Quei figli comprati a rate, utero in affitto: si sceglie anche il colore degli occhi

Per la maternità surrogata, ovvero l’utero in affitto, la clinica BioTexCom di Kiev, un edificio che sembra uscito da una fiaba di Andersen, offre tre pacchetti «tutto compreso». Economy, standard e vip: come se il parto fosse un viaggio in aereo. Nel primo caso, 29mila euro, il prezzo prevede un’assistenza standard in camere non più grandi di 20 metri quadrati. Nel secondo, 40mila euro, si sale a 50-70 metri quadrati, e arrivano la governante, 24 ore su 24, e l’autista personale.

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Con la formula vip, 50mila euro, i metri quadrati per il ricovero salgono a 150, e perfino il menu è personalizzato. Una clausola, poi, prevede una sorta di assicurazione in caso di aborto: la ricerca di un nuovo utero per un nuovo parto, sarà a carico della clinica. Senza costi aggiuntivi. Il mercato globale della maternità surrogata è molto variegato. E come qualsiasi materia prima, l’utero diventa così una qualsiasi commodity, risente della legge della domanda e dell’offerta. Nei Paesi anglosassoni, dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna passando per il Canada, la legge (con relativo business) è molto generosa e le tecniche collaudate sono alla luce del sole, visto che parliamo di norme approvate alla fine degli anni Ottanta. In Inghilterra, per esempio, si stipula un vero e proprio contratto, con la madre gestante che incassa, la formula è di un ipocrita pudore, un «rimborso» di non meno di 15mila sterline. Altre 70mila, almeno, servono per il ricovero, il parto e le pratiche burocratiche. In America le cliniche per la maternità surrogata sono oltre 400, con prezzi alti, non meno di 100mila dollari, che si gonfiano grazie al bacino di 6 milioni di donne statunitensi con problemi di fecondità. E come al solito gli americani, quando trasformano l’assistenza sanitaria in un’industria, puntano all’alta qualità dei servizi. Non ci sono problemi per la nazionalità del bambino, con migliaia di mamme felici di avere un figlio con cittadinanza statunitense, e volendo il cliente può fare richieste specifiche, di natura genetica: il sesso, un alto livello del quoziente intellettivo, gli occhi verdi. Questo è il racconto di Michaela Serra, che per tre mesi ha studiato le foto e l’identikit di potenziali donatrici prima di scegliere quella giusta: «Mio marito voleva gli occhi verdi come i miei, io avrei preferito puntare sull’intelligenza e su una lettrice della Bibbia. Alla fine la scelta è caduta su una donna del Minnesota, di origine tedesco-portoghese. Leggeva i libro di Coelho, ma aveva gli occhi verdi».Tutto ha una tariffa, e si può pagare con il solito finanziamento bancario, a rate e sulla carta di credito. Gli alti costi della maternità surrogata nei paesi anglosassoni, hanno aperto le porte a una concorrenza di secondo livello in altre nazioni. Ricchi da un lato, e poveri dall’altro, con l’utero in affitto che diventa a sconto. Innanzitutto in Ucraina, dove però il rischio è di rimanere impigliati in un giro di avvocati, tribunali, consolati, con una coda giudiziaria che può arrivare fino alle procure in Italia, dove l’utero in affitto è vietato per legge.

Quei figli comprati a rate, utero in affitto: si sceglie anche il colore degli occhiultima modifica: 2016-02-17T15:20:57+00:00da acristina30
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