Naomi in pelliccia, animalisti la spellano

Naomi Campbell nella bufera per un post su instagram: un regalo di Natale contenente una pelliccia ha scatenato l’ira dei suoi followers. Peccato che Naomi sia stata una testimonial della Peta (People for the Ethical Treatment of Animals), l’associazione animalista che si batte contro lo sfruttamento degli animali nella moda.

Naomi-Campbell-sfilata-Simonetta-Ravizza-2003Nei pacchetti inviati dal direttore artistico di Givenchy Riccardo Tisci, infatti, sono contenuti due capi che gli animalisti giudicherebbero crudeli: una pelliccia e una borsa in pelle di serpente. La Givenchy, dopo la bufera, non ha voluto confermare che quella nella foto fosse una vera pelliccia. Ma la borsa di serpente è sufficiente a “giustificare” l’ira di chi ama gli animali.
In realtà Naomi era già stata “licenziata” dalla Peta già nel ’97, poco tempo dopo la famosa campagna “meglio nude che in pelliccia”, a causa del contenuto del suo armadio: troppe pellicce. Lei si difendeva millantando la passione per le ecologiche. Una difesa che però faceva acqua da tutte le parti.
Nel 2003 il colpo di grazia: per 20mila euro accettò di sfilare a Milano per Simonetta Ravizza. Nella vita privata aveva già dato sfogo alla sua voglia di “pelo” indossando capi di moltissimi marchi del lusso.
Ora la bella Naomi torna al centro dell’attenzione postando sui social i regali che arrivano dai brand. E se non sono gli animalisti ad attaccarla ci pensano quelli che odiano l’ostentazione del lusso.
Ma Naomi vola alto e a queste cose non ci pensa, ci sono altri pacchetti da aprire e condividere col mondo (ma solo virtualmente).

Naomi in pelliccia, animalisti la spellanoultima modifica: 2014-12-25T13:09:39+01:00da acristina30
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