Wanda Nara, bikini supersexy al mare, ma è bufera sullo scatto: «Ha usato Photoshop»

Inizio 2018 al mare per Wanda Nara, che alle Maldive insieme a Mauro Icardi e famiglia non risparmia gli scatti sexy sul suo profilo Instagram.

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Ce n’è uno in particolare con indosso un bikini che sembra quasi lingerie: dietro Wanda un gioco di specchi che riflettono la sua immagine all’infinito. Ma più di un follower ha notato qualcosa che non andava nello scatto e gridato all’utilizzo maldestro di Photoshop.

Giulia De Lellis e quel ritocco estetico per Ivana Mrazova: si alza un polverone al GfVip

Giulia De Lellis e quel ritocco estetico per Ivana Mrazova: si alza un polverone. Nell’ultima puntata della diretta del Grande Fratello Vip Giulia De Lellis ha scatenato un polverone per una frase detta alla sua amica Ivana Mrazova.
La modella ceca si ritocca più volte le labbra con una matita e Giulia le ha consigliato di ricorrere al… Ecco la frase che ha fatto scoppiare la bufera tra i fan di Ivana e quelli della De Lellis…

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Un suggerimento che ha fatto scatenare il popolo del web, che si è scagliato contro la fidanzata di Andrea Damante. C’è chi la accusa di voler spingere a tutti i costi Ivana verso la chirurgia estetica, andando a modificare delle labbra già “perfette”. Qualcuno si spinge addirittura in un’elegia della modella ceca e della sua bellezza, messe a rischio dalla “cattiva” Giulia.
Tuttavia, non mancano quelli che proteggono l’ex corteggiatrice, spiegando che la De Lellis voleva soltanto dare un consiglio all’amica, che ritoccandosi continuamente non appare troppo soddisfatta del suo aspetto.
Ma davvero la chirurgia estetica è così necessaria per la Mrazova? Oppure le sue labbra sono già abbastanza carnose e pronunciate così come sono? Il dibattito sul web non si ferma e prosegue accalorato sul tema…
Giulia, probabilmente, non si immaginava di sollevare un polverone così grosso e ha solo cercato di dare un consiglio all’amica. E voi, come la pensate? Ivana avrà davvero bisogno delle “punturine” di botox?

“Chi ingrassa non è più bello”, bufera sul sequel di Biancaneve

Una polemica globale per un film che si ispira chiaramente al classico Disney ‘Biancaneve e i sette nani’ e realizzato dalla casa di produzione sudcoreana Locus. Il motivo è molto semplice: secondo i suoi detrattori, influenzerebbe i bambini invitandoli a discriminare le persone grasse. Si chiama ‘Red Shoes and the 7 Dwarfs’ (‘Scarpette rosse e i 7 nani’) ed è la storia di una ragazza che da un giorno all’altro si risveglia più grassa e trova i nani cresciuti.

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Teoricamente, la sua funzione è piuttosto educativa: la morale del film d’animazione è che tutti possono accettare il proprio corpo. A giudicare dalla didascalia usata in un manifesto promozionale, però, l’effetto ottenuto sarebbe l’esatto contrario. Nel banner, infatti, si legge: «Cosa accadrebbe se Biancaneve non fosse più bella e i 7 nani non così piccoli?».
Ad alimentare la polemica è stata la modella curvy Tess Hollyday, che da tempo si batte per le ‘taglie reali’ nel mondo della moda e che lotta contro le discriminazioni delle persone in base al loro peso. «Come può un’intera squadra di marketing approvare una cosa del genere? Perché va bene dire che ‘grasso=brutto’?», si chiede la ragazza su Twitter.
Tess ha anche ‘taggato’ nel tweet l’attrice Chloe Moretz, che presta la sua voce al personaggio di Biancaneve. La giovane statunitense si è dissociata: «Nessuno ha mai approvato una cosa del genere, il film parla di tutt’altro. Ho informato della cosa i produttori, la vera storia è un esempio e una lezione di vita per le bambine, tutto questo è assurdo».

Naomi in pelliccia, animalisti la spellano

Naomi Campbell nella bufera per un post su instagram: un regalo di Natale contenente una pelliccia ha scatenato l’ira dei suoi followers. Peccato che Naomi sia stata una testimonial della Peta (People for the Ethical Treatment of Animals), l’associazione animalista che si batte contro lo sfruttamento degli animali nella moda.

Naomi-Campbell-sfilata-Simonetta-Ravizza-2003Nei pacchetti inviati dal direttore artistico di Givenchy Riccardo Tisci, infatti, sono contenuti due capi che gli animalisti giudicherebbero crudeli: una pelliccia e una borsa in pelle di serpente. La Givenchy, dopo la bufera, non ha voluto confermare che quella nella foto fosse una vera pelliccia. Ma la borsa di serpente è sufficiente a “giustificare” l’ira di chi ama gli animali.
In realtà Naomi era già stata “licenziata” dalla Peta già nel ’97, poco tempo dopo la famosa campagna “meglio nude che in pelliccia”, a causa del contenuto del suo armadio: troppe pellicce. Lei si difendeva millantando la passione per le ecologiche. Una difesa che però faceva acqua da tutte le parti.
Nel 2003 il colpo di grazia: per 20mila euro accettò di sfilare a Milano per Simonetta Ravizza. Nella vita privata aveva già dato sfogo alla sua voglia di “pelo” indossando capi di moltissimi marchi del lusso.
Ora la bella Naomi torna al centro dell’attenzione postando sui social i regali che arrivano dai brand. E se non sono gli animalisti ad attaccarla ci pensano quelli che odiano l’ostentazione del lusso.
Ma Naomi vola alto e a queste cose non ci pensa, ci sono altri pacchetti da aprire e condividere col mondo (ma solo virtualmente).