Peli in mostra, la foto di auguri di Madonna e della figlia Lourdes scatena l’ira dei fan

‘Ma non ti vergogni?’, la figlia di Madonna ci ricasca ancora una volta. Per augurare buon anno a tutti i fan, Madonna e la figlia Lourdes hanno postato una foto insieme sui social, ma proprio quello scatto ha acceso gli animi degli utenti.
Lourdes Maria Ciccone Leon ha mostrato di nuovo i peli sotto le ascelle. Ecco l’immagine che ha scatenato le critiche.

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Non è la prima volta che Lourdes Maria Ciccone Leon porta avanti la sua campagna contro la depilazione. In diverse foto si è mostrata con sopracciglia incolte e peluria sul corpo. Ma lo scatto social condiviso con mamma Madonna per l’inizio del 2018 ha scatenato i fan che gliene hanno dette di tutti i colori.

La figlia di Madonna e i peli sotto le ascelle che non piacciono ai fan
“Noi siamo pronte per il 2018”, hanno postato Madonna e la figlia su Instagram, pubblicando una foto che mostra la popstar alle spalle di Lourdes e quest’ultima che l’abbraccia all’indietro tirando su le braccia. Proprio con questa posa la figlia di Madonna mostra i peli sotto le ascelle, indignando il popolo del web.

“Ma che schifo, tagliati quei peli“, è stato uno dei commenti di non gradimento. “Ma non ti vergogni?“, ha scritto un altro. E le critiche sono scese a raffica.

Con una mamma come Madonna, Lourdes Maria Ciccone Leon non avrà problemi a digerire tante polemiche, anche perché, senza alcun dubbio, quella posa era voluta. Già lo scorso aprile i paparazzi l’avevano sorpresa al mare, in bikini, con l’antiestetica peluria.

Barbara D’Urso: “Che orgoglio il picchetto d’onore per me”. Ira polizia e lei rimuove il video da Instagram

Ha suscitato polemiche il video postato dalla conduttrice tv Barbara d’Urso in cui si vedono alcuni agenti della Polizia schierati nel cortile della Questura di Milano in occasione di una sua visita. Secondo quanto riportato da alcuni media, si sarebbe trattato di un picchetto d’onore, ma dalla Questura precisano che «non è affatto così». «Si trattava solo di un cambio turno e i ragazzi si sono messi in posa per fare una foto, non certo per fare un picchetto».

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Sarà, ma la conduttrice tv che aveva pubblicato il video si è affrettato a rimuoverlo quando però ormai la frittata era fatta. Molte testate lo avevano infatti già copiato ed è quello che qui vi proponiamo dove si sente la presentatrice tv dire “che orgoglio, ragazzi”.
Tuttavia c’è chi non ha gradito il video. Il Movimento dei poliziotti democratici e riformisti ha scritto una lettera aperta di protesta al Capo della Polizia, Franco Gabrielli. «Chiediamo a lei Sig. Capo della Polizia se è lecito predisporre un picchetto d’onore per la visita di una conduttrice televisiva presso la Questura, per quanto brava, simpatica, famosa e bella questa signora possa essere». «Oggi la Polizia di Stato è su tutti i siti web e i giornali italiani non per una brillante operazione di p.g. ma per il fatto che la signora Barbara D’Urso con estrema semplicità, dimostrando tra l’altro affetto e stima per la Polizia di Stato, ha postato su tutti i social un video amatoriale attraverso il quale si compiace per l’accoglienza istituzionale ricevuta».
«Senza entrare nel merito di quanto riportato da alcune testate giornalistiche prendiamo nettamente le distanze dalla volgare strumentalizzazione anche da parte di alcune sigle sindacali, rispetto a come sia stato enfatizzato ad arte un episodio occasionale e non programmato che ha visto protagonista una nota presentatrice televisiva e alcuni colleghi, durante la sua visita in Questura a Milano». Lo afferma, in una nota, il Segretario generale nazionale del Siap, Giuseppe Tiani, in merito alle notizia su uno schieramento di agenti nel cortile di via Fatebenefratelli durante la visita della presentatrice, che poi ha fatto girare un video. «Riteniamo assurdo che si possa far passare l’idea che venga disposto un picchetto d’onore per una personalità del mondo dello spettacolo – prosegue Tiani – quando risulta sino a prova contraria, che tale servizio non sia stato disposto con la necessaria ordinanza del Questore di Milano né tanto meno dai soggetti istituzionali preposti a farla eseguire, essendo la stessa disciplinata da regole scritte e protocolli ben precisi».