Pancino mini in gravidanza, il web la critica: “Mia figlia è nata sana, e io sono in forma”

Modella di fitness viene criticata durante la gravidanza per l’assenza della pancia, oggi però la piccola Miah è nata e sta bene. Chontel Duncan era stata duramente attaccata sui social a causa dello stile di vita condotto mentre era incinta della sua bambina.La donna è sempre stata attenta all’alimentazione e ha sempre fatto attività sportiva. Il suo fisico scultoreo, quindi, è rimasto tale anche durante la gestazione e sopra il pancino da futura mamma c’erano comunque scolpiti gli addominali.

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Le polemiche sono aumentate quando qualche giorno fa aveva pubblicato una foto di lei all’ottavo mese e di una sua amica comparando le pance. L’amica era visibilmente incinta mentre Chontel accennava una leggera pancina. Il web l’aveva accusata di mettere a rischio la vita della figlia, ma oggi che la piccola Miah è nata la modella risponde a tutti.  La bambina è, infatti, sanissima: «Devo dire grazie a tutti i miei followers per i commenti di sostegno, li leggo tutti e quelle parole gentili mi fanno sorridere per tutto il giorno», ha  detto Chontel che ora vuole diventare un punto di riferimento per le donne in gravidanza, con la speranza che le foto pubblicate sui social riescano a far capire che essere incinta non significa, né si deve tradurre, in “poltrire sul divano”.

Bionde alla riscossa, uno studio mostra che sono più intelligenti delle more

Contro ogni luogo comune, le donne bionde sono più intelligenti delle more. A svelarlo è una ricerca della ‘Ohio State University’ che sfata lo stereotipo delle bionde frivole e superficiali. Il loro QI medio è agli stessi livelli delle more, ma hanno più probabilità di essere dei geni.  ‘Are Blondes Really Dumb?’ chiede nel titolo lo studio, che ha analizzato il quoziente intellettivo delle donne incluse in un’indagine nazionale del 1979.

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A spingere il ricercatore Jay L Zagorsky a farlo, sono state le conseguenze economiche dello stereotipo. “Le donne con i capelli biondi – spiega Zagorsky – sono spesso considerate belle ma stupide, uno stereotipo dannoso dal momento che i datori di lavoro cercano generalmente dipendenti intelligenti”. Eppure, le bionde hanno riportato un QI medio più alto delle altre, molto vicino a quello delle castane. Non solo, hanno anche la percentuale minore di IQ bassi: quindi, stando alla ricerca, una donna bionda ha più probabilità delle altre di risultare un genio.

Ecco 5 validi motivi per cui non dovete depilarvi

Sempre più persone ricorrono alla depilazione intima, senza prendere in considerazione i pericoli alla salute che questa attività può provocarci. A metterci in guardia sono i medici e gli esperti del SUNY Downstate Medical Center di New York che hanno elencato cinque problemi di salute legati alla depilazione del pube.

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Malattie sessualmente trasmissibili – Secondo Jessica Krant, docente di Dermatologia Clinica al SUNY Downstate Medical Centerdi New York, alla base di questo allarme ci sarebbero i follicoli feriti durante la depilazione che favorirebbero la comparsa di infezioni, come Herpes, cancro al collo dell’utero condilomi genitali e Hiv. Infezioni – Questo punto è collegato a quello precedente: alcune tecniche di depilazione estrema possono causare delle vere e proprie lacerazioni cutanee che agevolano la comparsa di batteri. Diffusione di infezioni lungo il corpo – Se si utilizzano rasoi, le infezioni causate possono trasferirsi in tutto il corpo: petto, braccia e ascelle sono le più sensibili e quindi più adatte. Ustioni – Una persona che sa farlo non dovrebbe incontrare questo pericolo ma, in alcuni casi, soprattutto se si è alle prime armi, la temperatura della ceretta potrebbe essere troppo elevata e quindi ustionare la pelle. Peli incarniti – Questo è il pericolo più diffuso: il pelo depilato più restare intrappolato, bloccato sotto la superficie. Anche in questo caso si possono venire a creare delle infezioni anche considerevoli.

Soffre di anoressia e perde 40 kg: 23enne si salva con l’aiuto di Instagram

Hayley Harris, una 23enne inglese dell’Essex, era dimagrita di 38 kg e soffriva di disturbi alimentari. L’anoressia stava per distruggere la sua vita quando ha deciso che era arrivato il momento di lottare e recuperare. La giovane ha ripreso a mangiare grazie ai social, soprattutto a Instagram. Le uniche cose che mangiava erano una manciata di biscotti a basso contenuto calorico e una tazza di caffè nero con una piccola quantità di zucchero al giorno.

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Dopo il ricovero i medici le hanno spiegato che rischiava un arresto cardiaco. La sua è un’anoressia nervosa che l’ha fatta precipitare in un baratro facendole perdere troppo peso. Per questo ha creato una pagina Instagram dove pubblica le foto del suo corpo nudo per essere di monito a tutte quelle che soffrono di disturbi alimentari. “Voglio mostrare a ragazze e ragazzi di tutto il mondo che il recupero è possibile”, ha detto Hayley.
Il social è stato anche terapeutico per lei perché le ha dato modo di monitorare il recupero.
“Quando è una brutta giornata guardo il mio Instagram e capisco che posso combattere”.

Chi va a dormire tardi ingrassa di più: ecco la spiegazione

Siete abituati ad andare a dormire tardi? Attenzione, fare le ore piccole favorisce l’obesità. È il risultato di uno studio effettuato con il Jawbone, un tracker per il fitness che prende e analizza i dati del vostro corpo nel quotidiano. Come scrive Metro a stimolare l’ingrassamento sarebbe il tipo di cibo mangiato.

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Fare tardi spinge le persone a mangiare cibi con tassi calorici più alti e bere maggiori quantità di alcol. Al contrario chi è abituato a svegliarsi presto e a mangiare cibi più sani. Si parla di un incremento di circa 220 calorie al giorni per le persone “della notte” contro i giornalieri. Volete mantenere una buona linea? Andate a dormire presto.

Selfie più pericolosi di una lampada: ecco gli effetti sulla pelle nel tempo…

Macchie sulla pelle e rughe in aumento, scattarsi troppi selfie ha lo stesso effetto sulla pelle di una lampada.  Mehreen Baig, blogger 26enne di Londra, si scattava fino a 50 selfie al giorno per postarli sul suo blog e su Instagram. Ma con il passare del tempo, si legge sul ‘Mail online’, la giovane si è accorta di come quella luce blu (HEV) emessa da cellulari, computer portatili e tablet sia dannosa per la pelle visto l’invecchiamento precoce del suo viso.

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Danni che ricordano molto da vicino quelli provocati dai raggi UVA e UVB.  La ragazza aveva notato come sul suo viso fossero comparse nuove lentiggini, i pori fossero più dilatati e le occhiaie più marcate. Il trucco era ormai diventato indispensabile per coprire certi ‘difetti’. Così ha deciso di rivolgersi al dermatologo Simon Zokaie il quale le ha spiegato in modo semplice ma dettagliato cosa può provocare la sovraesposizione alla luce HEV.  Ci sono tre fattori principali, ha spiegato l’esperto, che recano danni alla pelle: l’inquinamento, il sole e la luce HEV. La combinazione di questi tre fattori provocano calore e infiammazione sotto la pelle, rallentando la sua capacità di guarire e proteggere se stessa.  La pelle della 26enne è stata poi ‘scansionata’ da un macchinario che ha analizzato la dimensione dei pori, i danni del sole, pigmentazione, linee e rughe, l’umidità e, naturalmente, i danni luce HEV. Un’analisi approfondita dalla quale è risultato come la sua pelle fosse stata danneggiata dalla luce HEV e di quanti danni in realtà non fossero ancora visibili.  Il fatto è che la protezione solare non può proteggere la pelle dalla luce HEV, almeno per ora. La cosa migliore da fare, ha spiegato l’esperto alla ragazza, è proteggerla 24 ore su 24 con sieri e creme antiossidanti durante il giorno.

La notte dormi con le mutande? Fai attenzione: ecco cosa si rischia…

Andare a letto con le mutande farebbe male alla salute. Secondo Alyssa Dweck, autrice di “V per Vagina” la biancheria intima renderebbe l’area genitale più umida e la cosa favorirebbe di conseguenza l’insorgenza di batteri nelle donne.

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L’analisi condotta nel dipartimento di ginecologia della New York University ha dimostrato che le donne che dormono con la biancheria intima sono più soggette a infezioni batteriche rispetto a chi non la usa. Male dormire con le mutande anche per gli uomini, sebbene per motivi diversi. Nel caso del sesso maschile il “rischio” non è tanto nei batteri ma nella temperatura che si raggiunge. I testicoli hanno bisogno di una temperatura leggermente più bassa del resto del corpo per ottimizzare la produzione di sperma, quindi gli sleep (o boxer che siano), chiarisce Brian Steixner, urologo di Atlantic City, non sono adeguati perchè riscalderebbero troppo l’area.

“Questo dolcificante provoca la leucemia”: lo studio choc. Ma l’azienda nega tutto

Un dolcificante artificiale pubblicizzato come alternativa ipocalorica allo zucchero è stato collegato a un aumento del rischio di leucemia. Ricercatori italiani dell’Istituto Ramazzini hanno alimentato 457 topi maschi e 396 femmine con varie quantità di sucralosio, registrando un aumento dell’incidenza di tumori, inclusa la leucemia, per i roditori maschi. «Questo studio non supporta precedenti dati secondo i quali il sucralosio è biologicamente inerte», afferma lo studio pubblicato sull’International Journal of Occupational and Environmental Health.

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Un lavoro respinto seccamente dall’azienda produttrice del dolcificante. «Sono necessari maggiori studi per dimostrare la sicurezza del sucralosio, inclusi nuovi e più adeguati bioesami sui ratti. Considerato che milioni di persone sono probabilmente esposti» a questa , «studi di follow up sono urgenti», afferma ancora lo studio, come riporta online il ‘Telegraph’. Questa sostanza, scoperta nel 1976, fu approvata per il consumo umano in Europa e Gran Bretagna nel 2002, dopo che il Comitato scientifico europeo sugli alimenti l’aveva dichiarata «non pericolosa per il sistema immunitario», affermando che «non causa tumori, infertilità, non pone rischi per la gravidanza e non influenza i livelli di zucchero nel sangue». I produttori americani del dolcificante, Heartlands Food Products, respingono seccamente in una nota il lavoro, sostenendo che «le autorità regolatorie e quelle per la sicurezza alimentale hanno trovato altri studi condotti dall’Istituto Ramazzini inaffidabili. Il gruppo conduce di routine studi con disegni non convenzionali ed è stato criticato per il fatto di non seguire standard per la valutazione della sicurezza riconosciuti a livello internazionali. La verità è che l’evidenza scientifica supporta fortemente l’affermazione che il sucralosio è sicuro e non causa tumori».  L’azienda ricorda che oltre 110 studi in 20 anni hanno esaminato il dolcificante. E le conclusioni delle varie autorità regolatorie internazionali, secondo cui «non c’è legame tra sucralosio e cancro», sono supportate anche «dall’Us National Cancer Institute».

Peluria sul decolté? Prurito? Ecco le cose che non tutti sanno sul seno

Il seno è una delle parti del corpo femminile più sensuali e attraenti. Ma ci sono delle cose che le stesse donne non conoscono di se stesse, delle curiosità e degli aspetti della propria fisionomia. Ecco quali: il seno prima delle mestruazioni si inturgidisce, questo lo sapranno certamente tutte le donne, ma forse non tutte sanno che il motivo è dovuto agli ormoni, la maggiore produzione di estrogeni e progesterone rende, infatti, il seno più grande e sodo.

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A volte possono comparire dei peli sui capezzoli, ma non è nulla di grave e sempre dovuto alla produzione di ormoni. I capezzoli, a volte prudono, normalmente sono una parte del corpo che non dovrebbe, ma può succedere se la pelle è secca, danneggiata o se magari si è all’inizio di una gravidanza. Il seno tende a cadere, e nemmeno questo è un mistero per le donne, ma il motivo non è tanto nella gravità, quanto nelle abitudini di ogni donna: per evitare, infatti, che scenda, è necessario indossare sempre il reggiseno della giusta taglia. Va fatta regolarmente una mammografia. È sbagliato pensare che ci si debba pensare dopo i 50 anni, soprattutto in caso di soggetti con familiarità di malattie al seno, va fatto a partire dall’età fertile.

Il sesso dopo i 50 anni fa bene al cervello, ecco perché

Il sesso non ha età e dopo i 50 anni potrebbe far bene al cervello, alla memoria e, per gli uomini in particolare, anche alle loro capacità decisionali, di pianificazione e di concentrazione: ad osservare un chiaro ‘legame’ – sia pure non ancora scientificamente provato di causa-effetto – tra la frequenza dell’ attivita’ sessuale e l’acutezza mentale, e’ uno studio pubblicato sulla rivista internazionale ‘Age & Ageing’.

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Lo studio, condotto in Inghilterra alla Coventry university, ha seguito 6.800 adulti ed anziani tra i 50 e gli 89 anni per 12 mesi, e li ha sottoposti a test sull’ efficienza delle loro funzioni mentali. Sottoposti a dettagliati questionari sui loro incontri e attivita’ sessuali (incluse quelle solitarie), i volontari hanno risposto a test mnemonici, sia verbali che numerici, ed hanno dovuto dimostrare le loro capacita’ cosiddette ‘esecutive’, ossia di risolvere problemi e di concentrarsi. Sia gli uomini che le donne coinvolti in attivita’ sessuali piu’ frequentemente – spiega il rapporto – hanno evidenziato una memoria piu’ acuta e precisa.  Ma il cervello maschile ha ricevuto una ‘spinta’ in piu’ – tra gli uomini che facevano piu’ sesso – anche sulla loro abilita’ decisionale ed ‘esecutiva’. La differenza tra i sessi in questo campo, potrebbe – secondo gli esperti – dipendere da fattori ormonali che influenzano maggiormente l’organismo femminile. I risultati sono stati confermati anche una volta tenuti in considerazione vari fattori esterni, che avrebbero teoricamente potuto influenzare i dati emersi: dallo stato di salute, al benessere economico, al livello culturale e cosi’ via dei partecipanti. Questo studio mostra una ‘significativa associazione’ tra l’attivita’ sessuale e le funzioni cognitive negli adulti ultracinquantenni – ha commentato l’autore principale dell’indagine Hayley Wright – e verranno condotte altre indagini in materia per verificarla e capire il perche’