Arriva “l’amaca per i seni”: l’oggetto a cui nessuno avrebbe mai pensato

Difficile trovare nuove nicchie di mercato per l’abbigliamento? L’idea di Erin Robertson, di Los Angeles, sicuramente non era mai venuta a nessuno, prima: un’amaca per i seni. Immaginate una sciarpa da mettere dietro al collo, ma che termina con due coppe nelle quali inserire i seni, il tutto fatto in spugna da asciugamano.

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Ecco la TaTa Towel.
L’ideatrice di questo bizzarro accessorio spiega come sia nato da una sua necessità reale, quella di asciugare il sudore provocato dallo sfregamento dei seni sull’addome. “Ho provato tutto: ho infilato asciugamani sotto i miei seni, ho provato a spolverarmi di talco, ho anche messo una maglietta e ho inserito sotto le mie tette. Mentre asciugavo i capelli, continuavo solo a pensare “deve esserci un modo migliote per evitare che mi goccioli il sudore sullo stomaco”.

Basic e sexy: il ritorno della canottiera bianca

Seduce, ammicca, ma allo stesso tempo si adatta a ogni outfit, valizzandolo: la canottiera bianca è il capo che tutte le donne dovrebbero avere nel proprio armadio. Poi c’è la discriminante del reggiseno che cambia l’effetto finale.

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Le star sembrano aver capito il messaggio: quest’estate gli avvistamenti di canottiere bianche non si contano. Ciascuna la utilizza secondo il proprio mood e non è vero che si tratta di una maglietta “difficile”.
L’abbinamento perfetto è con i jeans: Jennifer Aniston personalizza il tutto con un cappelo di paglia ma “dimentica” il reggiseno, Alessia Marcuzzi aggiunge un kimono fantasia. Le sorelle Gigi e Bella Hadid la utilizzano per evidenziare il fisico esile ma statuario, sempre coprendo le gambe. Chiara Ferragni sensuale e sbarazzina in black&white.
Melissa Satta la abbina con una salopette e accessori rossi, mentre le sorelle Rodriguez scelgono versioni più sensuali e sofisticate. Che dire poi delle Kardashian? Sono l’esempio vivente che anche donne formose possono permettersi di indossare la canottiera bianca. Guardale tutte nella nostra gallery.

Pubblicità occulta: Belen si mette in regola

Le lettere di “moral suasion” sono partite e alcune celebrities iniziano ad adeguarsi. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si sta occupando del fenomeno dell’influencer marketing nei social media, a tutela degli internauti.

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Le terme gratis, il vestito regalato, persino l’etichetta del vino sulla tavola, se omaggio del ristorante: tutto ciò che è sponsorizzato va esplicitato in maniera chiara pure sui social network.
L’Antitrust ha chiarito che la pubblicità deve essere chiaramente riconoscibile come tale, anche sui profili social dei personaggi famosi. Ogni volta che un blogger-influencer gode di un vantaggio (siano essi prodotti regalati, servizi omaggio o contratti pubblicitari) pubblicando un prodotto o un marchio, ciò deve essere chiaramente specificato ai follower-consumatori, tramite l’uso di diciture apposite, sotto forma di hashtag.
Affinché l’intento commerciale di una comunicazione sia chiaro al consumatore e non percepito come consiglio personale e disinteressato del proprio beniamino, andranno usati #sponsorizzazione, #spot, #pubblicità, #inserzioneapagamento, #advertising, #prodottofornitoda.
L’Autorità Antitrust, con la collaborazione del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza, ha inviato delle lettere ad alcuni influencer invitandoli ad adeguarsi al codice di comportamento contro la pubblicità occulta. Lettere che hanno subito dato i propri frutti: le prime a mettersi in regola sono stata Belen Rodriguez e Melissa Satta.
L’argentina ha subito inserito “#advertising” a fianco ad una foto in cui compare con una maglietta McDonalds; stesso hashtag usato dalla Satta di fianco al marchio Boy London e nel post successivo con un bikini EffeK. Tutto tace sui profili social di Chiara Ferragni, che dell’influencer marketing ha fatto una professione, mentre il fidanzato Fedez ha usato un timido #ad: sarà l’abbreviazione di advertising?

L’abito da sposa perfetto è un modello di pizzo di Grace Loves Lace

Il vestito da sposa perfetto? E’ un modello di Grace Loves Lace del 2013. Ad “incoronarlo” è Pinterest, il social network preferito dalle future spose (e non), che permette di salvare le immagini che ci ispirano per ritrovarle al momento opportuno.

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Ebbene, il modello in pizzo con le famose “spaghetti straps” (bretelline, per i profani) è stato condiviso su Pinterest 2,5 milioni di volte. Disegnato dalla marca australiana specializzata in modelli non troppo costosi e sognato da molte (almeno 2,5 milioni), l’abito “Hollie” è ormai sold out e fuori produzione, ma il brand ha deciso, visto il suo successo, di produrne una nuova versione: l’Hollie 2.0 ha uno spacco frontale e siamo certi che le future spose non se lo faranno scappare.

“Sono troppo grassa per voi?”, il duro post della commessa di H&M sulle taglie del negozio

Una dipendente di H&M prova un paio di pantaloni del negozio in cui lavora, ma qualcosa va storto. Ruth Clemens ha provato quella che doveva essere la taglia 48 di un paio di jeans, ma come mostra lei stessa in un selfie, poi pubblicato su Facebook, i pantaloni sono visibilmente troppo piccoli.

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La taglia 48 è la più grande presente in negozio, ma è decisamente ben lontana dall’essere una effettiva 48. Ruth ha così voluto far presente il problema alla casa di moda con un post sui social che è stato condiviso oltre 8 mila volte. «Cara H&M sono una taglia 44, occasionalmente una 48, così ho deciso di provare i pantaloni della taglia più grande, sicura che sarebbero entrati, invece non è stato così», scrive sulla sua pagina Facebook, «Non sono sovrappeso, non sono particolarmente alta o bassa e la mia corporatura è media. Perché stai facendo taglie non veritiere? Sono troppo grassa per la moda low cost?». Il post è stato decisamente duro ma non è tardata ad arrivare la risposta di H&M: «Siamo spiacenti per la tua esperienza negativa, il nostro interesse è far trascorrere momenti piacevoli a tutti i nostri clienti. Facciamo abbigliamento per ogni corporatura, ma i tagli possono variare a seconda del modello e del tessuto. Apprezziamo la segnalazione e provvederemo a risolvere».

Costume da bagno vecchio e fuori moda? Ecco come riciclarlo

Vecchi e fuori moda, molti costumi verranno gettati in vista della nuova moda estiva, ma quello che non tutte sanno è che possono essere riciclati in modo intelligente. I costumi da bagno possono trovare una nuova vita attraverso usi alternativi a quelli da spiaggia. Alcuni modelli possono diventare dei reggiseni sportivi perfetti per la palestra o per fare attività fisica.

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I costumi interi possono essere modificati e adattati a bikini, mentre in alcuni casi è bene tenere i vecchi costumi per le promozioni che vengono fatte nel periodo estivo. Spesso accade che i negozi facciano sconti se viene portato indietro un costume vecchio negli store. I costumi interi possono trasformarsi in costumi a fascia, mentre per tutti quelli con decorazioni ormai fuori moda basterà aggiungere dettagli, spille e glitter per farli stare più al passo con i tempi.

La borsa più costosa del mondo? E’ una Birkin e costa 300 mila dollari

O la borsa o la vita. In questo caso per comprarla ci vogliono davvero i risparmi di una vita, e anche di più. Perché l’oggetto del desiderio in questione ha superato ogni record di vendita per quella che ogni signora e signorina vorrebbe possedere, non al dito come un brillante ma, ugualmente preziosa, al braccio.

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Stiamo parlando della borsa più cara del mondo venduta a Hong Kong per una cifra esorbitante mai raggiunta prima da un accessorio seppur d’altissima gamma: ben 300 mila dollari, per essere esatti 298,655 dollari, circa 280 mila euro. Non poteva che essere della francese Hermes che ha realizzato un vero gioiello da portarsi dietro e riempire fino all’orlo di tutto quello che le donne non dicono ma stipano ben bene. Il modello è Birkin, realizzato con pelle chiara di un rarissimo esemplare di coccodrillo albino del Nilo e, tanto per gradire, un po’ di diamanti (245 e tutti purissimi) così per illuminarla un po’ e qualche dettaglio in oro.Ma chi si è aggiudicato questo capolavoro extra-lusso che ha battuto ogni record mondiale? Un acquirente, naturalmente anonimio che l’ha acquistato senza battere ciglio ma battendolo da Christie’s Asia. Il vice presidente Matthew Rubinger della famosa casa d’aste ha commentato l’eccezionale compravendita: «Si tratta di una vera rarità e questo è un fattore importante nel determinarne il prezzo e nel farla diventare un pezzo da collezione».
Il record precedente è stato registrato sempre a Hong Kong, e sempre con un modello Birkin Croco, in pelle di coccodrillo ma fucsia: prezzo 222 mila dollari. Il famosissimo modello luxury bag è stato creato nei primi anni Ottanta da Hermes in omaggio alla cantante e attrice inglese Jane Birkin. E anche senza diamanti rimane sempre una borsa solo per pochissime fortunate: si va dai 6 mila euro per la versione base ai 100 mila per quella in coccodrillo o struzzo. E anche pagandola a peso non d’oro ma di platino non è affatto semplice riuscire ad averla: occorre aspettare liste d’attesa lunghissime, anche di sei anni e più.

Boxer braids: tutte pazze per le trecce doppie

Sono tornate di moda negli ultimi anni e stanno davvero bene a tutte. Di cosa stiamo parlando? Delle trecce, ma non delle solite alla Pippi Calzelunghe. Una delle ultime tendenze, infatti, prescive le boxer braids, le cosiddette trecce doppie, chiamate così proprio perchè era l’acconciatura preferita delle donne pugile. Per chi ha capelli lunghi, sfilati, ma anche di media lunghezza, si tratta di una acconciatura semplice e veloce da realizzare o, per chi proprio non ne è capace, anche da farsi fare.

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Di fatto non si tratta che di trecce alla francese, realizzate la maggior parte delle volte in coppia. Se, invece, desiderate ottenere un effetto più sbarazzino, invece, potete inventare una pettinatura a base di trecce multiple e, perchè no, anche di diverse dimensioni, scegliendo, di volta in volta, ciocche più o meno voluminose da intrecciare.
A lanciare le mode, come sempre sono le sono le celebrities. Attrici, cantanti o modelle che postano una foto et…voilà in pochi secondi l’acconciatura diventa virale. Qualche esempio da sbirciare? In primis ricordiamo Hilary Swank nel film “Million Dollar Baby”, per passare poi dalle sorelle Kardashian, Beyoncé o Chiara Ferragni.
Sono molti gli hair sylist che propongono questa pettinatura; è un modo di acconciare i capelli così versatile da risultare adatta sia ai look più sportivi che a quelli da red carpet. Oltre a essere glam e ricercata è anche semplice da realizzare. L’intreccio parte dalle radici: si parte con il fare una riga in mezzo e dividendo, poi, la chioma in due parti. Si procede facendo due code basse: dopo aver sciolto una di queste code, si inizia ad intrecciare partendo dall’attaccatura della fronte e inserendo una ciocca di capelli mano mano che la treccia prende forma. Una volta finito, se desiderate mantenere un effetto duraturo per una serata o giornata importante, potete usare un gel o una lacca per fissare il tutto.

Buon compleanno jeans, 143 anni e non sentirli. Ogni italiano ne ha sei

A palazzo o skinny, delavé, a ‘zampa’, con la vita alta o bassa, persino stracciati fanno tendenza e, soprattutto, da 143 anni non sono mai passati di moda. A tanto ammonta l’età dei jeans che il 20 maggio festeggiano il ‘compleanno’, ovvero l’anniversario del giorno in cui, nel 1873, Levi Strauss ottenne il brevetto per la produzione di «blue jeans» con rivetti in rame.

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Li indossano tutti, ma proprio tutti, in tutto il mondo e gli italiani non fanno eccezione, anzi. Secondo una ricerca del Global Lifestyle Monitor (l’osservatorio che su base biennale rileva gusti, preferenze e comportamenti d’acquisto dei consumatori italiani e stranieri), ogni italiano, di jeans nel guardaroba, ne ha in media sei. Pensati come capo d’abbigliamento per il lavoro, i jeans oggi vengono indossati per ogni occasione e se il 51% degli italiani li indossa abitualmente per fare shopping, il 45% – in omaggio alle origini del tessuto – li indossa proprio durante la giornata lavorativa. In Italia, infatti, lo stile informale sul posto di lavoro non è più confinato solo al cosiddetto «casual friday», al contrario per esempio del Regno Unito, dove solo il 16% li sfoggia anche in ufficio. L’armadio degli italiani rispecchia l’amore per i jeans: in media ne hanno 6 nel proprio guardaroba. Pantaloni ma non solo: camicie e gonne in jeans sono i capi in denim preferiti dagli italiani che ne possiedono – in media – più degli abitanti di Germania, Regno Unito e Cina. Più in generale, il 52% degli italiani dichiara di indossare capi in denim regolarmente e quasi la metà, il 45%, indossa jeans o shorts in jeans almeno 5 volte alla settimana, un trend decisamente consolidato rispetto, per esempio, alla Germania (30%).

Capelli corti o lunghi? Ecco ogni quanto tempo conviene tagliarli

Capelli grassi, secchi, sfibrati e chi più ne ha più ne metta: è importante tenere conto dei difetti della propria chioma per rimediare e mantenerla sempre al meglio. In tanti però si chiedono ogni quanto tempo bisognerebbe tagliare i capelli per rinforzarli e migliorarli. Tagliare i capelli nel momento giusto li rende più sani e più forti, di conseguenza anche più belli da guardare.

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C’è chi segue le fasi lunari per fare durare il taglio a lungo. La frequenza però dipende sia dal taglio che dalla struttura del capello, ma in generale è preferibile prendere appuntamento dal parrucchiere per il taglio ogni sei o otto settimane per evitare le doppie punte. Per la frangia anche meno.

Inoltre, il taglio corto richiede una maggiore frequenza, per esempio una volta al mese. Se il capello è medio o lungo ogni tre o quattro mesi.