Molestie, anche Mara Venier allo scoperto: “Un politico importante mi molestò”

«Se avessi dovuto denunciare tutti quelli che mi sono “zompati” addosso per provarci, avrei riempito le galere. Invece ho reagito, ho anche dato due ceffoni quando sono serviti, e me ne sono andata». Così dice Mara Venier in un’intervista al giornale Oggi, in edicola da domani. La presentatrice premette: «Quella cui stiamo assistendo è un’ondata di denunce, ricordi, segnalazioni molto composita in cui si sta perdendo un po’ la distinzione tra i vari episodi che la compongono. Un conto sono gli stupri, un conto le molestie sessuali e un altro quelle che io chiamo “avancesesuberanti”».

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Poi racconta «un episodio della mia infanzia che non ho mai raccontato neanche ai miei genitori… Lo racconto solo ora, ma in questi 60 anni mille volte mi sono rimproverata di non aver detto niente ai miei. Era un pedofilo (che davanti a lei iniziò a masturbarsi, ndr), avrei potuto farlo arrestare».
Quindi rivela: «Una sera, circa 25 anni fa, con due amici e altre 10 persone andai a cena a casa di un politico molto importante. A fine cena, mi dice: “Vieni a vedere i miei quadri?”. Io vado, vediamo ‘sti quadri, poi quando torniamo in sala da pranzo scopro che gli altri, anche i miei due amici, sono andati via. Erano tutti d’accordo fin dall’inizio… Gli dissi: “Guarda che hai capito male”, e me ne andai. Non ero arrabbiata con lui, che avevo messo a posto in un attimo, ma con gli amici che mi avevano tradita. Ero giovane, agli inizi, avevo difficoltà a lavorare e quel politico avrebbe potuto dare una svolta alla mia vita. Eppure andai via».

Cecilia Rodriguez e Ignazio Moser sempre più vicini. Lei: “Non posso dimenticarmi delle telecamere”

Coccole e baci per gioco. Oppure no? Cecilia Rodriguez è sempre più in crisi. L’avvicinamento con Ignazio Moser è sempre più evidente. In confessionale il figlio del campione di ciclismo è uscito allo scoperto: «Mi piace Cecilia, è fidanzata da troppi anni, è ora che si lasci».

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La piccola di casa Rodriguez, fidanzata da anni con Francesco Monte dal canto suo ha ammesso: «Mi piace amare ed essere amata. Stando qua dentro mi sono venuti tanti dubbi e devo mettere a posto tutte le cose che ho in testa. Non posso scordarmi che ci sono le telecamere qui, non posso mancare di rispetto, non posso, anche se devo pensare a me stessa. Prima si chiariscono le situazioni fuori e poi parti».
Poi si sfoga con il fratello. Sembra essere sul punto di piangere. In camera da letto con il fratello Jeremias, appare nuovamente turbata e preoccupata. Forse pensa al suo fidanzato, con il quale non ha contatti da quando è entrata nella Casa, ormai 48 giorni fa. «Non entrare in ansia», le consiglia lui. «Forse sono troppo abituata ad avere qualcuno accanto”, ribatte lei. Poi aggiunge: “Io me ne vado non hai capito. Appena esco da qua me ne vado, da sola!” La bella argentina confessa di aver bisogno di un po’ di solitudine. “Ognuno hai suoi tempi», spiega senza entrare nei particolari. Poi si commuove davvero quando pensa alla sorella maggiore, a Belen. “Quanto mi manca”, dice. I due si stringono tra baci e abbracci.
I due sono sempre più vicini, complice anche il gioco del Gf sulla giornats dell’amore. Ripresi in sauna si punzecchiano a vicenda. Ignazio dice: «Sono un po’ distratto in questi giorni» e lei infierisce: «Come mai? Sei pensieroso? A me scoppia la testa». Che ne penserà il fidanzato?

Scoperto nei geni il segreto per far ricrescere gli arti

Gli scienziati del Mdi Biological Laboratory di Bar Harbor, nel Maine, come si legge su ‘Plos One’, hanno identificato gli interruttori genetici comuni a tre specie per governare la ‘ricrescita’ degli arti. Alcuni organismi possiedono la capacità miracolosa di rigenerare forma e funzione dei tessuti dopo una lesione. E’ il caso, ad esempio, della coda delle lucertole. Questa capacità degli animali ha affascinato gli scienziati fin dai tempi di Aristotele. Ebbene, i ricercatori Benjamin L. King e Voot P.

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Yin hanno identificato un meccanismo comune a tre specie: zebrafish o pesce zebra, un pesce d’acquario di origine indiana; axolotl, una salamandra nativa dei laghi del Messico; e bichir, un pesce africano. La scoperta dei meccanismi genetici comuni a tutte e tre queste specie, che si sono differenziate circa 420 milioni di anni fa, suggerisce che questi meccanismi non sono specifici, ma sono stati conservati dalla natura attraverso l’evoluzione. “Mi ricordo quel giorno molto bene: è stata una sensazione fantastica”, spiega King rievocando la scoperta. “Non ci aspettiamo che i pattern di espressione genetica fossero molto diversi nelle tre specie, ma è stato sorprendente vedere che erano sempre gli stessi”.  La scoperta dei regolatori genetici comuni potrà servire come base per nuove ipotesi sui meccanismi alla base della rigenerazione degli arti. E rappresenta un importante passo avanti nella comprensione del perché molti tessuti umani, compresi quelli di gambe e braccia, si rigenerano male. Obiettivo finale, manipolare questi meccanismi con terapie farmacologiche.  “La rigenerazione degli arti negli esseri umani può sembrare fantascienza, ma è nel regno della possibilità”, ha sottolineato Yin. “Il fatto di aver identificato una firma genetica per la rigenerazione in tre specie diverse con tre diversi tipi di appendici suggerisce che la natura abbia prodotto un manuale di istruzioni genetiche comuni che regolano la rigenerazione”, continua.  Un aspetto “che può essere condiviso da tutte le forme di vita animale, compreso l’uomo”, assicura Yin. Lo studio ha anche implicazioni nella guarigione delle ferite, che richiede anche la sostituzione dei tessuti persi o danneggiati, e coinvolge meccanismi genetici simili. Un’altra possibile applicazione è lo sviluppo di più sofisticati dispositivi protesici. Quando un arto viene amputato, i nervi possono essere danneggiati. La loro riparazione e rigenerazione potrebbe consentire lo sviluppo di protesi più sofisticate che possono interfacciarsi con i ‘nuovi’ nervi, consentendo così un maggiore controllo ai pazienti.