ha anche riassunto la sua visione delle cose: “Io so perché ho il cuore al di fuori, perché Gesù vuole dimostrare che lui può fare cose speciali come me”.