Come è morta Dolores O’ Riordan: dall’anoressia alla depressione, nel 2013 tentò il suicidio

Come è morta? È rimasta ancora senza risposta la domanda dei fan della cantante irlandese Dolores O’ Riordan sulle cause della sua morte a 46 anni.
«Non è sospetta», ha affermato Scotland Yard, che in un primo momento aveva definito «non spiegata» la causa di morte.

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Mentre in Irlanda e in Gran Bretagna i tanti fan piangono la voce dei Cranberries, emergono alcuni importanti particolari sulla vita della musicista.
Secondo alcuni suoi amici, come si legge sul tabloid Daily Mirror, Dolores nelle ultime settimane era stata «fortemente depressa». In passato aveva avuto una serie di problemi, fra cui l’anoressia, un esaurimento nervoso, una diagnosi per un disturbo bipolare e un tentativo di suicidio nel 2013.
Intanto fra i molti che hanno lasciato il loro commosso tributo alla musicista c’è anche Colin Parry, padre di una vittima dell’Ira, il 12enne Tim Parry, che ispirò la canzone ‘Zombiè, il più grande successo dei Cranberries.

Zinco, importante contro il cancro alla prostata e l’acne. Ecco le altre proprietà benefiche

Svolge un ruolo fondamentale nella sintesi proteica e aiuta a regolare la produzione cellulare nel sistema immunitario del corpo umano. Stiamo parlando dello zinco, un minerale che si trova principalmente nei muscoli e in concentrazioni elevate nei globuli bianchi e rossi, nella retina, nella pelle, nel fegato, nei reni, nelle ossa e nel pancreas.
La carenza di zinco condiziona pesantemente la crescita corporea e l’aumento di peso. Può provocare inoltre bassa pressione, perdita di appetito, depressione, perdita di peso, diarrea, perdita di capelli, stanchezza. Negli uomini lo zinco è un elemento importante per la produzione di sperma: una carenza può provocare una diminuzione del numero di spermatozoi nel seme; al contrario eiaculazioni frequenti possono provocare una carenza di zinco.

ostriche-alimenti-alto-contenuto-di-zincoTra i cibi più ricchi di zinco ci sono le ostriche, la carne rossa e bianca, le noccioline, i fagioli, il pane integrale, i semi di zucca, i semi di girasole, i semi di papavero, il germe di grano, i cereali integrali, il cioccolato fondente, il sesamo, i funghi secchi, le rape, le noci pecan, la radice di zenzero, i pinoli e l’olio di pesce. Negli uomini la dose giornaliera raccomandata è 11 mg, nelle donne 8 mg, nelle donne in gravidanza 11-13 mg, nelle donne che allattano 12-13 mg, nei bambini 4-8 anni 3-5 mg, nei bambini di 9-13 anni 8 mg.

Scopriamo insieme le proprietà benefiche attribuite allo zinco.

1 – Prostata e cancro. Lo zinco è molto importante per curare i disturbi della prostata. Una sua carenza può provocare l’ingrandimento della ghiandola prostatica, rendendola vulnerabile al cancro. Diverse ricerche hanno dimostrato una riduzione della crescita del tumore alla prostata quando i livelli di zinco sono normali. Negli uomini lo zinco previene danni prematuri che possono portare a problemi come il cancro. Lo zinco contribuisce a neutralizzare i radicali liberi, i sottoprodotti pericolosi del metabolismo cellulare che possono causare una serie di malattie.

2 – Pelle e acne. Diversi studi hanno dimostrato che lo zinco sia un rimedio efficace per la cura dei brufoli e dell’acne. Lo zinco regola e controlla la quantità di testosterone nel corpo, svolgendo un ruolo centrale nel provocare l’acne. Questo minerale è inoltre coinvolto nella sintesi del collagene, aiutando a mantenere la pelle sana e a ripararla.

3 – Eczema. Lo zinco svolge un ruolo importante nella cura delle infezioni croniche e aiuta il corpo a ripristinare la sua capacità di guarire completamente. L’eczema è un disturbo infiammatorio e cronico della pelle ed è causato principalmente dalla carenza di zinco.

4 – Cervello. Studi recenti hanno evidenziato che lo zinco ha un forte impatto sulla funzione mentale. Lo zinco è presente in alte concentrazioni nell’ippocampo, che ha un ruolo importante nel pensiero e nella memoria. Lo zinco aiuta a mantenere la funzione cerebrale forte.

5 – Gusto e olfatto. Per questi due sensi lo zinco è molto importante. Aumentare i livelli di questo minerale può incrementare questi due sensi, permettendo loro di funzionare a livelli ottimali.
6 – Infezioni. Lo zinco aiuta a ridurre la gravità e la durata di raffreddori e altre malattie lievi. Questo anche grazie alla capacità di stimolare l’attività dei globuli bianchi. E’ importante anche per proteggere dai disturbi infettivi e dalle infezioni fungine.

7 – Alopecia. L’alopecia provoca perdita di capelli sia nei bambini che negli adulti. Lo zinco è importante per la forza e l’integrità dei capelli. Diverse ricerche hanno dimostrato che lo zinco è maggiormente efficace nel trattamento dell’alopecia infantile.

8 – Ossa. Lo zinco aiuta a mantenere ossa forti, soprattutto negli anziani e quando si mostrano segni di invecchiamento precoce o osteoporosi. Lo zinco contribuisce ad evitare che le ossa diventino deboli e fragili.

9 – Gravidanza. Lo zinco è essenziale per il funzionamento e per la riparazione del Dna. E’ importante per la crescita rapida delle cellule e per la costruzione dei componenti principali della cellula durante la gravidanza.

10 – Antiossidante. Lo zinco è un potente antiossidante, importante per la sintesi proteica, la funzione enzimatica e il metabolismo dei carboidrati.

11 – Regolazione enzimatica. Lo zinco è un componente essenziale di numerosi enzimi che aiutano a regolare la crescita cellulare, la sintesi proteica, gli ormoni, il Dna, la regolazione della trascrizione genica e il metabolismo energetico.

12 – Fatica cronica. Le persone affette da stanchezza cronica vengono invitate dagli specialisti a consumare olio di pesce, in quanto ricco di zinco. Questo minerale è importante per la normale funzione muscolare.

13 – Cecità notturna. Lo zinco aiuta a migliorare la vista, soprattutto in coloro che soffrono di cecità notturna.

14 – Peso. Per le persone obese lo zinco svolge un ruolo importante nella perdita di peso. Diversi studi hanno associato questo minerale ad un calo dell’appetito.

Dna ereditato dai Neanderthal interferisce con i nostri geni: incide su schizofrenia e lupus

La scoperta. Le antiche sequenze genetiche che abbiamo ereditato dai Neanderthal e che compongono il 2%-4% del nostro Dna non sono silenti, anzi: potrebbero influenzare il modo con cui i nostri geni vengono accesi o spenti, condizionando ad esempio la statura e il rischio di sviluppare malattie come la schizofrenia e il lupus eritematoso.

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È quanto dimostra uno studio della University of Washington School of Medicine pubblicato sulla rivista Cell. «Sebbene siano trascorsi 50.000 anni dagli ultimi incroci tra i Neanderthal e gli uomini moderni, ancora oggi ne possiamo misurare le conseguenze sull’espressione dei geni», spiega il co-autore dello studio, Joshua Akey. Studi precedenti avevano trovato correlazioni tra alcuni geni ereditati dai Neanderthal e alcuni tratti riguardanti la depressione, il lupus e il metabolismo dei grassi, ma ancora nessuno era riuscito a svelare i meccanismi molecolari responsabili di questa associazione. I genetisti statunitensi hanno cominciato a fare luce sulla questione esaminando un enorme database contenente informazioni relative ai geni ‘accesì e ‘spentì nei vari tessuti del corpo di oltre 400 persone. La ricerca si è focalizzata in particolare sugli individui che presentavano per alcuni geni sia una versione Neanderthal sia una versione ‘modernà, una ereditata dalla madre e l’altra dal padre: per ciascuno di questi geni, si è confrontata l’espressione delle due varianti in 52 tessuti dell’organismo. Dai risultati è emerso che nel 25% dei casi si hanno differenze di espressione tra le varianti moderne e quelle antiche. I geni dei Neanderthal risultano poco ‘accesì soprattutto a livello del cervello e dei testicoli, probabilmente i tessuti che si sono sviluppati di più dopo che le strade evolutive dell’uomo moderno e del Neanderthal si sono separate circa 700mila anni fa. In alcune situazioni le varianti genetiche dei Neanderthal possono pure avere risvolti positivi, come nel caso del gene ADAMTSL3 legato alla schizofrenia: se finisce sotto il controllo del Dna neanderthaliano, si riduce il rischio di malattia e aumenta invece la statura.

In 9 mesi perde 5 taglie: “Dimagrita con la forza della mente”. Nessuna dieta o fitness estremo

Perde 5 taglie in meno di un anno solo con la forza della sua mente. Heather Jones ha 38 anni e viene dal Galles e nel giro di pochi anni, a causa di un forte trauma, ha iniziato a prendere peso. Dopo la morte del suo compagno a causa di una fibrosi cistica, circa 7 anni fa, Heather ha iniziato a mangiare in modo spropositato per affogare le sue sofferenze nel cibo, fino ad arrivare ad ingrassare in modo eccessivo.

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La perdita del suo uomo e l’aumento di peso hanno fatto sì che la donna cadesse in una forte depressione, fino ad arrivare al punto di pensare di togliersi la vita. A quel punto ha deciso di dare una svolta e ha iniziato a lavorare su se stessa: «Alcuni potrebbero essere scettici ma ho usato solo la mia mente per dimagrire. I nostri pensieri sono così potenti», ha spiegato al Daily Star, rivelando il modo in cui è riuscita a perdere tanto peso. Il metodo utilizzato da Heather si chiama Emotional Freedom Technique e sarebbe una forma di medicina alternativa e consiste nello sciogliere i blocchi emotivi che uno ha lavorando nel subconscio e calmando in questo modo il cervello. La 38enne quando si è sentita filnalmente meglio ha inziato a dimagrire senza particolari diete o intense sedute di fitness.

Fare sesso è antiage

Gli effetti benefici sono tanti, perché il sesso costituisce una parte importante della nostra vita, in grado di influire positivamente sull’umore e sulla salute. Fare l’amore costituisce una vera e propria ginnastica dal corpo allo spirito. Impara a coltivare la passione e prenditi cura dei tuoi bisogni: sarà uno stimolo positivo per la coppia e… per te stessa!

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ENERGIA PER IL CUORE – Fare sesso allena il sistema cardiocircolatorio. Per il cuore e le arterie si tratta di una ginnastica in grado di aumentare le capacità aerobiche e allenare i muscoli, mantenendoli sodi e tonici. Essere curiosi ci aiuta, perché sperimentando nuove posizioni è possibile fare esercizio, migliorare l’equilibrio e stimolare anche i muscoli che di solito non utilizziamo.

UMORE AL TOP – Fra le lenzuola sudiamo, ci muoviamo e ci fondiamo con l’altro, corpo e mente. Il risultato è un’armonia profonda. Il sesso stimola le endorfine e migliora l’umore combattendo ansia, depressione e stress. Secondo gli studi costituisce un’attività in grado di liberare le emozioni e aiutarci a superare i momenti critici di stress, soprattutto quando al nostro fianco è presente una persona per cui sentiamo totale fiducia.

PELLE BELLISSIMA – Sai che i periodi di astinenza possono incrementare cali dell’umore e sintomi di nervosismo? Al contrario, quando facciamo sesso grazie al movimento ritmico del bacino sollecitiamo i muscoli della colonna vertebrale, esercitando flessibilità e favorendo il rilassamento. Secondo gli studi, avere una vita sessuale felice contribuisce a rallentare la formazione di rughe e mantiene giovane i tessuti, migliorando l’elasticità.

PIÙ FELICI – Secondo i dati di un’indagine effettuata in Germania, il 60% delle donne con problemi di emicrania e mal di testa trova sollievo dopo un rapporto sessuale. Basta con le scuse! Lasciarsi andare ai piaceri dell’amore aiuta a superare ansia e agitazione, ha un effetto antidolorifico e contribuisce all’abbassamento della pressione sanguigna, migliorando le nostre performance di fronte a situazioni stressanti. Insomma, grazie a una vita sessuale felice siamo più vitali, viviamo meglio gli anni che passano e ci sentiamo più giovani: una scommessa di benessere, ogni giorno.

Smette con la Pepsi e perde 44 kg in 5 mesi. “Ne bevevo 2 litri al giorno, soffrivo per amore”

Bozena Lisowicz, 28enne inglese, ha perso la cifra record di 44 chili in cinque mesi ed ora la sua vita è cambiata. “Avevo problemi di obesità – spiega – a causa di una delusione d’amore. Bevevo anche due litri di pepsi al giorno”.

20141210_85755_pepsiBozena ha iniziato ad avere problemi alimentari quando la lunga relazione con il compagno ha iniziato a naufragare. “Mi sentivo stressata – racconta – e avevo bisogno di mangiare zuccheri”.La ragazza, dunque, è diventata dipendente da dolci e cibi grassi. “Amavo molto anche le bibite gassate, soprattutto la pepsi. Non mi rendevo conto che mi stavo autodistruggendo”.  Dopo qualche tempo, Bozena ha iniziato a soffrire di dolori alle ginocchia a causa del peso. “Mi sono perfino dovuta operare”.  Quando la ragazza è riuscita finalmente a vincere la depressione, ha cominciato ad adottare uno stile di vita sano.  “Oggi sono laureata in psicologia – conclude – e spero di aiutare altre persone con problemi alimentari. Ora la mia fame è solo di conoscenza”.

Bello e sano, brutto e malato: Le persone attraenti si ammalano di meno

madalina-ghenea1Belli, corteggiati e anche sani. Secondo uno studio le persone belle, infatti, sarebbero anche meno predisposte ad ammalarsi rispetto a quelle più bruttine. Non si tratta solo di discriminazione sociale ma anche di una discriminazione genetica.
A rivelarlo è uno studio condotto dalla University of Cincinnati e pubblicato su Evolution And Human Behaviour.  Le persone meno attraenti sono più soggette a malattie come acufene, asma, diabete, pressione alta, colesterolo alto, depressione.
Il campione di persone, uno dei più vasti utilizzato in una ricerca, è stato suddiviso tra persone attraenti, molto attraenti e poco attraenti. Nell’analisi è stato poi riscontrato che i più belli chiedevano meno giorni di malattia a lavoro rispetto a quelli valutati come più bruttini.

Ridere fa bene alla salute e allena il cervello, il sarcasmo rende depressi

divertimento-e-donna-libera-che-ridono-e-che-sorridono-16872446Ridere fa bene alla salute e a dirlo non è solo la saggezza popolare ma anche la scienza. Un sorriso accennato o una risata a crepapelle sono una forma di ginnastica che allena il cervello ad essere più forte, elastico e capace di affrontare situazioni difficili e stressanti. Alla pari di una sessione di spinning o di una bella corsa, l’umorismo è la palestra della mente e fa anche bene al sistema immunitario.  Certo, tutto dipende da come e su cosa si ride. Essere sardonici infatti fa male, indica autopunizione, poca autostima e aumenta la depressione. Lo sostiene Scott Weems, neuro scienziato cognitivo alla University of Mariland e autore del nuovo libro ‘Ah! The science of when we laugh and why’ (in vendita negli Stati Uniti e su amazon in lingua inglese), dove riporta le ultime ricerche sull’argomento, oltre che aneddoti divertenti e qualche battuta. Il saggio così risponde alla atavica domanda ‘perchè ridiamo?’ notoriamente rimasta priva di risposta. Scrive Weems sul quotidiano statunitense Wall Street Journal che «il senso dell’umorismo è tutt’altro che superficiale, nasce da un profondo conflitto del cervello e rinforza anche il sistema immunitario.  Come per l’esercizio fisico, l’umorismo aiuta a tenere il cervello allenato di fronte ad eventi fortemente stressanti e difficili da interpretare». Avere un attivo senso dell’umorismo aiuta a prendere di più dalla vita, sia dal punto di vista cognitivo che a livello emotivo. Un esperimento condotto da uno psicologo della University of North Carolina, citato nel saggio di Weems, dimostra che chi si fa sane risate guardando un film comico, ad esempio, reagisce meglio alla visione di pellicole successive contenenti morti macabre.  Guardare commedie raddoppia le nostre capacità a risolvere i dubbi e guardarle prima dei film horror costituisce un toccasana per far calare lo stress psicologico. «Ciò non significa che ogni sorta di humour sia utile – sottolinea lo studioso -. Avere una attitudine al sarcasmo, essere sprezzanti e canzonatori può fare male alla salute, in particolare se si sbeffeggia la propria vita. Studi condotti all’università della Western Ontario dimostrano che chi possiede questo tipo di umorismo ha più alti tassi di depressione degli altri, più elevati livelli di ansia e bassa autostima». Lo studioso cita a proposito una battuta classica ed emblematica ‘Io e mia moglie siamo stati felici per 20 anni, poi ci siamo sposatì.

Il telefonino rende insoddisfatti: “Può causare ansia e depressione”

16045265-donna-parlare-su-un-telefono-cellulareUsare troppo il telefono fa male al sonno, all’attività sessuale e da recenti studi, è stato dimostrato, anche all’umore. Il telefonino, usato troppo, fa diventare ansiosi e meno felici; inoltre riduce anche le performance accademiche per gli studenti. Sono le conclusioni di uno studio su un campione di 500 giovani condotto presso la Kent State University in Ohio da Jacob Barkley, Aryn Karpinski e Andrew Lepp e pubblicato sulla rivista Computers in Human Behavior. Gli esperti hanno chiesto agli studenti di dire quanto avessero usato in media negli ultimi 12 mesi il proprio cellulare o smartphone. Poi di compilare un questionario per valutarne grado di felicità, soddisfazione e livelli di ansia. Infine i ricercatori hanno visto i voti conseguiti nell’ultimo anno dagli studenti.  È emerso che più aumentava il tempo trascorso a usare il cellulare, più crescevano i livelli di ansia e di insoddisfazione. L’uso del cellulare sembrava incidere negativamente sui voti conseguiti. Il telefonino aiuta interagire e fa sentire meno soli o isolati, ma quando è usato eccessivamente e si è incapaci di disconnettersi, allora dal piacere si passa alla frustrazione. Sembra dunque divenire un mezzo che deconcentra e aumenta lo stress, ingenerando ansia, concludono i ricercatori.