Sharon Stone, ieri e oggi: a 58 anni è sempre più bella

La-bellezza-senza-tempo-di-Sharon-Stone-d682130f7ca6508f652df2d062fd916dCapello corto, pochissimo trucco, tshirt nera e pantaloni bianchi. Sharon Stone continua a sedurre con la sua semplicità e la sua bellezza indiscutibile, che a 58 anni non appare affatto sfiorita: matura certo, ma sempre dotata di una eleganza che pochissime donne riescono a conservare.

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L’attrice è apparsa raggiante e fiera del suo nuovo look sbarazzino al termine di una cena con un gruppo di amici al Palm Restaurant di Beverly Hills.

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E quando si è accorta di aver sbagliato l’auto in cui stava entrando, ha accusato ridendo i paparazzi che la stavano inseguendo e che con i loro flash la abbagliavano. Bella, elegante, e anche simpatica.

Sette ore nel salone di bellezza e 500 dollari: ecco cosa ha passato una ragazza dopo una tinta

Colora i  capelli con una tinta temporanea ma per togliere il colore passa un vero e proprio calvario. Lauren Ingram, si è tinta i capelli con una tintura fai-da-te temporanea, convinta che sarebbe bastato poco per eliminare il colore. L’etichetta del prodotto parlava di una rimozione in 30 shampoo ma la verità è stata ben altra.

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Il viola non ne voleva sapere di andare via dai suoi capelli, così ha deciso di andare dalla parrucchiera dove ha avuto la brutta sorpresa. 7 ore trascorse nel salone di bellezza e 500 dollari sono serviti per far tornare la sua chioma al colore naturale: «In precedenza i miei capelli avevano uno baylage biondo con le radici naturali tonalità oro. All’inizio il colore era luminoso ma poi è svanito sulle radici», ha raccontato la donna al Daily Mail. I capelli di Lauren sono stati prima schiariti, poi sono stati trattati con dei prodotti che hanno rimosso delicatamente il colore e solo alla fine sono stati tinti nuovamente di biondo.

Dormi poco? Non solo stanchezza e stress, ecco i rischi per la tua salute..

Dormire poco fa male alla salute: aumenta lo stress, altera il metabolismo e fa male al colesterolo. I ricercatori dell’Università di Helsinki hanno infatti scoperto che influenza anche il metabolismo del colesterolo e, di conseguenza, la salute dei vasi sanguigni. I risultati dello studio, pubblicati su Scientific Report, aiutano a spiegare il più alto rischio di malattie cardiovascolari osservati nelle persone private del sonno.

shutterstock_80758018E’ stato già dimostrato che le persone che dormono meno di quanto dovrebbero hanno un rischio maggiore di contrarre malattie cardiovascolari. Inoltre la carenza di sonno si è dimostrata incidere sul metabolismo dei carboidrati in modo simile a quanto fa il diabete. Il nuovo studio ha esaminato l’impatto della privazione del sonno sul metabolismo del colesterolo sia in termini di espressione genica che per quello che riguarda i livelli di lipoproteine nel sangue. Per farlo ha impiegato tre set di dati: un esperimento in laboratorio su 21 persone sottoposte a una settimana di privazione di sonno e due studi epidemiologici, uno su 518 persone e uno su 2221 giovani.  Rispetto a chi dorme a sufficienza, i ‘privati del sonno’ mostravano minor numero di lipoproteine HDL, o colesterolo buono, e una minore attività dei geni che partecipano nella regolazione del trasporto del colesterolo. Entrambi questi fattori, sottolineano i ricercatori, contribuiscono alla comparsa di aterosclerosi e basta una settimana di sonno insufficiente per cominciare a vedere i primi cambiamenti.

Cyberbullismo sempre più diffuso: il male durissimo di cui gli adulti non si accorgono

In Rete fa più male. Dove la vittima di bullismo diventa protagonista assoluta, sotto gli occhi di tutti, e basta un click in più per rovinarle la vita. Un allarme fortissimo, quello che riguarda il cyberbullismo, che coinvolge migliaia di ragazzini alle prese con un inferno da cui non riescono ad uscire.

bullismo.600A mettere nero su bianco i dati di un fenomeno dai contorni drammatici è AdoleScienza.it che, in una ricerca con Skuola.net, svela come le vittime di cyberbullismo  siano portate al suicidio con un’incidenza maggiore rispetto alle vittime di bullismo. Spesso questo genere di violenza fisica, verbale e psicologica, nasce tra i banchi di scuola, cresce sul muretto sotto casa e dilaga nel quartiere o nel paese. Se poi la storia finisce nella rete dei social network l’incubo diventa virale. Il bullismo infatti è più diffuso ma miete un minor numero di vittime: un ragazzo su 5, dei 7mila intervistati da Skuola.net, ammette di essere vittima di bullismo contro il 6,5% delle vittime di cyberbullismo.  Eppure le conseguenza dei social sono molto più forti: un ragazzo su due (tra quelli che si vedono derisi in rete) ha pensato al suicidio e l’11% lo ha realmente tentato. Uno su due, inoltre, ammette di praticare autolesionismo facendosi del male con lamette, oggetti appuntiti, fuoco e pugni sul muro, quasi 8 su 10 si sentono depressi. I tentativi di suicidio, a causa del bullismo, sono il 7% e i pensieri suicidi riguardano il 40% mentre i casi di depressione sono il 65% e l’autolesionismo riguarda il 30%. «Il cyberbullismo spiega Maura Manca, direttore di AdoleScienza.it è il male nascosto agli occhi degli adulti e visibile negli smartphone e nei profili social di tutti i ragazzi, invade la psiche, distrugge l’autostima. I dati sono fondamentali per capire cosa realmente abbiamo davanti: se non si conosce la diffusione del fenomeno e soprattutto la sua gravità, non si può contenere e neanche prevenire. E la vita di tanti ragazzi sarà seriamente a rischio».

“Ma quanto è bello Gabriel Garko”: la pm che ha perso l’incarico tradita da una spia

La pm Barbara Bresci è stata sollevata dall’incarico nell’inchiesta sull’esplosione di una villa a Sanremo perché sui social si era lasciata andare ad apprezzamenti nei confronti di Gabriel Garko.

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A tradirla, una “spia” che avrebbe diffuso i suoi commenti su Facebook. Gabriel Garko alloggiava nella villetta esplosa poco prima che iniziasse l’ultima edizione del Festival di Sanremo e La Bresci aveva candidamente ammesso che l’attore era “tanta roba anche se acciaccato”. Garko, infatti, si era presentato sconvolto e in pigiama davanti al magistrato per raccontare quanto accaduto poche ore dopo l’esplosione nella villa.
Qualcuno deve aver segnalato le sue conversazioni su Facebook al solo scopo di gettare discredito.

Riesce a fare sesso per la prima volta a 27 anni: ecco cosa le ha impedito di farlo per tutta la vita

Nasce con una grave malformazione che le impedisce di avere una regolare vita sessuale, ma a 27 anni Joanna Giannouli, una ragazza greca, scopre i “piaceri” del sesso. La ragazza è affetta dalla sindrome di Rokitansky, un disturbo che colpisce una donna su 5.000 e che ha impedito al suo corpo di sviluppare la parte interna dei genitali. Apparentemente sembrava essere come tutte le altre ragazze ma ha cominciato a capire che qualcosa non andava a 14 anni, nell’età dello sviluppo.

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Joanna  aveva tutti i sintomi di un’adolescente ma non aveva le mestruazioni. Dopo una visita ginecologica la diagnosi choc: la giovane non potrà avere figli e avrà spesso rapporti sessuali dolorosi. A lungo la malattia le ha causato anche problemi psicologici, dopo la ricostruzione dell’organo genitale, avvenuta due volte per delle complicazioni, si è sentita sempre a disagio.  «Non ho potuto avere una relazione stabile per molti anni. E’ stato estenuante. La malattia mi ha rubato la felicità e mi ha lasciato solo rabbia e vergogna», ha raccontato al Daily Mail. Oggi ha una relazione stabile e felice, ma il suo sogno più grande resta quello di poter diventare mamma.

Tumore benigno asportato dal braccio di un paziente: il video diventa virale

La dottoressa Sandra Lee, che in rete è conosciuta come Pimple Popper è solita diffondere video raccapriccianti dei suoi piccoli interventi chirurgici.

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Nell’ultimo mostra l’esportazione di un tumore benigno dal braccio di un paziente e poi spreme il contenuto del lipoma. Il filmato caricato su YouTube il 9 aprile è stato visto più di 380.000 volte. C’è chi ha trovato molto sexy la voce del paziente che ha convissuto con questo lipoma per 15 anni.
Dopo aver premuto per far uscire il grasso, ha ricucito la ferita.

“Sei troppo cicciona per indossare quel bikini”: Jessica risponde così su Facebook

Lei si chiama Jessica Portelli ed è la protagonista di questa vicenda che ci arriva dalla Gran Bretagna, da Brighton per l’esattezza. La ragazza, 24enne originaria di Malta ma trasferita in Inghilterra, ha qualche chiletto in più, ma niente da vergognarsi: ne va fierissima e guardando le sue foto non possiamo che essere d’accordo con lei.

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Tutto è accaduto mentre era in fila in un negozio d’abbigliamento della sua città e aveva in mano un bikini pronta per provarlo nel camerino. Dalla fila di persone in attesa una ragazza le dice qualcosa di veramente poco elegante, davanti ad altre donne: “Sei troppo cicciona per indossare quel bikini”. Lei, offesa ma non troppo le ha risposto per le rime dicendole che non si vergognava delle sue dimensioni un po’ abbondanti e che dopo aver indossato quel bikini si sentiva perfettamente a suo agio. Divertita da quanto accaduto, Jessica ha deciso di scattarsi una foto proprio dall’interno del camerino, proprio mentre stava provando il costume. Poi ha voluto condividere il fatto con tutti i suoi amici Facebook: ha pubblicato l’immagine sul social network spiegando quanto accaduto e aggiungendo: “Un commento come quello avrebbe potuto uccidere una ragazza meno sicura di me, ma fortunatamente io mi sento perfettamente a mio agio. La fiducia è ciò che ti rende sexy e non le dimensioni del proprio corpo”.

In laboratorio la pillola anti-invecchiamento: allunga la vita di una decina di anni

Una nuova pillola anti-invecchiamento promette di essere un elisir di lunga vita anche se per ora gli esperimenti sono stati condotti sugli insetti. Si tratta di un grande avanzamento nello studio, che va avanti da alcuni anni, di una proteina chiamata Gsk-3 (glicogeno sintasi chinasi 3). Essa è in grado di accorciare la vita naturale di un essere vivente, ma può essere inibita attraverso una sostanza nota per regolare l’umore in chi soffre di disturbo bipolare: il litio. Potrebbe allungare la vita di una decina di anni.

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Ebbene, negli studi condotti dagli scienziati dell’Ucl Institute of Healthy Ageing (Usa), del Max Planck Institute for Biology of Ageing e dell’European Molecular Biology Laboratory sui moscerini della frutta – che possiedono anche loro la proteina Gsk-3 – si è dimostrato che somministrando basse dosi di litio, si riesce a estendere la vita degli insetti in media del 16%. Questo ha sollevato speranze che si possa arrivare a una pillola a base di questa sostanza – o più probabilmente un altro farmaco simile, con meno effetti collaterali – in grado di prolungare l’esistenza umana. E, cosa forse più importante, “l a conoscenza di questo meccanismo potrebbe anche rivelare il segreto per evitare l’insorgenza di malattie legate all’età: Alzheimer, diabete, cancro e Parkinson”, ipotizza Jorge Ivan Castillo-Quan, autore principale dello studio che appare su ‘Cell Reports’. Il team ha rilevato in particolare che il litio blocca l’invecchiamento bloccando Gsk-3 e attivando un’altra molecola chiamata Nrf2, che si trova nei vermi, nelle mosche e nei mammiferi (compreso l’uomo), e rappresenta un’importante difesa contro i danni delle cellule. L’esperto avverte comunque che una pillola che bersagli Gsk-3 è improbabile che venga resa disponibile entro i prossimi 10 anni, anzi: potrebbe non arrivare prima di diversi decenni. Ma una volta messa a punto, potrebbe potenzialmente aumentare la durata della vita di circa 7-10 anni. I ricercatori ora vogliono condurre studi su animali più complessi come i topi, prima di passare ai primati e poi agli esseri umani. E’ però scettico Marco Trabucchi, presidente dell’Associazione italiana di psicogeriatria: “Nel mondo – spiega all’Adnkronos Salute – si stanno facendo grandi progressi soprattutto nella comprensione del rapporto fra genetica, struttura biologica di partenza e stili di vita. Oggi sappiamo per esempio che questi ultimi stanno contribuendo concretamente a ridurre l’incidenza delle demenze, perché le persone conducono vite più salutari. Ma non c’è nessun intervento biologico che, al momento, possa avere lo stesso effetto”. “Io non do importanza a studi così precoci, condotti sulla drosofila – evidenzia – ma non nego di certo che sia importante qualsiasi tentativo che provi a migliorare la durata della vita umana. Credo però che, con tutti i limiti di una sperimentazione, questi tentativi vadano tenuti nel silenzio dei laboratori, anche se degni di rispetto se fatti bene”. Per l’esperto, “non c’è nessuna possibilità di confronto, in questa fase, con la complessità della sopravvivenza dell’uomo, che non è solo biologia, ma anche relazioni sociali, ambiente e altro. La biologia di un uomo di 70 anni non è certamente più quella di quando ne aveva 20 o 40. Sono intervenuti talmente tanti fattori che è impossibile agire solo tenendo in considerazione la biologia di partenza. Ci auguriamo il successo della scienza, ma non vedo fuori dalla porta” una vera e propria ‘pillola’ della longevità: “Dobbiamo puntare a piccoli guadagni – conclude Trabucchi – che determinano qui e ora un aumento della durata della vita”.