Riduce col bisturi il suo seno “extralarge”: “Mi dava dolori alla schiena e al petto”

10424250_735050846582727_2483011597002224655_nLa sua ‘malattia’ è chiamata gigantomastia e rappresenta una vera e propria ‘degenerazione’ dei seni, causata dalla produzione eccessiva di ormoni femminili.Questo provocava a Kerisha Mark, una 39enne originaria del Texas (Stati Uniti) moltissimi problemi di salute: mal di schiena, dolori lancinanti al petto, emicranie.  All’inizio la donna credeva che questo suo malessere fosse causato da altre problematiche fisiche, come un attacco di cuori e un cancro. Ma dopo una visita specialistica, i medici le hanno detto che tutto dipendeva dalla gigantomastia, una condizione eccezionalmente rara.  “Non potevo correre, saltare, o fare le attività di tutti i giorni – ha commentato Kerisha – quindi ho deciso di operarmi per migliorare la mia condizione”.  “Non ho mai visto seni più grandi – ha dichiarato il dottor Franklin Rose, il chirurgo plastico che ha operato la donna – Ora che il suo seno è ridotto, potrà vivere meglio e con più serenità. Anche ridotto, comunque, non può lamentarsi: il suo seno può fare invidia a chiunque”, ha concluso.

Loreto Mauleon, Maria Castaneda de “Il segreto”, bellezza fresca e semplice

C_4_articolo_2076774_upiImageppMaria Castaneda, figlia di Alfonso ed Emilia cresciuta in Montenegro, ha già convinto i fan italiani de Il Segreto, soap di grande successo di Canale 5. Solare e sanguigna e dai lineamenti tipicamente spagnoli, chi è nella vita reale, la nuova protagonista della amata soap? Si chiama Loreto Mauleon, è una 26enne attrice nata a San Sebastian. Ha frequentato la scuola elementare Zurriola di San Sebastián, appunto, e durante l’infanzia ha anche studiato danza, recitazione e arte. A 18 anni si è iscritta, però, all’Università dei Paesi Baschi, dove ha conseguito la laurea in Ingegneria civile, iniziando subito dopo la carriera di attrice. Per fortuna, direbbero probabilmente, i suoi fan. Bella, viso pulito, il suo make-up è sempre “nature”.
Sia sul set, che nella vita di tutti i giorni. Le sue ciglia sono piuttosto pronunciate, la sua carnagione chiara, il viso tondo e lo sguardo dolce, fanno di Loreto una bellezza già fresca così, grazie alla sua giovane età. Basta una leggerissima base e un fondotinta pesca, un po’ di cipria per opacizzare le luci del set, per renderla già pronta per girare. Di lei sappiamo anche che è molto innamorata, proprio di quel Carlo Serrano che interpreta l’amato Fernando Mesia nella soap. Meglio di così…

Transessuale e bellissima. Dopo Givenchy anche Redken sceglie Lea T

20141105_82672_00623Transessuale, perché no? Alla fine Riccardo Tisci, il designer di Givenchy, ci aveva visto giusto e appena quattro anni fa era stato il primo a scegliere Lea T come volto del brand francese. Ora la modella brasiliana farà il suo debutto con il prestigioso marchio di cosmetici Redken che l’ha voluta per la sua campagna stampa e social di Chromatic, la linea di prodotti per la colorazione dei capelli. E’ una svolta nel mondo della moda. Di lei passa la sua bellezza definita “globale”, i capelli lunghi e morbidi, non più il fatto che sia una transessuale e che una volta all’anagrafe fosse registrata come Leandro Cerezo (suo padre era il calciatore Toninho Cerezo, due Coppe Italia con la Roma tra il 1983 e il 1986).Lea T, 33 anni di Belo Horizonte, si trasferì molto giovane a Milano e quando incrociò Riccardo Tisci il suo destino cambiò. Lo stilista non poteva non notare quelle gambe, le labbra, i lineamenti. Fu lui a farle solcare la prima passerella a Parigi. Il suo viso e il suo corpo sono apparsi sulle copertine più patinate del mondo: da Vogue Paris, Vanity Fair, Vogue Brazil a Elle Brasil. Fino a comparire come protagonista nella foto di un bacio lesbo, cheek to cheek, bocca su bocca, con l’icona Kate Moss. Ci sono state anche altre iniziative pubbliche: Lea T si è fatta conoscere per una vasta campagna anti bullismo. Ma sono i riflettori del cfashion he la reclamano.  «Lea T è una vera pioniera nel campo del beauty», ha detto Shane Wolf, la Global General Manager di Redken 5th Avenue. «Esprime la visione di Redken di una bellezza globale ed ha una percezione di sé e della bellezza assolutamente particolare».  «Mia madre ha bellissimi capelli e quando ero piccola la invidiavo – ha affermato la supermodella brasiliana – I capelli sono importantissimi per una donna e sono fortunata: i miei sono naturali, forti e lucenti. Mi piace lavorare con Redken perché come brand apprezza tutti i tipi di bellezza. Crede nell’individualità di ciascuno e penso che questo sia davvero importante».

Kate Middleton, bellezza reale e naturale

abito-bluKate Middleton, moglie dell’erede al trono d’Inghilterra, William, è ormai la bellezza reale per eccellenza. Anche con il secondogenito in arrivo la futura regina sfoggia comunque un sorriso fulminante, in morbida minigonna e mostra la sua linea impeccabile.

kate-middleton-lookTroppo dicono i maligni. Ma analizziamo il suo make-up.Sempre bellissima e a proprio agio in ogni occasione, è diventata ormai icona del look femminile mondiale. La sua pelle di pesca aiuta il suo trucco, sempre naturale e luminoso, che sia a spasso per lo shopping o in nelle serate speciali. Fondotinta dai toni caldi per un effetto vellutato. I suoi ombretti sono sempre “nature”, per definire lo sguardo, ma con discrezione. La matita nera non è mai pronunciata, per definire gli occhi, ma senza avere mai difetti.
Anche il suo smalto risulta essere sempre molto delicato, come il gloss per le labbra, color rosa tenue. Insomma, il make-up regale deve  essere sempre delicato, tendente al nude look. E lei, certo, può permetterselo.

Un secolo di seduzione: il reggiseno festeggia i sui primi cento anni

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E’ passato intatto per un intero secolo. Ben diverso da quelli di oggi, rimane sempre il fedele compagno di ogni donna. E’ il reggiseno che il tre novembre festeggia i suoi primi cento anni. Di strada ne ha fatta tanta. Dalle piazze, bruciato dalle femministe negli anni ’70, alle passerelle. Senza dimenticare le famose scene dei film in cui è protagonista assoluto. Chi non ricorda Mastroianni ululare davanti al reggiseno di Sofia Loren. Brevettato dall’ereditiera Mary Phelps Jacob, è ancora oggi l’oggetto più sognato dagli uomini.

Ecco come (mi) alleno i piedi ai tacchi

4_scarpe-rosse-con-borchie-tacco-altoSaper portare i tacchi è un impegno, e non solo unicamente quando vi si cammina, ma anche prima di indossare stiletti e plateau. Sì, perché è una questione di muscoli, che devono essere allenati per poter reggere la fatica di stare sempre contratti. Vi indichiamo alcuni esercizi per tollerare meglio i tacchi, quegli stessi che magari avete abbandonato al solo pensiero di riprovare la sofferenza di qualche anno fa. Tempo una settimana e ti sentirai più leggera sulle scarpe che adori ma che ti fanno penare. A patto di essere costante. Poi però non perdere l’abitudine di allenare i piedi ai tacchi tutti i giorni.

ESERCIZIO N.1 – Ogni sera, subito dopo aver tolto le scarpe, o prima di andare a dormire, fai delle circonduzioni molto lente delle caviglie. Inizia con 5 giri in senso orario e prosegui con altri 5 in senso antiorario. Concentrati su un piede per volta. Serve ad allungare i muscoli e, soprattutto, a rinforzare la circolazione.
ESERCIZIO N.2 – Dopo aver sciolto i piedi, si passa al classico gioco con la pallina da tennis che rinforza la pianta. Falla scivolare una decina di volte dalla punta delle dita fino al tallone e viceversa. Se stai in piedi, l’esercizio è più efficace, perché solleciti i muscoli del polpaccio, e migliori l’equilibrio, elemento super necessario sui tacchi alti.
ESERCIZIO N.3 – In piedi, sollevati sulle punte e poggia il tallone per terra, in modo alternato per dieci volte. L’esercizio rinforza il polpaccio, che aiuta a tollerare meglio la spinta verso l’alto data dai tacchi. Funziona di più se tieni le gambe perfettamente unite.
ESERCIZIO N.4 – Distenditi sul letto e poggia le gambe su un cuscino, all’altezza del polpaccio. Da questa posizione immagina di dover scrivere qualcosa nell’aria con l’alluce, come se fosse una penna. L’esercizio consiste nel disegnare i numeri da 1 a 10. Ripeti con l’altro piede.
ESERCIZIO N.5 – Il classico punta-tacco: tocca il pavimento prima con la punta delle dita e poi con il tallone.
ESERCIZIO N.6 – Fai lo stretching del polpaccio. In piedi, poggia una gamba su un muro all’altezza del piede: solleva cioè la punta fino a farla toccare alla parete. Piega il ginocchio avanti mantenendo la gamba posteriore ben dritta. Avvicina il bacino alla gamba come quasi a schiacciare il ginocchio, senza mai forzare (non devi provare dolore). Conta fino a 50, cambia gamba.
ESERCIZIO N.7 – Infine, prima di infilarti nel letto massaggia i piedi senza seguire un percorso “logico” con le mani, ma sentiti libera di decontrarli come piace a te: l’obiettivo è quello di far provare ai tuoi piedi la sensazione di essere stati costretti liberamente con le mani in modo da fargli perdere quella postura tipica da “ho passato 2 ore costretto nelle scarpe”.

Parapiglia per una blefaroplastica, donna sfregiata al volto: chirurgo estetico nei guai

13A-Plastic-Surgery-Vanity-vs-Insanity«Se non firmi questo documento, non ti opero». Avrebbe spacciato il foglio come un classico consenso informato per procedere all’intervento di blefaroplastica. Alcune frasi hanno però insospettito la paziente. Niente firma e da quel momento lo studio di via Carducci è diventato un circo. Da una parte il professor Aldo Cellini, chirurgo estetico falconarese, che insieme a un’infermiera avrebbe tentato di recuperare il foglio dalle mani della paziente. Dall’altra, la 57enne anconetana che voleva portare via il documento per sottoporlo a un legale. Inseguimenti intorno al lettino, urla e mani che si intrecciavano.
Nella concitazione del momento, la paziente avrebbe subito un graffio al volto. Il medico è ora sotto processo per violenza privata. La donna ha raccontato di aver subito un intervento di blefaroplastica alla palpebra sinistra. L’occhio sarebbe rimasto arrossato ed infiammato per quasi un anno fino al secondo intervento, quello previsto per il 19 febbraio 2010. «Sono salita sul lettino, quando il dottore mi ha sottoposto un foglio stampato da pc – ha raccontato la paziente – Mi aveva detto che era un normale foglio di consenso, ma c’era scritto che io mi ero tolta i punti da sola. Non sono una bambina e ho deciso di non firmare». Da qui sarebbe nata l’accesa discussione.