Luxuria choc, insulti da una truccatrice Rai: «Quel fr…, si sente donna come me?»

«Guarda chi c’è oggi Luxuria, quel fr… ma che si deve sentire donna come me?». Queste parole verrebbero dalla bocca di una truccatrice della Rai, che non accorgendosi della presenza di Vladimir Luxuria, ospite della trasmissione Quelle brave ragazze, si sarebbe lasciata andare a questo tipo di considerazioni in sala trucco.

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A denunciare l’accaduto è stata la stessa Luxuria, questa mattina in trasmissione: «Mi sono sentita insultata e discriminata da una persona che in quel momento rappresentava l’azienda – ha affermato – Pur avendo immediatamente ricevuto la solidarietà degli autori del programma e dei presenti, vorrei che in futuro non ci siano altri episodi simili. Vorrei che la Rai prendesse una posizione contro ogni tipo di linguaggio discriminatorio e contro questo episodio sgradevole».

Mette la cera per capelli e resta calvo a 24 anni, l’azienda produttrice: “Ti risarciamo con 20 euro”

Usa la cera per capelli e diviene calvo. Lee Hardy, 24 anni di Pudsey vicino Leedsm, nel Regno Unito, lo scorso gennaio ha iniziato ad usare una cera per capelli, ma a distanza di un mese si è ritrovato in condizioni disperate.

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Il giovane padre ha iniziato a notare che i capelli cadevano a ciocche fino ad essere obbligato a radersi a zero. Il prodotto che stava applicando sul cuoio capelluto, infatti, aveva corroso la sua pelle causandogli gravi lesioni. «Dopo aver utilizzato il prodotto per alcuni giorni, la mia testa ha cominciato a diventare secca e pruriginosa. Quando mi sono guardato nello specchio, sono rimasto inorridito: i miei capelli stava cadendo a ciocche. Ho già usato il prodotto in passato e non ho avuto mai problemi», ha raccontato il 24enne al Mirror. Così Lee ha contattato l’azienda che oltre alle scuse si è offerta di dargli un buono da 20 sterline come risarcimento, poco più di 23 euro. «Come possono pensare che un buono per capelli mi faccia contento, quando per colpa loro i miei capelli non ce li ho più?». Ora ha annunciato una battaglia legale contro la VO5.

“Questo dolcificante provoca la leucemia”: lo studio choc. Ma l’azienda nega tutto

Un dolcificante artificiale pubblicizzato come alternativa ipocalorica allo zucchero è stato collegato a un aumento del rischio di leucemia. Ricercatori italiani dell’Istituto Ramazzini hanno alimentato 457 topi maschi e 396 femmine con varie quantità di sucralosio, registrando un aumento dell’incidenza di tumori, inclusa la leucemia, per i roditori maschi. «Questo studio non supporta precedenti dati secondo i quali il sucralosio è biologicamente inerte», afferma lo studio pubblicato sull’International Journal of Occupational and Environmental Health.

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Un lavoro respinto seccamente dall’azienda produttrice del dolcificante. «Sono necessari maggiori studi per dimostrare la sicurezza del sucralosio, inclusi nuovi e più adeguati bioesami sui ratti. Considerato che milioni di persone sono probabilmente esposti» a questa , «studi di follow up sono urgenti», afferma ancora lo studio, come riporta online il ‘Telegraph’. Questa sostanza, scoperta nel 1976, fu approvata per il consumo umano in Europa e Gran Bretagna nel 2002, dopo che il Comitato scientifico europeo sugli alimenti l’aveva dichiarata «non pericolosa per il sistema immunitario», affermando che «non causa tumori, infertilità, non pone rischi per la gravidanza e non influenza i livelli di zucchero nel sangue». I produttori americani del dolcificante, Heartlands Food Products, respingono seccamente in una nota il lavoro, sostenendo che «le autorità regolatorie e quelle per la sicurezza alimentale hanno trovato altri studi condotti dall’Istituto Ramazzini inaffidabili. Il gruppo conduce di routine studi con disegni non convenzionali ed è stato criticato per il fatto di non seguire standard per la valutazione della sicurezza riconosciuti a livello internazionali. La verità è che l’evidenza scientifica supporta fortemente l’affermazione che il sucralosio è sicuro e non causa tumori».  L’azienda ricorda che oltre 110 studi in 20 anni hanno esaminato il dolcificante. E le conclusioni delle varie autorità regolatorie internazionali, secondo cui «non c’è legame tra sucralosio e cancro», sono supportate anche «dall’Us National Cancer Institute».